Russia 2018 ai raggi X: Marocco-Iran e Germania-Messico Russia 2018 ai raggi X: Marocco-Iran e Germania-Messico
I Mondiali sono ormai entrati nel vivo, e molte delle partite in programma ci offrono spunti per analisi tecniche abbastanza importanti. Così come vi... Russia 2018 ai raggi X: Marocco-Iran e Germania-Messico

I Mondiali sono ormai entrati nel vivo, e molte delle partite in programma ci offrono spunti per analisi tecniche abbastanza importanti.

Così come vi abbiamo accompagnato nella marcia di avvicinamento all’inizio di Russia 2018, vi portiamo dentro ai segreti di alcune delle gare più interessanti – dal punto di vista tattico – viste finora.

Oggi analizziamo insieme dal punto di vista tattico Marocco-Iran e Germania-Messico.

MAROCCO-IRAN 0-1

A San Pietroburgo si gioca la prima partita del gruppo B, che vede contrapposte la formazione maghrebina del Marocco e quella mediorientale dell’Iran. La partita è molto combattuta, con il Marocco padrone del gioco e l’Iran che difende il risultato cercando di ripartire in contropiede.

Nel finale di gara è la squadra allenata dal portoghese Queiroz a spuntarla, grazie ad un’autorete del malcapitato Bouhaddouz. Come confermato dalla nostra analisi pubblicata settimana scorsa, che potrete trovare qui, il Marocco di Renard si presenta con un 4-2-3-1, con El Kaabi nel ruolo di centravanti. Per caratteristiche, la nazionale maghrebina attacca dall’inizio alla fine, sprecando molte palle gol e non riuscendo a trovare il tanto agognato gol vittoria.

Concentriamo la nostra analisi tattica sulla nazionale iraniana. Schierata in campo con un 4-5-1 molto difensivo, che in fase difensiva può diventare addirittura un 7-2-1, con il mediano e gli esterni che si allineano con i difensori. Lo scopo è quello di formare una barriera davanti all’area di rigore, con le mezzali che hanno il compito di non permettere agli avversari di finalizzare l’azione da fuori area e dirottare il loro gioco sulle fasce esterne.

Con un baricentro molto basso, lo scopo è quello di sfruttare al massimo le situazioni di contropiede e di palla inattiva.

A palla recuperata, il maggior numero di giocatori si proietta in avanti per creare superiorità numerica e sfruttare al massimo la nuova situazione di contropiede appena creatasi.

Vengono sfruttate al massimo tutte le situazioni di palla inattiva, con i difensori e i migliori saltatori che salgono sia per le rimesse laterali, che per gli angoli, che per le punizioni.

La partita con il Marocco è stata decisa da questa punizione battuta da Hajsafi alla ricerca di Amiri, anticipato da Bouhaddouz.

GERMANIA-MESSICO 0-1

Al Luzhniki di Mosca, Germania e Messico si danno appuntamento per il loro esordio a questo Mondiale. La squadra di Loew non sembra essere molto brillante e le finalizzazioni dei tedeschi vengono intercettate dalla difesa messicana e dal portiere Ochoa, senza destare particolari pericoli. Sugli sviluppi di un contropiede, Lozano sblocca la gara battendo Neuer sul suo palo; il resto della gara è marchiato dalla Germania che cerca in tutti i modi di trovare il gol del pari, anche con Neuer che abbandona definitivamente la porta nel finale del recupero.

La nazionale allenata da Osorio viene schierata in campo con un 4-2-3-1: nel quale Guardado gioca in un ruolo più avanzato rispetto ad Herrera, tramutando il modulo in fase di possesso in un 4-1-4-1. Le ali (o il centravanti) si allargano per poi effettuare dei tagli o dei passanti ai danni dei difensori avversari, allo scopo di finalizzare l’azione.

In fase di non possesso la squadra si abbassa, allo scopo di chiudere le linee di passaggio nella zona centrale del campo e dirottando, quindi, lo sviluppo avversario sulle fasce esterne.

Nel momento in cui viene recuperato il possesso del pallone, si riparte immediatamente in contropiede. Un’ala o il centravanti si allargano per sfruttare al meglio lo spazio rimasto vuoto dall’avanzata del terzino avversario.

Sfruttando la sua posizione, il giocatore che si è allargato effettua un passante o un taglio ai danni del difensore avversario, ricevendo palla dal portatore di palla, che aspetta fino all’ultimo momento ad effettuare il passaggio, per far uscire dalla propria posizione un difensore avversario. D’altro canto la Germania ha patito troppo queste situazioni di contropiede poiché: quando i terzini avanzavano, i mediani non offrivano copertura della loro zona, lasciando la difesa scoperta.

A cura di Antonio Di Marino – Match Analyst