Come ben sapete, ci piacciono le storie del tipo “Davide contro Golia”: il piccolo club che batte la grande rivale storica, il ragazzo venuto...

Come ben sapete, ci piacciono le storie del tipo “Davide contro Golia”: il piccolo club che batte la grande rivale storica, il ragazzo venuto dal nulla che contro ogni pronostico sfonda in una grande squadra, una piccola realtà come il Leicester City capace di vincere il campionato più famoso del mondo. Ecco, ci piacerebbe raccontarvi dell’ancor più imprevista vittoria del Rostov nel campionato russo, ma purtroppo non possiamo farlo.

Non possiamo farlo perché il Rostov ha dovuto cedere il passo al Cska Mosca, che ieri pomeriggio si è laureato campione di Russia. In testa alla classifica fino a poche settimane fa, al Rostov è stata fatale la sconfitta di Saransk contro Il Mordovia, ultima classificata poi retrocessa ma ai tempi ancora in lotta per restare nella massima serie.

Dopo il sorpasso del Cska il destino del Rostov sembrava ormai segnato, visti i due punti di differenza e nonostante gli scontri diretti a favore, ma l’ultima giornata di campionato si è rivelata meno scontata del previsto. Mentre il Rostov regolava agevolmente la pratica Terek Grozny, il Cska ristabiliva l’ordine andando a segno con Dzagoev, senza però riuscire a trovare la rete che avrebbe chiuso anzitempo il match.

La ripresa pare ancora più scontata del primo tempo, diversi giocatori da una parte e dall’altra sono costretti al forfait a causa di infortuni più o meno gravi, il gioco è spezzettato e non si registrano occasioni da gol. Tutto questo fino al minuto 86, quando un inattesa folata offensiva del Rubin libera Portnyagin per la conclusione; il portiere della nazionale russa Akinfeev è superlativo nel respingere la conclusione e addirittura miracoloso sul susseguente tiro di Tkachuk, convinto di ribadire in rete a botta sicura. Due parate che infrangono i sogni del Rostov, nel frattempo vincitore a Grozny per 2-0.

Oltre all’amarezza di un secondo posto che sa di beffa, resta la bellissima storia di un gruppo forse irripetibile (alcuni dei giocatori chiave sono arrivati solo in prestito) che per qualche mese ha regalato ai tifosi un’emozione grandissima e a loro sconosciuta. Vale sicuramente la pena di lasciare un posticino nel nostro album dei ricordi per il roccioso capitano Gatcan, il vecchio bucaniere Cesar Navas e il talento iraniano Sardar Azmoun, scoppiettante nel finale di stagione e pronto a salpare verso lidi che più gli competono.

Per un grande sogno ormai infranto, un piccolo sogno è appena cominciato: grazie al secondo posto il Rostov si è garantito l’accesso al terzo turno preliminare di Champions League. Nessun lieto fine, certo, ma soltanto per ora: stiamo già pensando al prossimo sogno, immaginando una sfangata epica dei ragazzi di Berdyev al Camp Nou contro il Barcellona…

Alex Campanelli
twitter: @Campanelli11