Ormai lo sapete, qui su Delinquenti Prestati al Mondo del Pallone abbiamo un debole per le storie delle piccole squadre che riescono a sedersi...

Ormai lo sapete, qui su Delinquenti Prestati al Mondo del Pallone abbiamo un debole per le storie delle piccole squadre che riescono a sedersi allo stesso tavolo delle grandi e ricchissime potenze d’Europa. Tra i nostri protetti ci sono sicuramente i russi del Rostov, che lo scorso anno hanno sfiorato quella che sarebbe stata un’epica vittoria del campionato russo, e che quest’estate con pieno merito si sono qualificati alla fase a gironi della Champions League regolando compagini ben più esperte e attrezzate come Anderlecht e Ajax.

L’urna di Nyon non è stata assolutamente tenera con i gialloblu, inserendoli nello stesso raggruppamento delle corazzate Bayern Monaco e Atletico Madrid e dei campioni d’Olanda del PSV Eindhoven, anch’essi habitué della massima competizione europea. L’impatto con l’Europa dei grandi è stato decisamente traumatico per i selmashi, schiacciati per 5-0 dallo spietato Bayern di Ancelotti e massacrati dalla stampa nazionale.

Anche l’obiettivo più realistico, il terzo posto con conseguente qualificazione alla fase a eliminazione diretta di Europa League, sembrava in dubbio dopo il 2-2 casalingo con il PSV, a tratti dominante sulla squadra guidata dall’allenatore moldavo Daniliants. Partito in sordina anche in campionato, complici le partenze di uomini chiave come Mogilevets e Bastos e la scarsa vena del talento di casa Azmoun, il Rostov ha trovato la quadratura col passaggio al solido 5-3-2, mettendo in seria difficoltà l’Atletico Madrid sia all’andata che al ritorno, ma venendo sconfitto di misura in entrambi gli incontri.

Appaiati al PSV con un solo punto in classifica ma sfavoriti a causa della differenza reti, agli uomini di Daniliants serviva un’impresa contro i carnefici del Bayern per non trovarsi obbligati a vincere nella gara di ritorno al Philips Stadion. Il miracolo si è puntualmente materializzato all’Olimp-2 contro l’armata di Ancelotti, una vendetta servita fredda come piace ai russi: grazie al gioiello di  Sardar Azmoun, tornato sui suoi livelli dopo un inizio di stagione in ombra, al rigore di Poloz e alla punizione dal limite dell’ecuadoregno Noboa, i selmashi hanno risposto colpo su colpo alle offensive del Bayern e sono riusciti a portare a casa la prima, storica vittoria in Champions League col risultato di 3-2, proprio contro una delle favorite al titolo.

Ieri sera al Rostov bastava conquistare un punto ad Eindhoven per regalarsi un altro sogno europeo: sciupate diverse occasioni in contropiede per il gol della sicurezza, è stata un’uscita disperata del portiere Dzhanaev sul tiro a botta sicura di Siem De Jong a sancire lo 0-0 finale che manda di diritto i gialloblu ai sedicesimi di finale di Europa League.

Già dietro a Besiktas, Copenaghen (o Porto) e Lione (o Siviglia), e in attesa dei risultati di stasera, difficilmente i ragazzi di Daniliants riusciranno a rientrare quali teste di serie nel sorteggio per i sedicesimi. Nessun problema, a Rostov-sul-Don ne hanno viste di tutti i colori nell’ultimo anno, non sarà certo un sorteggio complicato a spaventare capitan Gatcan (su Facebook esiste da tempo un suo bellissimo fan club) e i suoi. удачи, Rostov!

Alex Campanelli
twitter: @Campanelli11