10 gennaio 1999. L’Inter di Mircea Lucescu naviga a vista al sesto posto il classifica, reduce da una sconfitta di misura in quel di...

10 gennaio 1999. L’Inter di Mircea Lucescu naviga a vista al sesto posto il classifica, reduce da una sconfitta di misura in quel di Parma.

Quella guidata dal tecnico rumeno è una squadra discontinua, con picchi di qualità all’interno della rosa ma anche giocatori diventati di culto non certo per le loro doti tecniche: da Aron Winter a Taribo West (“Dio mi ha detto che devo giocare“, ricordate?), passando per Cauet, Fresi e Nicky Ventola. Fiore all’occhiello dei nerazzurri, senz’altro il reparto offensivo composto da Baggio, Ronaldo e Zamorano, poco meno di un’iradiddio.

A San Siro arriva il Venezia fanalino di coda, alla disperata ricerca di punti dopo 9 sconfitte consecutive; tra le fila dei lagunari, il buon Taibi in porta, Beppe Iachini ancora con gli scarpini indosso e l’eterno Pippo Maniero di punta. L’allenatore? Il “Martello”, Walterone Novellino.

L’inizio per gli ospiti è da incubo, dato che al 4′ l’Inter è già avanti grazie a un penalty di Ronaldo in seguito al mani di Luppi, mentre Roby Baggio fa capire sin dall’inizio quanto sarà difficile la serata per i suoi marcatori, scappando via ogni due per tre e costringendo sistematicamente il Venezia al fallo. La squadra di Walterone però si scopre e trova velocemente il pari con il bomber Maniero, che s’incunea in area su lancio di Miceli e batte imparabilmente Pagliuca.

Qui sale in cattedra il trio Ronaldo-Zamorano-Baggio, con un’azione tutta di prima al limite dell’area che termina col rasoterra del Divin Codino alle spalle di Taibi. Pochi minuti ed è il Fenomeno a prendersi la scena: Ronaldo punta tre difensori TRE sulla trequarti avversaria, si allarga la palla sulla sinistra, penetra in area dopo un doppio passo e il suo diagonale mancini è un invito a nozze per Zamorano, che fa 3-1 a porta sguarnita.

Quella tra il brasiliano e Roby è una partita nella partita, i due fuoriclasse nerazzurri combattono colpo su colpo: palo di Zanetti con un tiro da fuori, la palla arriva a Baggio largo a destra, Roberto si produce in una complicatissima rabona in corsa e mette un cioccolatino in testa a Zamorano, con l’ottimo Taibi a negare un gol che avrebbe fatto crollare San Siro.

“Bam Bam” si rifà pochi minuti dopo, ribadendo in rete un pallone mandato sul palo – indovinate un po’ – da Baggio, poi con un colpo di testa da centro area ancora una volta su suggerimento del 10 nerazzurro, un cross preciso e morbidissimo dall’out di destra. Nel finale c’è spazio anche per la doppietta di Ronaldo, in seguito a una punizione battuta a sorpresa, per l’ingresso in campo di un ragazzino del quale avremmo sentito parlare, tale Andrea Pirlo, e per l’ininfluente secondo gol di Pippo Maniero.

Date un’occhiata personalmente allo show dei due campioni e al killer instinct di Zamorano: non rimarrete delusi