Quello del portiere è un mestiere solitario. Per uomini duri. Ti tocca rimanere in mezzo a quei tre pali, concentrato fino al novantesimo. E...

Quello del portiere è un mestiere solitario. Per uomini duri. Ti tocca rimanere in mezzo a quei tre pali, concentrato fino al novantesimo. E quei tre pali possono diventare la tua casa, ma anche la tua prigione. Possono condannarti a rimanere lì in mezzo a soffrire le pene dell’inferno, magari, quando vorresti uscire e dare una mano ai tuoi compagni ma non puoi, perchè il tuo mestiere è quello di evitarli i gol. Mica quello di farli.

Per molti portieri, la vita va così. Per molti, certo, ma non per tutti. Perchè qualche numero uno è speciale, diverso dagli altri. Una specie di supereroe che da quella porta ci può uscire eccome. Può uscire da quella porta e entrare in un’altra, quella della storia. Perchè il protagonista di queste righe non è un numero uno come tutti gli altri. Anzi, di numeri uno come lui, forse è difficile trovarne.

Non perchè tra i pali fosse più bravo degli altri, o perchè fosse il nuovo Yashin. No, perchè lui i pali amava abbandonarli, rendersi utile per la squadra con il suo piede fatato. Con i suoi calci di punizione disegnati con il goniometro e i suoi calci di rigore tirati come il più freddo dei bomber. Di lui, più che le sue mani, forse passerà alla storia il piede destro. Il piede destro che ha segnato più di tutti tra i numeri uno della storia del calcio. Si, perchè Rogerio Ceni ha detto basta, ha detto che si ritira.

Certo, lo aveva detto anche altre volte. Ma uno come lui, che non riesce a resistere alla tentazione di scappare via dai pali della porta, come può resistere lontano dai campi? Il fisico non gli andava più dietro. D’altronde, a 42 anni, anche un portiere può sentirsi vecchio. Negli ultimi tempi la caviglia lo stava tormentando, non lo faceva sentire sicuro. Così anche lui, tra le lacrime, lasciandosi andare, ha dovuto ammettere che il giorno era arrivato. Il giorno in cui dire basta.

Di quei 42 anni parecchi li ha passati in campo. E, dal 1990, lo ha fatto indossando una e soltanto una casacca. Quella del San Paolo, di cui è diventato uno dei migliori marcatori di sempre, grazie ai 131 gol segnati in 1237 partite. In pochi possono vantare così tante presenze su un campo da calcio, tra i professionisti. Rogerio Ceni si ritira da leggenda. Perchè tra i pali saranno bravi tutti, ma per andare fuori da quei pali e piazzare traiettorie diaboliche alle spalle di colleghi lasciati a bocca aperta ci vuole un supereroe.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro