Se volessimo credere alla statistica, l’evento non sarebbe proprio impossibile, ma altamente improbabile, quello si. Se volessimo credere al destino, al Fato o a qualcosa...

Se volessimo credere alla statistica, l’evento non sarebbe proprio impossibile, ma altamente improbabile, quello si. Se volessimo credere al destino, al Fato o a qualcosa di più, forse ce la potremmo spiegare più facilmente questa storia. Perchè è una storia di quelle che capitano una volta nella vita, purtroppo o per fortuna.

Si, perchè lo scorso sabato Roberto e Ricardo Rodriguez, fratelli svizzeri (ma con sangue spagnolo e cileno nelle vene), professione calciatori, non se lo dimenticheranno probabilmente mai. Roberto ha 25 anni, e gioca in B, nel Novara, dove fa l’ala destra. Ricardo, invece, di anni ne ha 23 e fa il terzino nel Wolfsburg. Entrambi, con il gol, non hanno quello che si potrebbe definire un feeling degno di nota. Per cui, che potessero segnare nella stessa giornata, nello stesso sabato, era un evento abbastanza improbabile, da catalogare alla voce statistica delle curiosità.

Invece, durante la partita con il Lanciano, Roberto Rodriguez ha segnato il suo primo gol da quando è in Italia, ed è corso ad esultare senza particolare gioia sul volto, alzando due dita al cielo e rivolgendo anche un’occhiata in alto.

La scena si è ripetuta, quasi uguale, in Bundesliga. Il Wolfsburg sta affrontando il Borussia Dortmund, è sotto di un gol quando Schurrle si procura un rigore al novantesimo. Sul dischetto si presenta proprio Ricardo Rodriguez, che fa il terzino, ma ha un piede niente male e quel rigore ha tutto il diritto di tirarlo, e segnarlo pure.

Anche Ricardo corre, con le mani al cielo e lo sguardo rivolto in alto.

Perchè non è un sabato come tutti gli altri. Perchè, nè per Ricardo, nè per Roberto, è un periodo come gli altri. Il 16 novembre i due fratelli hanno perso la madre, un dolore che ancora non si è spento nel cuore dei due ragazzi. Per questo quelle dita al cielo, alzate quasi in contemporanea, hanno un significato tutto particolare. Per questo la statistica, la probabilità e il caso, probabilmente questa storia non la potranno mai spiegare in pieno.

Perchè questa è una storia di cuore, di uomini e  soprattutto d’amore.
I due fratelli, tutti e due con il numero 34 sulla schiena, vengono travolti dall’abbraccio dei compagni, sia quelli del Novara che quelli del Wolfsburg. Per Ricardo e Roberto è stato un sabato speciale. Un sabato in cui, più che quei due gol, sono quelle dita al cielo a significare tutto.