Riqui Puig, il nuovo gioiello blaugrana Riqui Puig, il nuovo gioiello blaugrana
La Masia, la fabbrica di talenti del Barcellona, ci ha abituato molto bene: nel corso degli ultimi due decenni, da lì sono venuti fuori... Riqui Puig, il nuovo gioiello blaugrana

La Masia, la fabbrica di talenti del Barcellona, ci ha abituato molto bene: nel corso degli ultimi due decenni, da lì sono venuti fuori calciatori che hanno forse cambiato la storia del calcio, e che sicuramente hanno contribuito a scrivere pagine indimenticabili nel romanzo della squadra blaugrana.

Non sappiamo se Ricard Puig Martí – o più semplicemente anche solo Riqui – si inserirà in questo solco e se riuscirà a scrivere il suo nome accanto a quello dei mostri sacri di cui sopra, ma di sicuro, di questi tempi, il suo nome è quello più caldo ed allettante tra i prodotti del settore giovanile del Barcellona.

E se tutto andrà come deve, nei prossimi mesi, entro la fine del 2019, il suo nome comincerà a farsi sempre più insistente, e cominceremo a vedere la sua faccia da bambino sempre più frequentemente.

Anche perché, pure se paragoni del genere di solito sono più scomodi che utili, Riqui Puig si porta appresso un’etichetta piuttosto pesante, quella di erede di Xavi.

Ma anche se non dovesse raccogliere questa eredità impossibile, Riqui Puig sembra avere davvero tutto per diventare un giocatore importante per il futuro del Barcellona: nato il 13 agosto del 1999, alto 169 centimetri, la faccia è ancora quella del bambino, il fisico pure. Ma con i piedi, parla già il linguaggio dei grandi.

Riqui Puig è un centrocampista centrale, un regista vecchia scuola, le cui doti migliori sono la visione di gioco, il controllo di palla e il passaggio. Sa vedere con precisione tutto quello che accade intorno a lui, e anzi spesso è proprio lui a decidere come andranno le cose, controllando ritmi e tempi della squadra, dettando passaggi, vedendo linee di passaggio che esistono nella sua testa prima ancora che sul campo.

La rapidità – di testa e di piedi – è una delle sue caratteristiche più importanti, e la capacità di leggere il gioco sembra essere in lui assolutamente naturale, quasi una dote innata.

Chi ha avuto la possibilità di vederlo giocare in Youth League ha già potuto ammirare che con i coetanei fa tutta la differenza del mondo: Valverde lo ha già inserito nel giro della prima squadra, lo ha fatto partecipare alla tournée americana estiva, e il 6 dicembre scorso lo ha fatto debuttare nella squadra dei grandi, in Coppa del Re, contro il Cultural Leonesa.

Riqui Puig, entrato al 55′, ci ha messo poco per guadagnare gli applausi del Camp Nou, disegnando un assist geniale per il gol del 4-1 di Denis Suarez.

Scommettiamo che nei prossimi 12 mesi questo ragazzo giocherà sempre più spesso con i grandi, soprattutto se la Liga dovesse prendere tra qualche mese la direzione della Catalogna?

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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