Non sarebbe bello Riprendere Berlino Non sarebbe strano Prenderla senza eroi Afterhours, Riprendere Berlino Riprendere Berlino. Due parole che raccontano alla perfezione quello che...

Non sarebbe bello
Riprendere Berlino
Non sarebbe strano
Prenderla senza eroi

Afterhours, Riprendere Berlino

Riprendere Berlino. Due parole che raccontano alla perfezione quello che passa nella testa di Gianluigi Buffon e Andrea Pirlo in questi giorni. Due parole che raccontano un universo di ricordi, speranze, attese per i tifosi bianconeri. Due parole che accompagneranno tante persone verso il 6 giugno.

Ci voleva tanta fantasia per immaginare una notte così teatrale. Il 6 giugno la Juventus metterà piede all’Olympiastadion di Berlino, per giocarsi la finale di Champions League contro il Barcellona. Ma per due protagonisti, varcare quella soglia, calpestare quell’erba significherà molto di più. Andrea Pirlo e Gianluigi Buffon, quando rimetteranno piede dentro l’Olympiastadion di Berlino, si sentiranno a casa. Respireranno un’aria familiare, chiuderanno gli occhi e immagineranno di tornare a quel 9 luglio del 2006.

Il teatro era lo stesso, il palcoscenico invece era molto più prestigioso. E in ballo c’era una coppa del Mondo, il sogno più grande per chiunque abbia mai tirato un calcio ad un pallone. Un sogno che Andrea Pirlo e Gigi Buffon hanno potuto vivere in prima persona. Un sogno che Andrea Pirlo e Gigi Buffon hanno saputo regalare a milioni di italiani, in quella notte indimenticabile.

Sarà strano per Gigi Buffon tornare in mezzo alla porta che aveva difeso anche il 9 luglio 2006. Ripensare a quel rigore di Zidane che rimbalza sulla traversa e finisce dentro. Ripensare a quella parata, meravigliosa, proprio sul colpo di testa di Zizou, la parata più importante della sua carriera. Ripensare al rigore di Trezeguet che rimbalza sulla traversa e stavolta finisce fuori, fuori, fuori.

Sarà strano per Andrea Pirlo tornare in mezzo al campo, guardarsi intorno, a calpestare i ciuffi d’erba che aveva calpestato il 9 luglio 2006. Magari ripassare davanti a quel dischetto. Quello sul quale ha piazzato la palla, ha guardato negli occhi Barthez, lo ha trafitto senza pietà. Era il primo rigore azzurro, il primo di cinque centri perfetti. Quello che ha dato il via ai festeggiamenti.

Il calcio è così bello perchè sa regalare emozioni indescrivibili. Le sa regalare a noi, ma le sa regalare soprattutto ai suoi protagonisti. Perchè anche noi, come Andrea Pirlo, come Gianluigi Buffon, quando rivedremo l’Olympiastadion di Berlino, ripenseremo a quella notte. A dove eravamo, con chi eravamo, cosa abbiamo fatto. A dove siamo ora, con chi siamo, a cosa siamo diventati. Perchè è inutile girarci intorno. Noi che il pallone lo viviamo come un’ossessione, leghiamo indissolubilmente ogni ricordo della nostra esistenza a una partita. E lo sappiamo. Ripenseremo a Berlino, ripenseremo a quella notte in cui ci ubriacammo di gioia.

Perchè questo è il bello del calcio. Un romanzo che torna sui suoi passi, a farci rivivere le emozioni più belle della nostra vita. Per questo, quando Andrea Pirlo e Gigi Buffon torneranno a respirare l’aria dell’Olympiastadion di Berlino, penseranno esattamente quello che penseremo noi, quel 9 luglio del 2006: non sarebbe bello riprendere Berlino?

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro