Ricardo Gareca: la Storia che ritorna Ricardo Gareca: la Storia che ritorna
Il calcio è pieno di storie che si intrecciano, di personaggi il cui passato torna a bussare alla porta prepotentemente e i cui destini... Ricardo Gareca: la Storia che ritorna

Il calcio è pieno di storie che si intrecciano, di personaggi il cui passato torna a bussare alla porta prepotentemente e i cui destini sembrano scritti appositamente per essere narrati.

Questa notte, se non ci credete, ne avremo un esempio: all’1.30 ora italiana andrà in scena l’attesissima sfida tra Argentina e Perù, nell’incredibile cornice della Bombonera. Una partita che sa di spareggio, da dentro-fuori, anche se dopo questa ci sarà l’ultimo turno di qualificazione.

Le due squadre sono appaiate, entrambe con 24 punti e la medesima differenza reti, con il Perù avanti per numero di gol segnati e vittorie conseguite. La partita, alla vigilia, si preannuncia di quelle epiche.

Gli argentini hanno chiesto aiuto ai tifosi più caldi del Boca, per creare un’atmosfera infernale in quella che abitualmente è la loro casa, i peruviani hanno fatto sapere che si porteranno da casa persino l’acqua per dissetarsi, per il timore che quella fornita dagli argentini possa essere contaminata con sostanze in grado di indurre sonnolenza.




Che questa non sia una partita come le altre lo si capisce anche guardando ad alcuni precedenti; in molti ricorderanno quello più recente al Monumental, correva l’anno 2009, quando l’Argentina del ct Diego Armando Maradona dovette aggrapparsi ad un eroico Martin Palermo che, sotto un diluvio torrenziale, segnò il gol che regalò i mondiali all’Albiceleste.

In pochi, invece, ricorderanno ciò che è successo 32 anni fa, sempre al Monumental, con Argentina e Perù ancora protagoniste. Storie che si intrecciano e passato che torna a bussare alla porta, si diceva.

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Anche in quell’occasione, come nel 2009 e come oggi, l’Argentina è una squadra forte che però in campo stenta enormemente a produrre gioco e fare risultato. Arriva alla sfida decisiva, quella contro il Perù, con la necessità di ottenere almeno un punto per qualificarsi direttamente ai mondiali di Messico ’86, senza dover passare dagli spareggi.

Le cose sembrano mettersi bene per il CT Bilardo, con i suoi che passano in vantaggio grazie alla rete di Pedro Paolo Pasculli, ammirato in Italia con la maglia del Lecce e, fugacemente, con quella della Casertana. Il Perù non demorde, perviene al pareggio e si porta addirittura avanti per 2-1.

Mancano 10 minuti alla fine della partita e l’Argentina si trova inguaiata, prima che faccia il suo ingresso in scena l’eroe di giornata o, se preferite, il salvatore della patria. Mai espressione fu più azzeccata.

Lo chiamano El Tigre ma il suo nome vero sarebbe Ricardo Alberto Gareca Nardi, fa l’attaccante ed esordisce nel Boca Juniors giocando insieme, tra gli altri, a Diego Armando Maradona. Poi fa una mossa che da quelle parti non è vista proprio benissimo: passa ai rivali del River Plate, corre l’anno 1985, quello in cui si disputa anche la sfida di cui vi stiamo raccontando.




Ah, giusto, un momento: dove avete già sentito quel nome? Sì, è proprio lui, quel Ricardo Gareca che ora guida la selezione del Perù. Destini scritti appositamente per essere narrati, ricordate?

El Tigre,  subentrato dalla panchina, ribatte in rete un tiro di Passarella che è andato a sbattere sul palo. L’Argentina è qualificata per il Mondiale, che poi vincerà, il Perù andrà invece a casa.

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La storia di questa notte deve essere ancora scritta, chissà cosa avrà in serbo il destino? L’ultima apparizione del Perù ad un Mondiale rimane quella dell’82, sono passati già 35 anni. L’eroe argentino che nell’85 con la sua rete aveva negato la gioia della qualificazione ai peruviani, questa notte, potrebbe regalarla, seppur dalla panchina, proprio a scapito dei suoi connazionali.

Alla guida dell’Albiceleste c’è Jorge Sampaoli, alla ricerca del suo personalissimo eroe: in questo senso, forse, va valutato il probabile impiego di Dario Benedetto, reclamato a gran voce dal popolo della Doce.

Quella di stanotte, in ogni caso, non sarà una partita come tutte le altre. Non può esserlo nè per l’Argentina nè per il Perù. Figuratevi per chi, come Ricardo Gareca, ha il cuore diviso a metà e la possibilità di scrivere una pagina indelebile di storia calcistica di una Nazione.

Paolo Vigo
Twitter: @Pagolo