Renato Sanches: il mondo capovolto Renato Sanches: il mondo capovolto
Se due anni fa, più o meno di questi tempi, avessero chiesto ad uno scout o ad un addetto di mercato di spendere un... Renato Sanches: il mondo capovolto

Se due anni fa, più o meno di questi tempi, avessero chiesto ad uno scout o ad un addetto di mercato di spendere un nome sul quale puntare negli anni a venire, in molti avrebbero fatto il suo nome: Renato Sanches.

Due anni appena. Era il 2016 quando il nome di Renato Sanches è iniziato a rimbalzare prepotentemente in tutti i discorsi legati al calciomercato, con un’asta al rialzo combattuta tra i più importanti club a livello europeo.

Sì, ma cosa era successo di tanto importante da farlo finire sotto le luci dei riflettori così, quasi dal nulla, lui che di anni ne aveva appena 19? La risposta è piuttosto semplice: il Portogallo aveva appena vinto gli Europei in Francia e Renato Sanches si era imposto come una delle rivelazioni del torneo.

Partito un po’ in sordina, come del resto tutta la Nazionale, ha acquisito un ruolo fondamentale nel prosieguo della manifestazione, diventando il perno fondamentale del centrocampo, giocatore in grado di garantire qualità, geometrie, dinamismo e abilità nell’inserimento.


Se pensate che sia un’esagerazione basta andarsi a rivedere qualcuno dei video che affollano la rete, partite nelle quali Renato Sanches sembra il prototipo del centrocampista moderno in grado di fare tutto e di farlo nel migliore dei modi.

Con il Portogallo è stato il calciatore più giovane a partire titolare nella storia degli Europei nonchè il più giovane marcatore di sempre nella fase ad eliminazione diretta, grazie alla rete realizzata contro la Polonia.

A 18 anni diventa anche il più giovane vincitore di sempre di un Europeo di calcio avendo recitato, come detto, un ruolo da protagonista nel successo contro ogni pronostico dei lusitani. Il riconoscimento del Golden Boy, premio per il giocatore sotto i 21 anni che si è messo maggiormente in evidenza durante la stagione, è pura formalità.

Tra tutte le squadre interessate alle sue prestazioni la spunta il Bayern, che sborsa circa 40 milioni, più bonus, al Benfica, proprietario del suo cartellino.

Da quel momento in poi il mondo di Renato Sanches sembra essersi capovolto. Dal paradiso all’inferno, un tonfo repentino, improvviso, per certi versi inspiegabile. Del giocatore fenomenale ammirato agli Europei si è persa qualsiasi traccia: poco spazio a disposizione, scarsa fiducia, rendimento altalenante con più ombre che luci, nelle poche volte in cui è stato chiamato in causa.

Viene ceduto in prestito in Premier League allo Swansea, per avere più spazio e per consentirgli di recitare un ruolo da protagonista, in una squadra senza grossi nomi. Almeno questo è quello che deve essere passato nella testa dei dirigenti del Bayern.

Non c’era motivo perchè non funzionasse, almeno apparentemente. Dopo un primo comprensibile periodo di adattamento ad un nuovo campionato ci si aspettava un balzo nel rendimento che però non c’è stato. Non solo Renato Sanches non si è imposto ma è ben presto sparito anche dai radar della Premier League.

L’ultima partita giocata da titolare nel club risale al 2 gennaio ed in Nazionale, se possibile, è andata ancora peggio: dopo gli Europei vinti è stato chiamato per 2 soli match, dei quali solamente uno non era amichevole e in cui ha disputato 2 minuti di gioco, subentrando dalla panchina.

Da 14 mesi non viene preso in considerazione dal tecnico Fernando Santos, che oggi ha diramato la lista dei pre-convocati per il Mondiale di Russia, e di Sanches, manco a dirlo, non vi è traccia.

L’impressione che sia più una questione di testa che non di capacità tecniche è abbastanza concreta, fatto sta che la carriera di Renato Sanches, in due soli anni, sembra precipitata nel punto più basso immaginabile. È ancora presto, e ci mancherebbe, per parlare di punto di non ritorno ma la china intrapresa da Sanches non lascia ben sperare.

Ora si parla di lui in ottica Wolverhampton, squadra neopromossa in Premier, e il nostro augurio è che si possa ritrovare in un club ricco di nuove ambizioni.

Paolo Vigo
Twitter: @Pagolo