In testa alla Liga, dopo le prime 3 giornate di campionato, ci sono Barcellona e Real a punteggio pieno, con nove punti. Niente di...

In testa alla Liga, dopo le prime 3 giornate di campionato, ci sono Barcellona e Real a punteggio pieno, con nove punti.

Niente di strano, direte voi.

Solo che a far compagnia al Barcellona non c’è il Real Madrid, ma la Real Sociedad, la vera e propria rivelazione di questo inizio di campi0nato, nonché una delle squadre più interessanti e divertenti da vedere della Liga.

I baschi sono il miglior attacco del campionato, con 10 gol segnati, uno in più del Barcellona, e in più ieri sera hanno esordito in Europa League con una rotonda vittoria per 4-0 ai danni del Rosenborg: insomma, tutto lascia presagire che quest’anno a San Sebastian ci si divertirà parecchio.

L’artefice di questo piccolo gioiello che è la Real Sociedad è Eusebio Sacristan, tecnico classe 1964, che da giocatore fu testimone della prima rivoluzione blaugrana di Johan Cruijff, e che poi proprio nella cantera del Barcellona è diventato un fine insegnante di calcio.

I nove anni nella squadra B del Barcellona hanno lasciato in eredità a Sacristan un’idea di gioco abbastanza chiara, naturalmente improntata sul 4-3-3 e sul possesso palla. Sacristan è arrivato l’anno scorso in terra basca e ha immediatamente rivoltato l’identità di gioco della squadra, conquistando il sesto posto in campionato e la qualificazione all’Europa League.

Ma il vero tesoro della Real Sociedad sono i tanti giovani e i giocatori in cerca di riscatto che tanto bene stanno facendo in questo avvio di stagione: il miglior marcatore è Juanmi, esterno d’attacco classe 1993, in cerca di riscatto dopo un’esperienza piuttosto opaca al Southampton. Finora, per lui, 3 reti in Liga: una in meno per Willian José, venticinquenne attaccante brasiliano che finora sembrava destinato a girare il mondo senza mai trovare un posto da chiamare casa, e che a San Sebastian sembra comunque aver trovato una sua dimensione.

Il cuore della Real Sociedad batte però in mezzo al campo: Xabi Prieto, 34 anni e più di 500 presenze con la maglia della Real Sociedad, l’unica che abbia mai indossato nella sua carriera. È lui il cervello della squadra, il regista e soprattutto il leader carismatico del gruppo. E nessuno meglio di lui potrebbe rivestire quel ruolo, non c’è dubbio.

La storia forse più interessante è però quella di Asier Illarramendi: esploso nella Real Sociedad, due anni non proprio indimenticabili al Real Madrid, dove veniva considerato troppo poco Galactico, e il ritorno a San Sebastian, dove ora sembra aver trovato una nuova dimensione, nuova leadership. È lui la cerniera tra la fase difensiva e quella offensiva, e domenica scorsa, contro il Deportivo, ha anche firmato una doppietta.

In difesa, poi, si alternano Inigo Martinez, e poi Aritz Elustondo e Diego Llorente (prodotto delle giovanili del Real), due giovani che stanno confermandosi tra i grandi. Senza dimenticare Adnan Januzaj, che quando era esploso al Manchester United sembrava potesse diventare un top mondiale, salvo poi perdersi per strada negli ultimi anni: la Real Sociedad, per lui, è forse l’ultima occasione per riscattarsi e ritornare grande. Un po’ la storia di un altro esterno d’attacco della Real Sociedad, il messicano Carlos Vela, che ha dovuto riporre nel cassetto i suoi sogni di gloria.

Grande, invece, potrà sicuramente diventarlo Mikel Oyarzabal, esterno d’attacco che a 20 anni può ancora spaccare il mondo.

La Real Sociedad è sicuramente la squadra più interessante e più intrigante di questo avvio in Liga: e domenica prossima le cose si fanno ancora più interessanti. All’Anoeta, infatti, arriverà il Real Madrid, reduce da due pareggi consecutivi e già a caccia del fuggitivo Barcellona. Ma, almeno per una volta, in classifica è la Real ad essere davanti al Real.

Sognare, almeno stavolta, sarà lecito.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro