Quella volta in cui il Portogallo vinse i Mondiali del 2010 Quella volta in cui il Portogallo vinse i Mondiali del 2010
Venite qui, oggi vi raccontiamo una storia, una storia che forse potreste anche ricordare: è abbastanza famosa, è avvincente e tenne con il fiato... Quella volta in cui il Portogallo vinse i Mondiali del 2010

Venite qui, oggi vi raccontiamo una storia, una storia che forse potreste anche ricordare: è abbastanza famosa, è avvincente e tenne con il fiato sospeso e gli occhi incollati alla televisione milioni e milioni di persone.

D’altronde, chi è che non ricorda i Mondiali di calcio? I Mondiali, spesso, per noi malati di calcio diventano il metro del tempo che passa. Scandiscono il ritmo della nostra esistenza, quadriennio dopo quadriennio.

Si dice che nel giro di tre Mondiali si diventi adulti, senza accorgersene. Pensate a tre Mondiali fa, pensate al 2006.

O, se volete, potete pensare anche ai Mondiali del 2010.

Che Mondiali, quei Mondiali, in Sudafrica. Ve li ricordate? Ma certo che ve li ricordate, come potrebbe essere altrimenti? Sudafrica 2010, l’anno in cui il Portogallo si laureò campione del Mondo.

Fermi tutti.

Come dite?

Il Portogallo non ha mai vinto i Mondiali del 2010?

Il Portogallo non ha mai vinto un Mondiale nella sua storia?

Andatelo a dire ai nordcoreani, poi ne riparliamo.

Perché quella che stiamo per raccontarvi è la storia di come il Portogallo vinse i Mondiali del 2010. Ma solo in Corea del Nord.

Già, perché quei Mondiali vedevano anche la partecipazioni dei nordcoreani, inseriti in un girone di ferro: il Brasile dei campioni, il Portogallo di Cristiano Ronaldo, la Costa d’Avorio di Drogba e Yaya Tourè. Tre grandi squadre che avrebbero battagliato per un posto agli ottavi di finale, e una squadra di cui nessuno sapeva praticamente niente, ma quasi sicuramente condannata all’eliminazione senza appello.

La Corea del Nord fece il suo esordio contro il Brasile.

Contro ogni pronostico, la Selecao vinse solo 2-1, soffrendo non poco per sbloccare il punteggio. I nordcoreani trovarono addirittura la gioia del gol, con Ji Yun-Nam, a un minuto dalla fine. Un gol storico, che a Pyongyang venne accolto con entusiasmo.

La seconda partita in programma era quella contro il Portogallo.

I lusitani, dopo il pareggio nella gara d’esordio con la Costa d’Avorio, avevano bisogno dei 3 punti, e anche di segnare parecchi gol. E fu esattamente quello che fecero, senza pietà, senza pensare ad altro.

Raul Meireles, 29′.

Simao, 53′.

Hugo Almeida, 56′.

Tiago, 60′.

E proprio al minuto 60, a Pyongyang successe qualcosa. Il segnale saltò, le immagini dal Sudafrica non arrivarono più. La partita venne interrotta, così come tutte le trasmissioni.

Portogallo-Corea del Nord, a Pyongyang, finì 4-0. Le altre tre reti con cui il Portogallo chiuse il match sul 7-0 vennero segnate solamente a Città del Capo. Il giorno seguente, sui (pochi) mezzi di informazione nordcoreani, venne raccontata la stoica resistenza della nazionale di Pyongyang contro la corazzata portoghese, una delle candidate più autorevoli alla vittoria finale.

Anzi, la candidata più autorevole.

Anzi, la squadra che avrebbe distrutto tutte le avversarie lungo il suo cammino, fino alla finale, fino alla Coppa.

Sì, perdere 4-0 contro il Portogallo, resistendo stoicamente per 29 minuti sullo zero a zero, era una grande impresa.

Di quei Mondiali del 2010, in Corea del Nord, nessuno vide più un solo minuto. Gli abitanti nordcoreani, gli appassionati di calcio, continuarono a credere, a sognare, forse anche un po’ a tifare, per la magica cavalcata del Portogallo.

Il 29 giugno 2010, a Città del Capo, la Spagna eliminò il Portogallo con il gol di David Villa.

A Città del Capo, non certo a Pygongyang. E mentre, l’11 luglio del 2010, al Soccer City Stadium Don Andrès Iniesta regalava la Coppa del Mondo alla Spagna, in Corea del Nord si festeggiava il trionfo del Portogallo.

Il trionfo della squadra che pure aveva dovuto faticare le proverbiali sette camicie per battere la strenua resistenza della Corea del Nord.

L’11 luglio del 2010 il Portogallo divenne Campione del Mondo. Ma solo a Pyongyang.

*la storia che vi abbiamo raccontato è vera, ed è stata svelata, qualche tempo fa, da Alvaro Leite, un assistente di volo portoghese, che recentemente si è recato in Corea del Nord. Leite ha raccontato come, per tutto il tempo (poco) in cui ha potuto parlare con i cittadini nordcoreani che parlavano inglese, questi gli abbiano raccontato di quanto Cristiano Ronaldo sia un idolo da quelle parti, anche e soprattutto per il fatto di aver vinto i famosi Mondiali del 2010…

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro