Quel Roma-Borussia Moenchengladbach che cambiò la storia di Francesco Totti Quel Roma-Borussia Moenchengladbach che cambiò la storia di Francesco Totti
Nel calcio, ma anche nella vita, basta davvero pochissimo per cambiare il corso della storia, per sempre. A volte può bastare anche una partita... Quel Roma-Borussia Moenchengladbach che cambiò la storia di Francesco Totti

Nel calcio, ma anche nella vita, basta davvero pochissimo per cambiare il corso della storia, per sempre.

A volte può bastare anche una partita insulsa, un’amichevole di febbraio, per riscrivere la storia di un paio di decenni e per segnare il cuore di milioni di tifosi.

Pensate per esempio a quello che successe il 9 febbraio del 1997, la sera che cambiò per sempre la storia di Francesco Totti e, in fondo, anche quella della Roma.

Per la Roma è una stagione disgraziata. In estate sulla panchina giallorossa è arrivato Carlos Bianchi, tecnico che in Argentina è considerato come un santone, che ha preso il posto di Carletto Mazzone. Le cose, però, non vanno benissimo: il girone d’andata della Roma è stato molto tormentato, chiuso all’undicesimo posto (su 18, all’epoca) con 23 punti.

Soprattutto, però, è una stagione difficile per Francesco Totti: il giovane attaccante della Roma era sbocciato sotto l’ala protettiva di Mazzone, ma Bianchi non aveva per lui la stessa infatuazione. Per l’argentino la coppia titolare è quella composta da Balbo e Fonseca. Totti, nella sua idea di calcio, non è un campione, Bianchi non vede in quel ragazzo il potenziale per farne un pilastro della squadra negli anni a venire.

Anzi, a volerla dire tutta, Bianchi non sarebbe nemmeno contrario a una cessione del giocatore. La Sampdoria, dopo essere venuta a conoscenza dell situazione ci prova, chiede informazioni a Franco Sensi, che per il momento resiste ancora, ma che non può non considerare il fatto che per il suo allenatore al momento quella sia una riserva. La storia di Francesco Totti a Roma, insomma, fosse stato per Carlos Bianchi, sarebbe finita lì.

Un reperto storico: una delle prime interviste televisive a Francesco Totti, nel 1996.

Ed è in questo contesto di incertezza e di possibili cambi di casacca che arriva, provvidenziale, la notte del 9 febbraio 1997. Complice la sosta del campionato, è stato organizzato un triangolare, il Trofeo Città di Roma, che porta all’Olimpico l’Ajax e il Borussia Moenchengladbach.

Accorrono in tanti allo stadio, per un motivo particolare: nella squadra olandese gioca un finlandese che Carlos Bianchi ha adocchiato, e che vorrebbe portare a Roma, proprio dopo aver ceduto Francesco Totti. Si tratta, naturalmente, di Jari Litmanen.

Totti, invece, in campo ci va, con il numero 17 sulla schiena. Certo, non è felicissimo di farlo, perché ovviamente la formazione messa in campo da Bianchi è imbottita di riserve, con i titolari da preservare. Come se intuisse in qualche modo che la storia ha bisogno di una deviazione dai binari per diventare Storia con la S maiuscola, in quella serata Francesco Totti decide di cambiare il coso degli eventi.

Nei primi 45′ contro l’Ajax – sì, era uno di quei triangolari con partite da 45′, quanto erano belli – mette a segno un gol con un tiro da fuori di potenza devastante. E poi, nei 45′ successivi contro il Borussia Moenchengladbach segna un altro gol, stavolta con un pallonetto alla sua maniera, quello che qualche anno dopo sarebbe diventato il mitologico cucchiaio.

Per Franco Sensi basta così, basta questa serata per togliergli ogni dubbio e confermare che Francesco Totti non si muoverà da Roma: “Totti non si muove, è molto più forte di Litmanen. Il ragazzo resta a Roma”.

Ad aprile, a muoversi da Roma sarà Carlos Bianchi, esonerato dopo la sconfitta di Parma. Niels Liedholm porterà la Roma alla salvezza, ma soprattutto dopo quella serata di febbraio sarà scongiurata la partenza di Francesco Totti.

In fondo, basta davvero poco, anche una serata e un triangolare all’apparenza insignificante, per cambiare 20 anni di storia, 20 anni di amore incondizionato.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro