Quanto guadagna una calciatrice di Serie A? Quanto guadagna una calciatrice di Serie A?
Le recenti imprese della Nazionale italiana ai Mondiali femminili hanno aperto un dibattito piuttosto interessante, e a molti hanno fatto  venire in testa una... Quanto guadagna una calciatrice di Serie A?

Le recenti imprese della Nazionale italiana ai Mondiali femminili hanno aperto un dibattito piuttosto interessante, e a molti hanno fatto  venire in testa una domanda.

Ma quanto guadagna una calciatrice di Serie A?

La questione è più complicata di quanto possiate credere, ed è anche alla base di un movimento di pensiero che ha portato tante ragazze a chiedere maggiori tutele e maggior attenzione alla loro condizione. Un movimento di pensiero che ha portato addirittura l’ultima vincitrice del Pallone d’Oro a saltare i Mondiali per protesta.

La principale differenza con i colleghi maschi, nonché oggetto di discussione, è il mancato riconoscimento dello status di professioniste per le ragazze che giocano a calcio, anche in Serie A.

Proprio per questo motivo, i rapporti con cui le calciatrici si legano alle squadre non sono dei veri e propri contratti, ma solo accordi economici di massima che corrispondono in pratica a indennità e rimborsi spese.

Per cui, per legge, una calciatrice di Serie A, in Italia, può guadagnare al massimo 30.568 euro l’anno. Ma sono comunque poche le ragazze che arrivano a guadagnare queste cifre: in media una calciatrice di Serie A guadagna circa 15.000 euro l’anno, mentre spesso anche in Serie B in molte lo fanno completamente gratis.

L’altra conseguenza del mancato riconoscimento dello status di professioniste è che le società non versano alcun contributo previdenziale, a differenza di altri lavoratori.

Quindi è proprio questo il motivo per cui le ragazze del calcio chiedono maggiori tutele e il riconoscimento del loro status. Non è quindi assolutamente vero che le calciatrici chiedano parità di salario con i colleghi maschi: l’aspetto economico è direttamente collegato all’indotto degli sponsor e all’interesse del pubblico, che porta soldi, e in questo momento è innegabile che il movimento calcistico femminile non possa avere lo stesso ritorno economico di quello maschile. Per essere chiari, nessuno sta chiedendo (e mai lo farà) che una calciatrice di Serie A venga pagata quanto un calciatore di Serie A.

La richiesta che arriva dal mondo del calcio femminile, però, è quella relativa alla posizione contrattuale, alle pari opportunità in termini di trattamento e a una maggiore tutela dal punto di vista previdenziale. Insomma, che chi si allena e gioca come una professionista, sia trattata da professionista dal punto di vista legale. E su questo, anche dopo l’attenzione portato dai Mondiali, sembra che finalmente stia per muoversi qualcosa.

 

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