Quando tutto sembrava perduto: la rivincita di Neil Etheridge Quando tutto sembrava perduto: la rivincita di Neil Etheridge
” Se non ci fossero le critiche non sarebbe calcio. Ci sarà sempre qualcuno che dubiterà di te e ti criticherà ma bisogna imparare... Quando tutto sembrava perduto: la rivincita di Neil Etheridge

” Se non ci fossero le critiche non sarebbe calcio. Ci sarà sempre qualcuno che dubiterà di te e ti criticherà ma bisogna imparare ad accettarlo e passare oltre” 

(Neil Etheridge)

È il 6 Maggio scorso, il Cardiff è appena stato promosso in Premier League dopo il pareggio a reti inviolate all’ultima giornata di Championship contro il Reading. Un giornalista si avvicina a Neil Ethridge, portiere della squadra gallese, e gli chiede cosa si provi in un momento come questo, gli chiede anche se la considera una rivincita personale.
La domanda non è casuale perchè quando in estate Neil Warnock lo porta a Cardiff, a parametro zero, dopo l’unica esperienza seria nel Walsall, squadra di League One, tutti hanno storto il naso. Dal primo all’ultimo, nessuno escluso.

“Cos’ha fatto per meritarsi la chiamata?”, “Ah, nelle Filippine si gioca anche a pallone?” “Se è stato scaricato da tutti un motivo ci sarà” e via discorrendo, queste solo alcune delle domande che si facevano i tifosi del Cardiff alla vigilia della stagione, terminata con 19 “clean sheets” e prestazioni tra i pali di altissimo livello.

La gente però non sa che Neil Etheridge, prima di arrivare a Cardiff, ha fatto tanta strada. Non sa che le difficoltà incontrate lo hanno reso un uomo forte, quasi impermeabile ad ogni genere di critica. Non sa che per arrivare dove è arrivato ha dato letteralmente tutto ciò che possedeva, arrivando ad un metro dal baratro.

“Ho venduto la mia casa, la mia macchina, sono stato ad una settimana dal mollare tutto e tornare nelle Filippine”

È Ottobre del 2014, le valigie già pronte ed il biglietto per le Filippine stampato. Squilla il telefono e dall’altro capo c’è il preparatore dei portieri dell’Oldham: gli dice che quel volo lo deve rimandare, può aggregarsi alla squadra come portiere di riserva.

Neil è fermo da 5 mesi, dato che il Fulham, con il quale era sotto contratto dopo le giovanili, lo ha scaricato senza concedergli alcuna possibilità in prima squadra, tolta un’unica apparizione in Europa League.

Ha dovuto pagare di tasca propria per allenarsi col Charlton e ora è costretto a dormire sul divano di un suo compagno di squadra, in attesa di un giorno che forse non arriverà mai.

Nell’Oldham si allena ma non vede il campo, ha già 25 anni quando torna a farsi vivo il Charlton. Paradossalmente ha più presenze nella Nazionale delle Filippine che non in una squadra di club.

Anche al Charlton fatica, nella stagione 2014-2015 gioca solo 4 match in cui incassa 10 reti. Sembra proprio che in questo mondo del calcio non ci sia un posto per lui. Fino a quando non arriva la chiamata del Walsall, squadra di League One, che per la prima volta gli affida con convinzione le chiavi della porta.

Gioca titolare dal 2015 al 2017, fino a scadenza del contratto, quando si fa vivo un altro Neil. È Warnock, allenatore del Cardiff, che per plasmare la squadra che dovrà dare l’assalto alla Premier si affida a giocatori che abbiano fame, voglia di dimostrare. Gente che condivida la sua filosofia, dove il risultato viene prima di qualsiasi altra cosa.

“La filosofia di Neil Warnock è quella di un vincente. Devo ammettere che spesso non giochiamo un bel calcio, dal punto di vista estetico, ma facciamo risultato. E questo è ciò che conta”

Che non giochino bene è fuori discussione, che siano efficaci altrettanto. Arriva, come detto, la promozione in Premier League, il resto è storia recente.

 

Storia recente che è il motivo principale per cui abbiamo scelto di raccontarvi la storia di Neil Etheridge, che nelle prime due giornate di Premier ha parato altrettanti rigori. Se nella prima partita il rigore neutralizzato non era servito per fare risultato contro il Newcastle le cose sono andate diversamente.

Il rigore respinto a Kenedy, a tempo abbondantemente scaduto, vale il primo punto stagionale del Cardiff e le sue parate, spesso poco ortodosse ma terribilmente efficaci, hanno immediatamente fatto breccia nel nostro cuore.

Così come ha fatto breccia il Cardiff, una squadra sporca, operaia, combattiva che fatica a mettere insieme tre passaggi e che per segnare un gol dovrà probabilmente accendere un cero a Cristo.

Paolo Vigo
Twitter: @Pagolo

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