Quando l’Albinoleffe arrivò ad un passo dalla Serie A Quando l’Albinoleffe arrivò ad un passo dalla Serie A
Il campionato di Serie B quasi ogni anno ci regala tanti tipi di favole, da squadre partite senza il favore dei pronostici capaci di... Quando l’Albinoleffe arrivò ad un passo dalla Serie A

Il campionato di Serie B quasi ogni anno ci regala tanti tipi di favole, da squadre partite senza il favore dei pronostici capaci di lottare per un piazzamento ai piani alti, fino a nobili decadute pronte a risalire più o meno velocemente nella massima serie. Tra le favole rimaste incompiute c’è quella dell’Albinoleffe, ora in Serie C ma che poco più di una decina di anni fa è arrivato a tanto così dalla promozione in Serie A.

Stagione 2007/08: l’Albinoleffe, nato appena 10 anni prima dalla fusione dell’Albinese Calcio e della Società Calcio Leffe, è reduce dal decimo posto in Serie B, categoria nella quale sembra essersi stabilizzato senza infamia né lode. Sulla panchina dei bergamaschi siede Elio Gustinetti, già a più riprese allenatore dell’Albino, del Leffe e dell’Albinoleffe stesso una volta ultimata la fusione.

La formazione tipo della squadra bluceleste prevede diversi volti a noi familiari: in porta c’è un giovane Federico Marchetti, sulla corsia difensiva di sinistra l’ex Juve, ora al Sassuolo, Federico Peluso, mentre sull’out opposto agisce Gabriele Perico, che ricorderete in A con la maglia del Cagliari.

In mezzo al campo spicca il nome di Pippo Carobbio, tristemente noto ai più per lo scandalo relativo al calcioscommesse, mentre in avanti la coppia d’attacco titolare è formata da Cellini e Ruopolo, che si riveleranno il tandem più prolifico del campionato cadetto con 34 gol in due.

L’Albinoleffe avanza a fari spenti, senza pressioni e senza che nessuno dia credito fino in fondo alle speranze di promozione dei bergamaschi, e verso la fine del girone d’andata si trova addirittura al primo posto in classifica. La squadra di Gustinetti rientra velocemente nei ranghi, precipita addirittura al sesto posto ma poi, sull’onda di un nuovo filotto di risultati positivi, torna ad occupare le prime posizioni.

Nelle ultime giornate però l’Albinoleffe accusa qualche battuta a vuota di troppo, su tutte il doppio 0-4 interno contro Lecce e Rimini, risultati che spingono la società ad esonerare Gustinetti e affidare la squadra, a un solo turno dai playoff, ad Armando Madonna, tecnico della Primavera del club e padre dell’esterno Nicola Madonna.

L’Albinoleffe chiude la stagione regolare al quarto posto e si prepara ad affrontare il Brescia nelle semifinali playoff per la promozione in A. Al Rigamonti la squadra di Madonna perde di misura, 1-0 con gol dell’airone Caracciolo, e perde il capocannoniere Cellini in vista del ritorno, espulso per doppia ammonizione. All’Atleti Azzurri d’Italia i blucelesti tirano però fuori l’orgoglio e ribaltano il risultato, eliminando il Brescia (in virtù del miglior piazzamento in classifica) di Tacchinardi e Viviano con un 2-1 firmato da Madonna e Peluso.

Resta un solo ostacolo per l’Albinoleffe, il Lecce di Papadopulo terzo in classifica, fin da subito tra i favoriti per la promozione grazie a una mediana di qualità con capitan Zanchetta e Munari e il tandem offensivo formato dal “Tir” Tiribocchi ed Elvis Abbruscato. Il sogno del piccolo club lombardo purtroppo termina qui: all’andata all’Atleti Azzurri passa il Lecce grazie alla rete di Abbruscato, mentre al Via Del Mare l’Albinoleffe viene fermato sul pari dai salentini (reti di Abbruscato e Ruopolo), che possono così festeggiare il ritorno in A.

L’Albinoleffe non ha più raggiunto i fasti di quella stagione, retrocedendo successivamente in Lega Pro e successivamente per due volte in Serie D, sempre ripescato al momento di completare i gironi. Una favola senza lieto fine che però, ogni tanto, vale la pena ricordare.

Alex Campanelli
twitter: @Campanelli11