Quando la Fiorentina arrivò a un passo dal vincere la Coppa dei Campioni Quando la Fiorentina arrivò a un passo dal vincere la Coppa dei Campioni
È il 30 maggio del 1957, e sugli spalti del Santiago Bernabeu una muraglia umana composta da 124.000 spettatori aspetta in campo l’ingresso delle... Quando la Fiorentina arrivò a un passo dal vincere la Coppa dei Campioni

È il 30 maggio del 1957, e sugli spalti del Santiago Bernabeu una muraglia umana composta da 124.000 spettatori aspetta in campo l’ingresso delle due squadre che si giocheranno la Coppa dei Campioni.

Il trofeo continentale era stato inventato solo un anno prima, aperto dalla partita tra Sporting Lisbona e Partizan Belgrado del 4 settembre 1955 e terminato con la vittoria del Real Madrid, che in finale aveva sconfitto i francesi dello Stade Reims.

E proprio il Real Madrid padrone di casa era la prima finalista del 1957: i Blancos, allenati da José Villalonga Llorente avevano sconfitto in successione il Rapid Vienna, il Nizza e soprattutto, in una bellissima semifinale, il Manchester United di Sir Matt Busby.

Di fronte, si trovano una squadra a sorpresa.

A raggiungere la finale della Coppa dei Campioni del 1957 è infatti la Fiorentina di Fulvio Bernardini, che l’anno prima aveva vinto – dominando il campionato – il suo primo scudetto in Italia. I viola avevano superato gli svedesi del Norrköping negli ottavi di finale (1-0 a Firenze, 1-1 nella gara di ritorno, giocata a…Roma!), gli svizzeri del Grasshoppers ai quarti e poi avevano superato di misura, uno a zero e zero a zero, i temibili jugoslavi della Stella Rossa di Belgrado.

Così, la Fiorentina era diventata la prima squadra italiana a raggiungere la finale della Coppa dei Campioni, che all’epoca non era ancora considerata quel trofeo leggendario che oggi conosciamo, perché, appunto, ancora giovane, ancora in attesa di scrivere sul campo le pagine del suo mito, i capitoli della sua storia e della sua mistica.

Il 30 maggio del 1957 la Fiorentina di Fulvio Bernardini si presenta comunque al Bernabeu al cospetto di una squadra che invece, la sua leggenda l’ha già scritta e la sta scrivendo ancora. Il Real è arrivato terzo in campionato l’anno prima, ma si presenta in Coppa Campioni da detentore del trofeo, e arriva in finale per difenderlo.

Nel Real giocano leggende vere e proprie: il francese Raymond Kopa, il capitano Miguel Muñoz, l’esterno mortifero Francisco Gento, il mitologico Alfredo Di Stefano. La Fiorentina punta tutto sul talento del brasiliano Julinho, sull’italo-argentino Miguel Montuori e sull’esperienza e sulle parate di Giuliano Sarti.

La partita sarebbe in programma alle 20.30, in notturna, ma la Fiorentina si oppone. L’impianto di illuminazione del Bernabeu è stato inaugurato da poco, e soprattutto i giocatori viola non sono abituati a giocare sotto la luce artificiale (all’epoca era una vera e propria rarità). Per cui chiedono e ottengono che la sfida venga giocata alle 17.30.

Il primo tempo, prevedibilmente, vede il Real lanciarsi all’assalto della Fiorentina, e solo un monumentale Sarti salva i viola, per ben tre volte. La parata su Alfredo Di Stefano al 15′ è un vero e proprio capolavoro, e poi il numero uno viola si ripete su Rial e Kopa prima della fine del match. Si va al riposo sullo 0-0, con la Fiorentina che intende, nella maniera più italiana possibile, contenere ancora gli spagnoli e poi punire in contropiede.

Ma nella ripresa, in ben due occasioni, con Montuori e Julinho, la Fiorentina sfiora il gol del vantaggio. Il piano partita di Bernardini regge fino al 70′, quando succede il fattaccio.

Di Stefano lancia Mateos in profondità, il giocatore del Real sfugge alla difesa e si invola verso la porta di Sarti. A un passo dall’area di rigore, Magnini lo stende. Fuori area, secondo i giocatori della Fiorentina, in area secondo il direttore di gara. Sul dischetto si presenta Di Stefano, Sarti, al momento del fischio, si lancia in avanti cercando di coprire più porta possibile, ma la fucilata dell’attaccante del Real non gli lascia scampo.

È il gol che mette fine alle speranze della Fiorentina, troppo stanca per provare a pareggiare il match. Di Stefano, che adesso si è spostato qualche metro dietro per aiutare la squadra a mantenere il risultato, manda in porta Francisco Gento, che beffa Sarti in uscita con un tocco delicatissimo.

Real Madrid due, Fiorentina zero. La partita finisce così, con Francisco Franco che può consegnare la Coppa dei Campioni nelle mani di Miguel Muñoz, e con i Blancos che si confermano campioni, mantenendo il trofeo a Madrid.

Il sogno viola si è interrotto sul più bello, ma quella squadra rimarrà la prima italiana ad aver giocato una finale della competizione europea più prestigiosa.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

 

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