Quando il Barcellona aveva in pugno Marco Asensio Quando il Barcellona aveva in pugno Marco Asensio
Il calcio, qualche volta, riesce ad essere veramente strano e ci regala alcune storie che hanno dell’incredibile, proprio come questa che stiamo per raccontarvi.... Quando il Barcellona aveva in pugno Marco Asensio

Il calcio, qualche volta, riesce ad essere veramente strano e ci regala alcune storie che hanno dell’incredibile, proprio come questa che stiamo per raccontarvi.

Negli ultimi mesi nel panorama calcistico c’è un nome che è sulla bocca di tutti: Marco Asensio.

Il giovane fenomeno del Real Madrid, nato a Palma di Maiorca il 21 Gennaio 1996, si è messo in evidenza nella scorsa stagione e in questo primo scampolo di annata, leggasi finale di Supercoppa di Spagna, con alcune prestazioni formidabili.

Spesso relegato al ruolo di panchinaro di lusso, con davanti mostri sacri quasi impossibili da scalzare, ha saputo ritagliarsi un ruolo fondamentale negli spazi che Zinedine Zidane gli ha concesso, realizzando gol decisivi e spettacolari (basti pensare a quello in finale di Champions o quello, più recente, in Supercoppa contro il Barcellona).

La sua però è anche una storia di quelle particolari, in cui il destino o, se preferite, la lungimiranza di alcuni dirigenti ci ha messo lo zampino. Asensio, come detto, è maiorchino di nascita con padre spagnolo e madre olandese ed il suo approccio con il mondo del calcio inizia proprio nella città natale: Maiorca.

Qui si mette in evidenza sin dalle giovanili (dal 2006 al 2013 fa parte della cantera rossonera) per poi esordire nel 2013 in prima squadra. Nella sua prima stagione da professionista, e ancor di più nella seconda, si mette in evidenza con una serie di prestazioni che lo portano all’attenzione di tutti i più grandi club, in particolare quelli spagnoli, ovvero Barcellona e Real Madrid.

Nell’estate del 2014 il Barcellona ce l’ha praticamente in pugno: l’accordo tra il club catalano ed il giocatore è totale così come quello tra le due società se non fosse che il Maiorca vorrebbe il pagamento del giocatore in un’unica tranche mentre il Barcellona preferirebbe dilazionarlo in due rate. Si tratterà di una somma cospicua, penserete. In realtà no: il prezzo del cartellino è fissato in 4.5 milioni di euro.

Il Barcellona vorrebbe pagarne 3 subito e 1.5 l’anno successivo al che il Maiorca si tira indietro ed inizia a trattare con il Real Madrid che il 5 dicembre 2014 acquista ufficialmente il giocatore. Ma non è tutto, perchè il Barcellona ha pronto un piano B, un’alternativa al mancato acquisto di Marco Asensio.

Il sostituto si chiama Douglas Pereira dos Santos, altro ruolo rispetto ad Asensio, in quanto si tratta di un difensore, giocatore conosciuto principalmente dagli appassionati di calcio brasiliano e sconosciuto ai più.

Con il Barca, dal 2014 al 2016 totalizzerà due sole presenze per poi essere spedito in prestito allo Sporting Gijon. Per i tifosi blaugrana è considerato uno dei flop più grandi degli ultimi tempi. Ah volete sapere il bello? Ironia della sorte il suo prezzo sarebbe potuto arrivare fino a 5.5 milioni di euro, qualora avesse disputato un certo numero di gare con la maglia del Barcellona.

La storia di Asensio, invece, da quel momento in poi abbiamo imparato a conoscerla tutti: prima un anno in prestito all’Espanyol, dove si conferma giocatore assolutamente interessante, e poi Real Madrid. Quello ammirato negli ultimi mesi è il prototipo perfetto di attaccante moderno: rapido, tecnico, dotato di un ottimo tiro e senso del gol.

A coccolarselo ora è Zinedine Zidane ma sarebbe bastato pochissimo e ora, forse, il Barcellona non sarebbe alla ricerca disperata del sostituto di Neymar, avendolo già in casa. Anche questo, anzi, soprattutto questo è il bello del calcio.

Paolo Vigo
twitter: @Pagolo

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