Quando Giuseppe Rossi salvò il Parma da solo Quando Giuseppe Rossi salvò il Parma da solo
Gennaio 2007, primo campionato di Serie A post-Calciopoli, con la Juventus in Serie B, e una classifica piena di asterischi per le varie penalizzazioni... Quando Giuseppe Rossi salvò il Parma da solo

Gennaio 2007, primo campionato di Serie A post-Calciopoli, con la Juventus in Serie B, e una classifica piena di asterischi per le varie penalizzazioni inflitte.

In coda alla classifica, dopo 19 giornate di campionato, a una giornata dal termine del girone di ritorno, ci sono Ascoli, Parma e Reggina. Certo, l’Ascoli non è di certo attrezzato per competere in Serie A senza soffrire, e la Reggina, in effetti, di punti ne ha conquistati molti di più, sul campo, ma paga gli 11 punti di penalizzazione.

Il Parma, però, punti di penalizzazione non ne ha, eppure in quel momento vede la zona salvezza lontana già 4 punti: la squadra di Stefano Pioli ha raccolto 12 punti in 19 partite, vincendo solo due volte (contro Ascoli e Atalanta) e segnando la miseria di 16 gol. Insomma, sembra proprio una situazione disperata.

Dal mercato di gennaio, però, arriva una luce, anzi la Luce.

In Inghilterra c’è un ventenne di proprietà del Manchester United, che è andato in prestito al Newcastle, ma che non trova lo spazio che i Red Devils vorrebbero. Così, nella finestra del mercato invernale, il Parma bussa alla porta della squadra di Ferguson, che accoglie con favore la richiesta.

Quel ragazzo di 20 anni, nato negli Stati Uniti da genitori italiani, si chiama Giuseppe Rossi, e a Parma ci era già stato, a inizio anni 2000, per giocare nelle giovanili della squadra ducale. Per lui, quindi, si tratta di un ritorno a casa in tutti i sensi.

L’arrivo di Giuseppe Rossi a Parma è un vero e proprio evento sconvolgente. Perché Pioli lo lancia immediatamente in campo, da titolare, con il numero 8 sulla schiena. Di fianco a Igor Budan, e con Mimmo Morfeo qualche passo dietro, a ispirare. E il ragazzino non perde tempo.

Al suo esordio in Serie A, Giuseppe Rossi, il 21 gennaio 2007, regala la vittoria al Parma contro il Torino, con un gol meraviglioso. Stop, dribbling nello stretto in mezzo a due difensori del Torino, fucilata di sinistro che piega le mani a Luca Bucci. Se il buongiorno si vede dal mattino…

La scossa, però, è solo momentanea: nelle due partite successive il Parma perde contro Milan e Roma, e la panchina di Stefano Pioli salta. A febbraio arriva così Claudio Ranieri, con il compito di mantenere la squadra in Serie A, a tutti i costi. Ma anche l’avventura del tecnico testaccino comincia con una sconfitta in casa contro la Samp.

Nella giornata successiva arriva il secondo gol di Giuseppe Rossi, un rigore a 4 minuti dalla fine che regala al Parma un punto prezioso in casa dell’Udinese (3-3). Ma la zona salvezza è ancora a 4 punti di distanza.

Alla ventiseiesima giornata, il triste pareggio per 0-0 in casa dell’Ascoli di Nedo Sonetti sembra essere il punto più basso della stagione. Siamo quasi a marzo, il Parma non ne vuole sapere di ingranare, la Reggina quartultima è ancora a quattro punti, ma gli uomini di Mazzarri sembrano volare. Insomma, la retrocessione, dopo quel pareggio ad Ascoli, sembra davvero inevitabile.

E le cose potrebbero mettersi ancora peggio. La domenica successiva, al Tardini arriva proprio la Reggina, che con la doppietta di Rolando Bianchi, intervallata dal gol del pareggio di Budan, conduce 2-1. Al 35′ del primo tempo, Giuseppe Rossi si era fatto parare un rigore da Campagnolo, sprecando l’opportunità di portare in vantaggio la sua squadra.

Così, quando il Parma si procura un altro rigore, al novantasettesimo minuto, in tanti sono stupiti nel vedere Giuseppe Rossi presentarsi di nuovo sul dischetto. Ma il piede del ragazzino non trema: portiere spiazzato, 2-2 e preziosissimo punto conquistato. Un pallone che pesava un quintale, che Pepito Rossi, dimenticando l’errore del primo tempo, ha trasformato in piuma.

Il Parma poi fa punti contro l’Atalanta (un altro pareggio) e vincendo in casa contro il Siena. Alla trentesima giornata (con la ventiduesima, rinviata per la morte dell’ispettore Raciti, ancora da giocare) il Parma è penultimo con 22 punti, mentre al quartultimo posto la Reggina è a quota 25.

La partita del Tardini contro il Livorno del 7 aprile è quindi uno snodo cruciale: lasciare altri punti per strada sarebbe da sciagurati. Eppure, fino al novantesimo, il punteggio è inchiodato sullo 0-0. Il Parma attacca, ma non riesce a sfondare. Al 90′ i ducali battono un corner, una delle ultime occasioni del match. Il portiere Manitta esce con i pugni e rinvia il pallone crossato in mezzo al limite dell’area. Lì c’è Pepito Rossi, che non ci pensa un attimo, si coordina e colpisce al volo con il sinistro. Il pallone, in un attimo, si infila in rete come un missile terra-aria, e regala i 3 punti al Parma. È il terzo gol decisivo del ragazzino, il secondo oltre il novantesimo: ci vuole stoffa, per queste cose.

Alla trentaduesima il Parma pareggia sul campo del Catania, e poi il 18 aprile 2007 si recupera la ventiduesima giornata. Al Tardini arriva la Fiorentina, e a decidere è ancora una volta Pepito Rossi, stavolta con una doppietta. Il primo gol, infilandosi in mezzo alla difesa viola e battendo Frey, il secondo su rigore, al 90′, per chiudere definitivamente il match.

Adesso mancano 6 giornate. Il Parma è a quota 29 in classifica, e aggancia il Chievo al quartultimo posto. Si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel, ma serve l’ultimissimo sforzo.

Sforzo che si concretizza nella folle partita di Palermo, con il Parma che si impone 4-3 dopo essere stato sotto per 2-1. Non manca, ovviamente, la firma di Giuseppe Rossi, che colpisce in contropiede. Con questa vittoria, il Parma esce finalmente dalla zona calda, lasciandosi alle spalle Reggina, Messina e Ascoli.

La terza vittoria in fila arriva contro il Cagliari, ma poi, incredibilmente, a tre giornate dalla fine la squadra di Ranieri cade sul campo del Chievo, ripiombando a un solo punto dal terzultimo posto (con Messina e Ascoli ormai spacciate).

In una partita che sembrerebbe scontata, ma che nasconde delle insidie, il Parma affronta il Messina il 13 maggio 2007. I ducali vincono 4-1, e naturalmente Giuseppe Rossi segna una doppietta. Il numero 8 apre le marcature con un gol al termine di una cavalcata solitaria, raddoppia Zlatan (Muslimovic, non Ibrahimovic) e poi ancora Rossi per il gol del 3-1, una zampata da rapace d’area su assist di Budan.

Il pareggio con la Lazio, la settimana successiva, serve ad avvicinare la meta, con la salvezza che arriva matematicamente all’ultima giornata. Battendo l’Empoli, i ducali si mettono al sicuro e chiudono addirittura dodicesimi.

Claudio Ranieri ha compiuto una missione che sembrava francamente solo un’utopia: il suo Parma ha conquistato 27 punti in 15 partite, e si è salvato. Il terzo posto per la B tocca al Chievo.

L’eroe di quella cavalcata non può che essere Giuseppe Rossi, con i suoi 9 gol in 19 partite, quasi tutti decisivi. Pepito poi andrà in Spagna, e comincerà quel calvario di infortuni e operazioni che lo hanno limitato, che ne hanno frenato la carriera. Ma, in quella metà stagione a Parma, con la forza dirompente dei suoi 20 anni nelle gambe, quel ragazzino sembrava proprio destinato a diventare un fenomeno.

Valerio Nicastro
twitter:@valerionicastro

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