Quando Bergkamp arrivò 1°, 2° e 3° nella classifica del “Gol del mese” Quando Bergkamp arrivò 1°, 2° e 3° nella classifica del “Gol del mese”
Ci sono storie nel mondo del calcio che meritano di essere raccontate, non fosse altro perché difficilmente potrà capitare che succedano una seconda volta,... Quando Bergkamp arrivò 1°, 2° e 3° nella classifica del “Gol del mese”

Ci sono storie nel mondo del calcio che meritano di essere raccontate, non fosse altro perché difficilmente potrà capitare che succedano una seconda volta, tipo quella che stiamo per raccontarvi.

Sono passati ormai oltre 20 anni, era l’Agosto del 1997, e nessuno è ancora riuscito a ripetere quella che per molti è stata una vera e propria impresa.

Protagonista dei fatti è Dennis Bergkamp, nome che negli appassionati di calcio internazionale, magari con qualche primavera sul groppone, non può che suscitare rispetto e ammirazione.

Olandese, nato ad Amsterdam il 10 Maggio 1969, Bergkamp cresce calcisticamente nelle giovanili dell’Ajax, approdando in prima squadra giovanissimo, nel 1986. Il suo nome, da quel momento fino al 1993, si lega indissolubilmente a quello dei lancieri con i quali vince 1 campionato, 1 Coppa Uefa, 1 Coppa delle Coppe e 2 Coppe Nazionali.

Negli ultimi due anni di permanenza all’Ajax sfiora addirittura il pallone d’oro, finendo rispettivamente al terzo e al secondo posto, questo solo per permettere anche ai più giovani, che magari lo hanno visto poco e solo sul finire di carriera, di capire di chi si sta parlando.

Il suo approdo all’Inter, carico di attese, speranze e sogni, non va come sperato da entrambe le parti e viene considerato quasi unanimemente un mezzo fallimento, se si esclude la campagna europea del ’94, terminata con la vittoria della Coppa Uefa grazie anche alle sue 8 reti.

In campionato, per quel che ci si aspettava e per quello che aveva fatto vedere in Olanda, incide poco e dopo soli due anni viene venduto all’Arsenal.

È nei Gunners che la carriera di Dennis Bergkamp trova pieno compimento, sia a livello di squadra sia per quel che concerne l’affermazione individuale. Con Arsene Wenger in panchina nascerà un sodalizio destinato a durare per molti anni, che ci permetterà di ammirare uno dei giocatori più eleganti, tecnici e raffinati che si siano visti in epoca recente in Premier League.

Una delle stagioni più positive, sicuramente quella con più reti realizzate in Premier, è quella del 1997-1998, terminata con la vittoria del campionato.

In Premier League Bergkamp realizza sedici reti, un bottino notevole per uno che non è certo conosciuto per essere una macchina da gol né tantomeno è una prima punta classica. L’olandese ama svariare su tutto il fronte d’attacco, scende a prendere palla anche molto lontano dalla porta e poi, la classe innata di cui dispone, pensa al resto.

Che la sua stagione possa essere di quelle trionfali lo si capisce già da Agosto, quando realizza una piccola grande impresa destinata a rimanere nella storia del campionato inglese: il podio del “Gol del mese” è composto esclusivamente da sue reti.

Al terzo posto troviamo la rete realizzata il 23 Agosto 1997 contro il Southampton, che è anche una delle sue azioni predilette: Bergkamp si impossessa del pallone sulla trequarti, si invola palla al piede verso la porta avversaria, prende velocità e al limite dell’area, con una finta magistrale, rientra sul destro per battere il portiere.

Il secondo posto è occupato da una rete messa a segno 4 giorni più tardi contro il Leicester, partita in cui Dennis Bergkamp realizza una tripletta, nonché il gol capolavoro che si piazzerà sul gradino più alto del podio. Per questa marcatura, in realtà, c’è ben poco da dire: una prodezza balistica da fuori area degna di un grande campione.

Il primo posto invece merita qualche riga in più, per la bellezza ammorbante del gesto tecnico, o non fosse altro perché lo stesso Bergkamp lo considera il suo più bel gol mai realizzato. E fidatevi che di gol belli, nel corso della sua carriera, ne ha fatti parecchi. Chi ha detto Newcastle?

È stato uno di quei momenti in cui tutto è andato esattamente come avevo pianificato, un secondo prima che succedesse. Il movimento, il controllo del pallone, la conclusione

Quattro tocchi, due di destro e due di sinistro, nessuno banale. Difficile dire se sia più bello lo stop fantascientifico, per addomesticare il lancio in verticale proveniente dalla trequarti campo, o il successivo controllo per mandare fuori causa il difensore. La naturalezza estrema del gesto tecnico è ciò che mi ha sempre fatto impazzire di questo gol, che per certi versi è il manifesto di Dennis Bergkamp come calciatore.

I giudizi degli addetti ai lavori, per quel che riguarda la carriera dell’olandese, non sempre sono stati concordi ma sul fatto che per parecchi anni il termine classe abbia fatto rima con quello di Dennis Bergkamp non credo ci sia nessuno disposto a controbattere.

Paolo Vigo
Twitter: @Pagolo