Postumi di delinquenza: week 5 Postumi di delinquenza: week 5
Fine settimana concitato nel mondo del pallone, concluso nell’apoteosi massima di un derby della Lanterna che aspettavamo come poche cose al mondo e che,... Postumi di delinquenza: week 5

Fine settimana concitato nel mondo del pallone, concluso nell’apoteosi massima di un derby della Lanterna che aspettavamo come poche cose al mondo e che, fortunatamente, non ha deluso le nostre attese. Ma, tra italiani in giro per il mondo, delinquentate che non ti aspetti, difese allegre e attacchi abulici, è stato un weekend tutto sommato positivo.

Andiamo a scoprire, con la oramai classica top 5 del Lunedi, tutto quello che ha reso il nostro weekend più piacevole e leggero.

5. Wayne Rooney

Il bello del giocatore di classe è che spesso quando fa un fallo ci mette dell’estro pure in quello. Scordatevi la furbata del difensore navigato, che assesta un pugno galeotto nel rene dell’attaccante in mischia, passando inosservato e facendola franca. Il giocatore di classe rifila il calcione. Bello, plateale, liberatorio. Proprio come quello di Wayne Rooney, a due centimetri dal direttore di gara, con Downing lanciato in campo aperto.  Folle e irresponsabile l’ha definito Big Sam Allardayce. Folle e irresponsabile. Tre giornate di fermo per aver cercato di fermare un contropiede da grande campione. Perdonateci, ma noi non ci stiamo.


4. Massimo Cellino in trasferta con il suo Leeds

La fuga dei cervelli all’estero è un serio problema per questo Paese. Non meno quella di capitali e di imprenditori italiani che decidono di scappare dal suolo italico per andare ad operare al di qua dei confini nazionali. In alcuni casi, però, queste fughe nascondono risvolti drammatici. Come nel caso di Massimo Cellino, che a noi tutti manca come poche cose al mondo. State pur certi che, con il presidente ancora in carica sulla poltrona del Cagliari, Zeman sarebbe già a fumare nervosamente nel salotto di casa sua.

E invece Massimo nostro sta dando spettacolo in terra d’Albione. Il suo Leeds non è partito benissimo, è rimasto senza allenatore, e Cellino aveva anche pensato di affidare la panchina ad un computer (non abbiamo capito bene come). Per risollevare la situazione occorreva scendere in campo in prima persona. E allora, Cellino se ne va in trasferta con i suoi tifosi, nel settore ospiti in casa del Brentford. Giacca, camicia, immancabile occhialone nero, esagitazione ai massimi. A nulla però è servito, visto che il Leeds ha preso due pere dal Brentford. Noi, in ogni caso, ci siamo emozionati.

3. La difesa dell’Inter

In un oscuro pomeriggio settembrino, in cui tutto sembrava scritto e sembravamo destinati ad una serena ed indisturbata pennichella, la difesa dell’Inter ha deciso di regalare qualche emozione a noi che ne avevamo di bisogno. Grande protagonista, un insospettabile Yuto Nagatomo che, forse intimorito da una fascia di capitano più grande di lui, riesce a prendere un doppio giallo in neanche metà primo tempo. Il secondo giallo è un piccolo capolavoro contemporaneo, con il piccolo giapponese e Andreolli che delinquono praticamente in simultanea. Gioia per gli occhi.

Mentre la difesa nerazzurra regala gol e permette una tripletta quasi indisturbata ad un incredulo Ekdal, anche Vidic decide di elargire felicità con un intervento scompostissimo in area di rigore, che costa il penalty che poi Handanovic parerà a Cossu. Impatto del serbo sulla serie A veramente di livello. Anche Gary Medel, in mezzo a questo caos, è apparso spaesato. Il dubbio che la maglia del Cile nasconda qualcosa di speciale sotto (all’altezza del cuore, forse) inizia ad insinuarsi tra noi. Da Oscar anche la reazione schifata di Thohir, che pare abbia chiesto di farsi tradurre “Nedo Sonetti” in indonesiano.


2. Il derby della Lanterna

Sarebbe stata partita tesa, lo sapevamo. E lo spettacolo non è mancato. Il pover’uomo designato a dirigere la contesa era il signor Damato di Barletta, a posteriori sarebbero forse stati più adatti i caschi blu dell’ONU. La gara inizia subito all’insegna dei calcioni, con Burdisso scatenato che tenta di eliminare la minaccia Okaka alla radice, e con Pinilla che decide di entrare in scivolata su ogni singolo pallone come un indemoniato, tanto che Gasperini ad un certo punto manda a scaldare Matri temendo di perdere per sempre il suo centravanti cileno. Damato arbitra all’inglese, cercando di risparmiare i cartellini, e al minuto 20 ha quasi consumato la bomboletta spray. Al termine del primo tempo solamente un ammonito, Silvestre.

Con un arbitraggio ordinario, nel solo primo tempo Burdisso avrebbe meritato almeno 5-6 cartellini. Damato comprende che, continuando in questo modo qualcuno avrebbe lasciato il campo in orizzontale tra 4 assi di legno, e nella ripresa decide di elargire gialli senza risparmiarsi: Burdisso, Eder, Pinilla, Okaka, Sturaro, Obiang. Ci sono tutti. Il copione della partita è quello che ci aspettavamo: calcioni, focolai di rissa ad ogni rimessa laterale, esagitazione dappertutto. Sugli spalti inquadrano anche Puggioni e Flachi nella curva della Samp. Il finale di partita è però tutto per un altro protagonista. Che sapete tutti quale sia.

1. Il presidentissimo Ferrero

Capitolo a parte, ovviamente. Le parole sono oramai superflue. Quest’uomo ha decisamente, totalmente ed irrimediabilmente conquistato il nostro cuore. Ne eravamo certi, il derby di Genova avrebbe regalato emozioni per i nostri occhi. E così è stato, ovviamente. Sin dal prepartita, quando il presidentissimo (ma siamo sul punto di coniare il superlativo del superlativo presidentissimissimo) della Samp ha dato, come suo solito, spettacolo davanti ai microfoni, prima con frasi comprensibili solo a pochi eletti, poi con l’ennesima dichiarazione d’amore alla D’Amico, che verrà dunque portata ad Ostia Lido con il mosquito.

Immaginiamo la gioia e le esternazioni di fedeltà alla Madonna di Gigi Buffon a casa, e conseguentemente aspettiamo con ansia il prossimo Juventus-Sampdoria. Dopo la vittoria, via in campo con fazzolettone blucerchiato sventolato ai quattro venti, rischiando la pelle, con Preziosi infastiditissimo e voglioso di scendere a risolvere la questione a cartoni in faccia. Noi l’avevamo detto sin dalla prima conferenza stampa di presentazione: questo qui ci avrebbe entusiasmato. E, dopo sole 5 giornate di campionato, siamo qui con il cuore in mano a dirvelo: Massimo Ferrero è il padrone assoluto e incontrastato della Serie A.

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