Postumi di delinquenza – Week 2 Postumi di delinquenza – Week 2
Secondo appuntamento stagionale con la rubrica del lunedi dedicata al weekend calcistico. Pensavamo ad un weekend tranquillo, complice la sosta per le Nazionali che... Postumi di delinquenza – Week 2

Secondo appuntamento stagionale con la rubrica del lunedi dedicata al weekend calcistico. Pensavamo ad un weekend tranquillo, complice la sosta per le Nazionali che avrebbe tenuto fermi i principali campionati europei.

Pensavamo ad un weekend sereno, nel quale avremmo potuto riprendere in mano le nostre vite, spegnere la tv e uscire di casa come le persone normali. Pensavamo ad un weekend di pace, amore e fratellanza in giro per l’Europa. E invece no, anche questa settimana si è delinquito, e non poco. Andiamo a scoprire le 5 delinquentate che hanno allietato il nostro fine settimana.

5. Begovic entra nel Guinness dei Primati

Ok, è successo un pochino prima del weekend, ma non avevamo avuto occasione di parlarne. C’è un portiere che entra nel Guinness dei Primati 2015, per il gol segnato da distanza maggiore nella storia del calcio, 91 metri. Una spazzata che, con l’aiuto del vento, del buon dio e del portiere avversario si trasforma in gol. Cose che possono capitare, ok. Ma che, stranamente, capitano alla squadra che del gol strambo ne ha fatto una religione. Si, proprio lui, lo Stoke City che sta nel cuore di tutti noi. Una squadra, una garanzia.

4.Gibilterra: un esordio con il botto

Ieri era una giornata importante. Gibilterra esordiva ufficialmente in campo UEFA dopo l’ammissione dello scorso anno. I ben informati ci assicuravano: attenti, non è la solita Cenerentola, non è la solita squadretta della nazione microscopica che si presenta da sprovveduta in campo internazionale, questi a pallone ci sanno giocare, è il 2014, l’organizzazione regna sovrana.

Sarà, ma noi, da buoni delinquenti, tendevamo a fidarci poco di una squadra che ha il suo capitano in Roy Chipolina e il suo bomber in Kyle Casciaro. E infatti, pochi minuti di diretta gol sono sufficienti a toglierci ogni dubbio. Questi sono un’improvvida accozzaglia di muratori, elettricisti e idraulici prestati al mondo del pallone. E, soprattutto, avessero messo in porta uno scaldabagno avrebbero corso molti meno pericoli. Jordan Perez, l’uomo che ha perso la conta ad inizio gara e si è ritrovato tra i pali (mica ci vorrete dire che quello era un portiere vero, no?) infonde tutto tranne che sicurezza.

A fine partita saranno 7 i palloni raccolti in fondo al sacco, e l’impressione è che gli è anche andata bene. Noi, comunque, continuiamo a credere alle favole e a sognare un’improbabile vittoria di Gibilterra in terra tedesca. Nota di folklore: Kamillone Glik, eroe di tutti noi, riesce a rimediare un cartellino giallo anche in questa contesa, rifilando una scarpata in faccia all’arrotino del paese. Monumentale.

3. Claudio Ranieri e il nuovo corso ellenico

Già la sostituzione di Fernando Santos, delinquente doc, con Claudio Ranieri, ci aveva lasciato perplessi. In questa squallida vita, avevamo due o tre certezze incrollabili: si nasce, si muore, e nel mezzo c’è la nazionale greca che si arrocca in difesa con uno squallidissimo 5-4-1. Ranieri, nel prepartita, ostentava sicurezza: “Fidatevi, sarà una Grecia all’attacco“.

Noi, sotto sotto, non ci credevamo, ostinati. Noi, sotto sotto, continuavamo ad avere negli occhi le immagini di una nazionale in trincea, intenta a delinquere e cercare di sfangarla fino al 90′. Vabbè, pensiamo, accendiamo la tv e vediamo cosa combina Claudione. Si gioca a porte chiuse, lo spettacolo è indecente, e la Grecia perde per 1-0 con gol su rigore dell’inguardabile Ciprian Marica. Inguardabile Ciprian Marica che qualche minuto dopo si farà anche espellere, peraltro. Il gioco della Grecia? Sterile possesso palla, attacco abulico, punte impalpabili. E una traversa colpita da Torosidis a 2 minuti dalla fine che sa tanto di punizione divina.

Questo è quello che succede quando si prova a snaturare il gioco di un paese, baluardo della delinquenza e della filosofia della sfangata, caro Claudio. Un consiglio? La prossima volta, una telefonatina a Traianos Dellas, 5 cristoni dietro e un omone grosso abbandonato là davanti. I risultati, anzi le sfangate, verranno da sè.


2. Una tranquilla domenica in serie B

Diciamocelo, la domenica della sosta per le Nazionali (non smetteremo mai di maledirla, sia ben chiaro) perlomeno ci dà l’opportunità di buttare un occhio a quello che succede in serie B, che la settimana prossima tornerà ad essere oscurata dalle delinquentate di Premier, Bundesliga e quant’altro. Sarà, ma in questa squallida domenica anoressica, anche diretta gol serie B ci sembra una luce salvifica, un’ancora buttata in mare aperto alla quale aggrapparci speranzosi.

Da segnalare: il gol ed espulsione, per gomitata a palla lontana (anzi lontanissima) di Cristian Terlizzi a Trapani, il Frosinone rimasto in 9 a La Spezia, con espulsione del portiere Zappino, che, dopo aver mollato la sua divisa al povero compagno di squadra destinato alla porta, abbandona il campo in canottiera mostrando un fisico da impiegato del catasto messo all’ingrasso. Ah, si, a La Spezia sono stati sventolati 11 cartellini, in tutto.

In totale saranno 7 i rossi di giornata, compresi quelli a Caputo e Defendi che lasciano il Bari in 9 contro il Perugia. Può darsi che dalla settimana prossima un po’ di tempo per seguire la serie B lo troveremo. E ancora non abbiamo buttato un occhio alla nuova Lega Pro unica. Ditelo che volete farci impazzire!

1. La sfangata albanese

Ok, le Nazionali ci tolgono i campionati, ma ci regalano partite che la Premier o la Serie A non potrebbero mai darci. Partite in cui popoli interi trattengono il fiato per 90 minuti, uniti sotto la stessa bandiera, tutti a soffrire abbracciati. Partite come Portogallo-Albania di ieri, un piccolo capolavoro del calcio che piace a noi. Perchè si, anche questa settimana al numero uno della top 5 c’è una sfangata clamorosa, e non potrebbe essere altrimenti. L’Albania gioca al Municipal di Aveiro e, anche se non c’è Cristiano Ronaldo, il pronostico è ovviamente tutto per i lusitani.

L’Albania è allenata da Gianni De Biasi, uno che di sfangate se ne intende. In mezzo alla difesa, Lorik Cana fa la voce grossa, allontana ogni pericolo, spazza via tutto quello che c’è da spazzare, non fa distinzioni tra palla e gamba. Il Portogallo attacca, l’Albania si chiude in trincea. A Tirana soffrono, bestemmiano ogni tipo di dio che sia mai transitato nei dintorni dell’Adriatico, anche sbagliando strada. Al minuto 52 Bekim Balaj si inventa una girata al volo di destro che batte Rui Patricio.

A fine partita il tabellino reciterà, alla voce tiri in porta, un sonoro 19-2 per i portoghesi. Ma il fortino albanese resiste, contro tutto e tutti, e alla fine si può far festa. Grazie a Dio i tiri in porta non fanno ancora numero, il gol di Balaj è buono, la sfangata è andata a segno. Piccola delusione nella festa: Pepe non ha delinquito. Ora, aspettiamo trepidanti la sfida con la Serbia. Se finisce con meno di un morto sarà delusione. Tirana, voce del verbo Stoke.

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