Che gioia, sono iniziati tutti i principali campionati di calcio in Europa. La vita sociale inizia a lasciare il posto agli anticipi del venerdi,...

Che gioia, sono iniziati tutti i principali campionati di calcio in Europa. La vita sociale inizia a lasciare il posto agli anticipi del venerdi, i doveri coniugali vengono sacrificati in nome di anticipi, posticipi, lunch match e diretta gol. Ma, soprattutto, in Europa come in Sudamerica, da questa settimana si è iniziato a delinquere sul serio. Ecco a voi la prima top 5 di quest’anno, con tutto quanto ha allietato il nostro fine settimana.

5. Gol delinquenti: Nainngolan, Muntari, Pinilla

Ok, se ci conoscete un pochino avrete capito che dei gol non ci interessa più di tanto, in fondo. Ci sono tantissimi modi per essere utili su un campo da calcio, ed in genere tutti i nostri eroi, tutti i baluardi della nostra filosofia riescono a farsi amare anche e soprattutto lontani dalla zona goal. Eppure, la prima giornata di serie A ci ha regalato gioie che non credevamo possibili da questo punto di vista.

Si apre il sabato con la gran botta di Radja Nainngolan, che gonfia la rete e fa esplodere l’Olimpico. Si continua la domenica, con il gol di Muntari, dopo che in settimana era stato fermato dalla Finanza a bordo della sua poverissima Lamborghini color militare. In verità, la circostanza più delinquente del gol del ghanese è il cross vincente di Abate, del quale ancora fatichiamo a rencerci conto. Si chiude con il gol del nostro alfiere Pinilla, all’esordio con il Genoa, un’incornata della Madonna dopo che Rafael gli aveva negato più volte la gioia suprema. Se queste sono le premesse, sarà l’anno dei delinquenti.

4. L’esordio col botto della Serie B e la delinquentata flash di Franco Zuculini

Con la mano sul cuore e la mente trasparente, a nome della società e della squadra che rappresentiamo, giuriamo di osservare le norme e le regole del calcio con correttezza e purezza d’animo, seguendo i valori dello sport, dell’etica e del fair play. 
Consapevoli che il nostro comportamento sarà di esempio per tutti coloro, a partire dai bambini, che guardano a questo sport con amore e ammirazione, giuriamo di non tradire le loro aspettative, perché possano vivere le emozioni del calcio con spensieratezza.

Si è aperto così il campionato di serie B, come peggio non potevamo sperare, ovvero con il capitano della squadra di casa a leggere un giuramento farlocco. Per fortuna pronti via tutto sembra tornare alla normalità con i mastri ferrai di ambo le squadre all’opera. L’entrata di Zuculini, argentino fino all’anima santa, ci ricorda perché spendere 99 euro per il ticket serie B potrebbe essere un’idea meno peregrina di quanto possa sembrare. Passano 8 minuti e la trebbiatrice argentina entra in azione, scivolata da tergo e tanti saluti. L’altro galeotto che risponde al nome di Francelino Matuzalem prova a seguirlo a ruota ma la sua mossa da karateka consumato è troppo elegante per valergli un rosso diretto. Piangiamo l’assenza del Ruso Perez consapevoli però che l’eredità lasciata sia di elevatissima caratura.

3. L’accoglienza di Eric Dier a Mario Balotelli

Mario Balotelli torna in Inghilterra, sempre al Nord, poco lontano da Manchester. Destinazione Liverpool. Una settimana dopo aver guardato i suoi compagni perdere contro il City, Mario è titolare a Londra contro il Tottenham. Brendan Rodgers sembra fidarsi di lui, lo manda in campo dal primo minuto. Al primo pallone toccato, SuperMario si mangia un gol che sarebbe stato una favola da raccontare ai nipotini. Poi, però, arriva il vero bentornato in Premier. Pallone sulla fascia sinistra, Mario ne sta per controllare il possesso.

A un certo punto, arriva un treno, in piena corsa. Il suo nome è Eric Dier, il suo mestiere è il delinquente. Tranvata secca sulla gamba d’appoggio, che fortunatamente per Mario era un po’ ritratta all’indietro, volo verso i cartelloni pubblicitari, pubblico in piedi a tributare la giusta standing ovation al difensore del Tottenham, come sempre dovrebbe essere di fronte a gesti tecnici di siffatta caratura. Bentornato in Premier, Mario. Occhio che qui sono mazzate.

2. Il derby di Avellaneda

Ad Avellaneda è andato in scena il Derby tra Racing e Independiente. Il fatto che sia finito misteriosamente ed inspiegabilmente senza tarjetas rojas non deve trarre in inganno. Si è menato, tanto e di gusto. Nel Racing c’è un cavallo di ritorno di razza purissima, Diego Alberto Milito, per tutti il Principe. Battezza subito l’esordio con un goal dei suoi ma nella sua esultanza di regale c’è ben poco. Bacio alla maglia del Racing proprio sotto l’hinchada dell’Independente, che gli recapita in testa un po’ di tutto. L’arbitro non può esimersi e lo ammonisce.

L’Independiente però pareggia e sorpassa rendendo il campo da gioco un’arena di battaglia. I nervi saltano come le tibie d’inverno su un campo pesante e i focolai di delinquenza si accendono in ogni zona del campo. Così succede che i giocatori del Racing per battere un corner debbano essere protetti dagli scudi della Policia, ordinaria amministrazione da queste parti.

Nelle file dell’Indipendente gioca l’ex genoano Centurion, lui pure balordo mica da ridere. Per la sua spocchia e tendenza a funamboleggiare è però malvisto da quasi tutti gli avversari che non vedono l’ora di abbatterlo in ogni modo possibile ed immaginabile. L’occasione ghiotta si presenta a Tula, quando Centurion cerca di involarsi sulla fascia di competenza del difensore della Roja. Prende bene le misure e gli assesta una gomitata sullo zigomo, come monito. Tarjeta amarilla e pedalare.

1. La sfangata dello Stoke

Regalo più bello per il nostro compleanno la nostra squadra del cuore non poteva farcelo. Espugnato l’Etihad con una partita di quelle che piace a noi, con una sfangata di proporzioni epiche, con un gol, rigorosamente sporco, in contropiede, dopo una corsa uno contro tutti lunga quanto tutto il campo. Che pomeriggio, signori. Arrivavano da tutte le parti, ma noi li respingevamo come potevamo. Delinquendo se possibile. Poi il gol di Diouf, come un fulmine a ciel sereno.

E poi mezzora di assedio che non finiva mai, non passava nemmeno a mettere il fast forward. Ma che gioia al fischio finale, che soddisfazione, che sfangata! Tifate voi per gli squadroni, se vi piace tanto. Pomeriggi come questi sono il motivo per cui il calcio è quella narrazione epica che tanto ci affascina. Pomeriggi come questi sono il motivo per cui respiriamo pallone. Come on, Stoke.