Postumi di delinquenza: la top 5 del weekend (8-9 Novembre) Postumi di delinquenza: la top 5 del weekend (8-9 Novembre)
La stagione del calcio è entrata nel vivo, e noi ne siamo più che felici. Si susseguono big match e partite di cartello, ma... Postumi di delinquenza: la top 5 del weekend (8-9 Novembre)

La stagione del calcio è entrata nel vivo, e noi ne siamo più che felici. Si susseguono big match e partite di cartello, ma anche match inverecondi e compagini che cercano di sfangarla nella maniera più becera possibile: proprio come piace a noi insomma. Ecco a voi il riassunto di quanto successo nel fine settimana, con una grande novità: la top 5 la decidete voi. Ebbene si, una volta scoperta l’ebbrezza del voto popolare, abbiamo deciso, forse da veri incoscienti quali siamo, di lasciare decidere a voi, con il nostro sondaggione, quale è stato il momento più bello del weekend. Andiamo con i candidati.

Liverpool-Chelsea: Skrtel e Diego Costa si amano

Il sabato pomeriggio è il momento più atteso della nostra settimana. Mettiamo da parte ansie, paure, preoccupazioni (e soprattutto rotture di zebedei), accendiamo la tv, ci sintonizziamo sui canali calcio e il mondo non esiste più. Se poi il sabato alle 13.45 ti piazzano Liverpool-Chelsea, è godimento allo stato brado. E Liverpool-Chelsea regala emozioni a non finire: dal gol di Can, zozzissimo, a quello del Chelsea, deciso dalla goal line technology in otto secondi. Poveracci questi inglesi che si perderanno due settimane di polemiche, processidibiscardi, interrogazioni parlamentari, teorie del complotto. Non sanno cosa si perdono. Ma il meglio della partita è il duello rusticano tra Martin Skrtel e Diego Costa: due nostri protetti che se le danno di santa ragione ogni volta che incrociano le proprie strade. E anche stavolta non mancano i gesti d’affetto. Spintona di qua, scalcia di là, spingi di qui, colpisci di lì. 90 minuti durante i quali lo slovacco e il brasispagnolo non si mollano per un secondo. Un duello che ci ha appassionato e lasciato commossi. Attendiamo fiduciosi il prossimo capitolo, quasi quanto i tifosi del Liverpool attendono un movimento qualsiasi di SuperMario Balotelli.

Il terrorista arrestato con la maglia del Tata Gonzalez

Certe notizie ci emozionano, ci colpiscono, ci prendono il cuore e ce lo fanno rivoltare dall’interno. Certe notizie, all’improvviso, rischiarano la nostra giornata e le nostre esistenze. Lo fanno perchè non hanno alcun senso, perchè arrivano improvvise e soprattutto perchè ci fanno capire il pazzo mondo che abitiamo. Ci emozionano perchè ci fanno capire che, anche dietro guerre sante di religione, anche dietro battaglie che straziano questo pazzo pianeta, sotto sotto il calcio è sempre lì. Ed ecco la notizia: a Parigi, un sospettato membro dell’ISIS viene arrestato. Con addosso la maglia numero 15 della Lazio. Non quella di Cristiano Ronaldo, nè di Messi, nè di Maradona, nè di un campione qualsiasi. No, con la 15 della Lazio, del Tata Gonzalez. Una storia che non ha risposte. Se non quella che il calcio è un linguaggio universale.

Piove, governo ladro

Lo sapevamo, le interviste postpartita di Walter Mazzarri sono sempre state un gran momento di calcio, di sport, di vita. Ascoltarle porta sempre a porsi dei grandi interrogativi, delle grandi domande, delle questioni irrisolte che l’animo umano non sa spiegarsi. Ieri, dopo lo sfortunato 2-2 con il Verona, il buon Walter ha prontamente trovato qualcuno a cui dare la colpa. E no, non era in campo, nè col fischietto in bocca, nè altrove. Era in cielo, era la pioggia che è scesa copiosa su San Siro a maledire la prestazione dei nerazzurri. L’idea dei giocatori del Verona di portare con sè ombrello e impermeabile li ha aiutati a superare l’ostacolo e portare a casa un prezioso punticino. Serve ingegno, nel football.

Le grandissime emozioni di Sassuolo-Atalanta

Partiamo dalle mere statistiche, dai freddi numeri a cui tanti cervelloni del pallone sono tanto affezionati. In 11 giornate, l’Atalanta ha segnato 4 reti. Quattro gol in quasi mille minuti. Uno ogni morte di Papa, e Bergoglio è autorizzato ad una sonante grattata di gioielli. Eppure, l’Atalanta, con quei 4 miseri gol segnati ha 10 punti in classifica. Più di due punti ogni gol segnato. Agevolmente fuori dalla zona retrocessione. Un miracolo sportivo, in pratica. E la partita con il Sassuolo di sabato pomeriggio è stato un altro di quei piccoli capolavori. Colantuono sta lastricando la strada per la salvezza di partite brutte, sporche, inguardabili al pubblico. A quello normale, ovvio, perchè a noi tutto ciò piace e non poco. E i pochi coraggiosi che erano al Mapei Stadium si domandavano cosa stavano facendo della loro vita. Emblematica la scena di fine primo tempo, con il pubblico che fischia e Peluso che, uscendo dal campo, si chiede se gli spettatori fossero abituati a vedere il Barcellona.

La sfangata dello Stoke a White Hart Lane

Lo ammettiamo, iniziava a mancarci. Era da troppo tempo che i nostri beniamini non ci regalavano un’emozione del genere. Una sfangata dai contorni epici, per intenderci. Dopo 6 minuti, un contropiede di Bojan taglia tutta la difesa del Tottenham. Uno a zero per noi. Dopo 33 minuti Walters raddoppia. Come al solito, senza che nessuno sappia come sia potuto accadere. In tutto ciò, il portierone Begovic riesce a prendersi un’ammonizione per perdita di tempo. Al minuto 22. Ventidue. Crediamo sia un piccolo record mondiale. Il Tottenham reagisce, ma noi ci arrocchiamo, Shawcross, Bardsley, Pieters e Wilson allontanano ogni pericolo, spazzano qualsiasi cosa si muova o compia l’errore, imperdonabile, di avvicinarsi da quelle parti. Al 78′ Chadli accorcia, e da quel momento è sofferenza pura. Ma, soffrendo e sudando, dopo 5 minuti di recupero non spiegabili secondo le leggi dell’Universo conosciuto, arriva il triplice fischio finale. 3 punti presi, messi in saccoccia, e riportati a Stoke on Trent. Grazie e alla prossima.

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