Postumi di delinquenza, la top 5 del weekend (24-25-26 ottobre) Postumi di delinquenza, la top 5 del weekend (24-25-26 ottobre)
Dopo varie peripezie e vicissitudini che ci hanno costretto a privarvi dell’appuntamento del lunedi, torniamo imperterriti a proporvi le cinque delinquentate che hanno allietato... Postumi di delinquenza, la top 5 del weekend (24-25-26 ottobre)

Dopo varie peripezie e vicissitudini che ci hanno costretto a privarvi dell’appuntamento del lunedi, torniamo imperterriti a proporvi le cinque delinquentate che hanno allietato il nostro e, speriamo, il vostro fine settimana.

Mervan Celik e un’entrata che lascia il segno.

Fenerbahçe-Gençlerbirliği: l’ex Pescara Mervan Celik regala un intervento, totalmente gratuito e scomposto sul terzino sinistro del Fenerbahçe Michal Kadlec. Scivolata del terzino del Fenerbahce, affondata secca e diretta con i tacchetti dentro la carne da parte dell’attaccante del Gencler…Genclerberl…vabbè ci siamo capiti. Il risultato è un mosaico postmoderno che disegnato in tacchetti a caldo sulla gamba del difensore ceco. Certe giocate lasciano il segno. Per davvero.

Avellino-Lanciano: la sagra del cartellino

La serie B abbiamo imparato a conoscerla: non c’è mai niente di scontato, se non che, ogni maledetto sabato pomeriggio, dalle ore 15 in poi, ci sarà un manipolo di direttori di gara che avranno molto da fare. Poi, alle volte, arrivano le partite come quella del Partenio di Avellino, affidata al signor Abbattista di Molfetta, che immaginiamo sabato sia tornato a casa con dolori lancinanti al braccio destro, sottoposto a super lavoro: espulsi Ely, Visconti, Ferrario e Thiam, con la partita finita in un epico 9 contro 9. D’altronde, teoria conclamata, con gli spazi larghi si gioca molto meglio. A corredo del tutto, altri 6 gialli. Nella vita, certezze poche. Ma che il sabato pomeriggio sia la sagra del cartellino in serie B, è una delle poche cose che ci sentiamo di dare per sicure in questa invereconda esistenza.


Il ritorno del Presidentissimo

Ok, non ci sarebbe da parlare di ritorno. Il Presidentissimo Ferrero non si è mai mosso dal nostro cuore e mai si muoverà, crediamo di esserne certi. Davanti a un microfono, poi, riesce come sempre a dare il meglio di sè. Ieri, ai microfoni di Stadio Sprint, commovente la sua difesa dell’amico Massimo Moratti, a suo dire trattato in maniera ingiusta dal nuovo proprietario dell’Inter Thohir: “Io glielo avevo detto: caccia quel filippino…”
Un presidente, c’è solo un presidente.

Il Clasico e la firma d’autore

Real Madrid-Barcelona era la partita più attesa del mese: milioni di persone collegate davanti agli schermi di tutto il mondo per vedere le grandi sfide tra campioni che hanno segnato il calcio negli ultimi anni. Tutti sintonizzati in attesa dei gol, delle grandi giocate, dei numeri di campioni. Tutti tranne noi, che dal Clasico ci aspettavamo violenza bruta e criminalità generalizzata. Un Clasico partito sotto i migliori auspici, con Messi e Neymar primi ammoniti a sorpresa. Ma soprattutto un Clasico deciso dal giocatore che noi delinquenti più aspettavamo al varco, ma non in zona gol probabilmente: Képler Laveran Lima Ferreira, per gli amici (pochi, in verità) Pepe. Stacco imperioso di testa, palla alle spalle di Bravo, Bernabeu in visibilio. E poi, la solita partita teatrale, un rischio ad ogni pallone toccato, una carriera in pericolo ogni qualvolta un attaccante si avvicina nei suoi paraggi. Pepe è così, prendere o lasciare. Sabato le Merengues hanno senza dubbio preso.

Giorgio Chiellini e la spazzata dell’anno

Il calcio è fatto di gesti tecnici che ti scaldano il cuore. E no, il nostro cuore non si scalda con il gol in rabona di Lamela, con i doppi passi di Cristiano Ronaldo o i numeri da circo di Neymar. No, il nostro cuore si scalda per gesti tecnici che nascono dal basso, che si vedono su un campo di serie A come su un campo di Terza Categoria. Perchè è proprio dal cuore che arrivano. Juventus-Palermo, minuto 24 della ripresa, bianconeri avanti due reti a zero. Come spesso accade, Giorgio Chiellini accompagna la manovra d’attacco e, dopo il cross del compagno, rimane al limite dell’area avversaria. Come spesso accade nel calcio, la difesa rinvia il pallone nei pressi della trequarti e, in genere, quando questo accade, l’uomo della squadra in attacco, per evitare di perdere guai spara un siluro verso la porta avversaria, anche senza velleità di centrarla. Ecco, Chiellini ieri il siluro l’ha tirato si, ma direttamente verso il fallo laterale: una spazzata senza fronzoli, senza pensare a nulla, senza velleità artistiche. Il pallone come dovrebbe sempre essere. Chapeau, Giorgio.

Related Posts

La top 11 della Copa America secondo Opta

2019-07-09 07:17:22
delinquentidelpallone

18

La top 11 degli Europei U21 secondo la UEFA

2019-07-02 14:29:06
delinquentidelpallone

18

La top 11 degli assenti agli Europei U21

2019-06-14 09:09:21
delinquentidelpallone

18

La top 11 delle generazioni dal 1997 al 2000

2019-06-10 18:56:25
delinquentidelpallone

18

La top 11 dei principali campionati d’Europa secondo Whoscored

2019-05-27 09:15:23
delinquentidelpallone

18

La top 11 dei calciatori lanciati da Louis Van Gaal

2019-03-14 15:04:07
delinquentidelpallone

18

È successo un piccolo intoppo con Arsenal-Rennes

Oggi a ora di pranzo si sono svolti
2019-02-22 16:01:19
delinquentidelpallone

18

Lo strepitoso autopassaggio di Emerson Palmieri

2019-01-25 09:05:08
delinquentidelpallone

18

La top 11 degli affari di mercato degli ultimi anni

2019-01-15 09:14:24
delinquentidelpallone

18