Gli ingredienti per una partita storica, al di là del risultato, c’erano già tutti: la prima assoluta nella fase finale di una competizione europea...

Gli ingredienti per una partita storica, al di là del risultato, c’erano già tutti: la prima assoluta nella fase finale di una competizione europea del Sassuolo, la prima vera sfida per mister Di Francesco fuori dai confini nazionali, un avversario dal grandissimo blasone ed enormemente più abituato a disputare gare internazionali.

Per Pol Lirola però la partita tra Sassuolo e Athletic Bilbao assumeva contorni ancora più epici: prima di questa estate infatti il ragazzo non aveva MAI disputato una partita ufficiale da professionista, men che meno in una competizione europea. Un palcoscenico simile avrebbe tagliato le gambe per l’emozione a tantissimi giovani ma non al terzino neroverde, che ha bagnato la sua prima nel grande calcio con una rete che forse non avrebbe neanche osato sognare, un gol decisivo nello sbloccare una partita che sin lì stentava a decollare, e che ha contribuito a regalare al Sasol la prima vittoria nel girone di Europa League.

Pol Mikel Lirola Kosok, spagnolo al 100% nonostante il cognome che può trarre in inganno, in Spagna aveva tutto ciò che potesse desiderare: cresciuto nel prolifico vivaio dell’Espanyol, il ragazzo era da molti indicato come uno dei talenti più promettenti della relativa cantera e il suo sogno era debuttare in prima squadra proprio con la maglia dei Periquitos, da sempre squadra del cuore di suo padre.

Mentre società importanti come Barcellona e Manchester City lo monitoravano con attenzione, lui muoveva il primo passo verso il suo obiettivo debuttando, a 17 anni, da semiprofessionista nella seconda squadra dell’Espanyol. Una partita: tanto è bastato alla Juventus, che in realtà si muoveva nell’ombra da tempo, per bussare alla porta dei catalani e chiedere il ragazzo in prestito con diritto di riscatto (poi prontamente esercitato). Messo di fronte al primo importante bivio della sua vita, Lirola ha risposto così: “Mi volevano anche Barça e City, ma scelgo la Juve perché amo il campionato italiano, è il più completo e formativo, il migliore per essere valorizzato“. Chiaro con chi abbiamo a che fare?

I primi tempi in Italia per Lirola non sono semplici: le pratiche per il tesseramento tardano ad arrivare dalla Spagna e il suo debutto in Primavera viene continuamente rimandato, la vita in convitto non è semplice e il ragazzo ha nostalgia di casa e in particolare del mare. Pian piano la situazione si sblocca, il ragazzo può scendere in campo e Grosso ne fa gradualmente il terzino destro titolare della Primavera bianconera.

Lo scorso anno, con la vittoria del Torneo di Viareggio, la consacrazione; la Juve che porta a casa la Coppa Carnevale non è tra le migliori che si ricordi e nel marasma di un torneo sempre più povero e meno credibile emerge lo strapotere, tecnico ma soprattutto fisico, di Lirola, miglior difensore della manifestazione e tra i principali trascinatori della compagine bianconera verso la vittoria del titolo. In estate lo cercano tutti, dalle squadre del ceto medio-basso della Liga al giovane e ambizioso Lipsia, ma la Juventus non vuole rischiare nulla e lo gira a una società che sa come valorizzare i talenti, il Sassuolo appena qualificatosi ai preliminari di Europa League, che se lo assicura in prestito biennale.

D’estate le voci di mercato si susseguono senza soluzione di continuità e i neroverdi sembrano vicinissimi all’acquisto di Zappacosta, che chiuderebbe non di poco lo spagnolo classe ’97, ma i ben informati sanno come andrà a finire. “Non m’interessa se sei giovane, se avrai l’umiltà di imparare e meriterai di giocare, io ti darò una maglia“, parole e musica di Eusebio Di Francesco, assolutamente intenzionato a puntare su Lirola come prima alternativa al titolare Gazzola.

Dopo gli assaggini nelle amichevoli e nel Trofeo Tim, per Pol arriva il giorno del debutto da professionista, in Europa League contro la Stella Rossa; buona gara, attenta e senza particolari squilli, quasi il ragazzo avesse avuto timore di mostrare subito di cosa è capace.

Il resto è storia recentissima: Di Francesco, come dichiarato in conferenza stampa, si affida a Lirola sull’out difensivo di destra in una gara delicatissima quale il debutto assoluto in Europa League, al cospetto di una delle big del lotto, l’Athletic Bilbao. La partita è decisamente più tattica e chiusa di quanto ci si può aspettare da due squadre votate all’attacco, le conclusioni a rete latitano e il primo tempo si chiude sul nulla di fatto. Serve un’invenzione, un colpo di genio e di follia per sbloccare il match.

Poco dopo l’inizio della ripresa Lirola, che nella prima frazione non aveva praticamente mai spinto, si accentra da destra appena prima della trequarti campo, supera in velocità un avversario, poi un altro ancora, poi beffa un centrale di valore come Laporte portandosi la palla sull’esterno, infine guarda negli occhi il portiere Herrerin, lo sfida e lo batte imparabilmente con un sinistro (non chiamatelo piede debole) che s’infila nell’angolino basso. Il Mapei esplode, Pol non ci crede, i compagni lo sommergono e festeggiano il primo, storico gol in Europa League del Sassuolo.

La prodezza dello spagnolo sblocca la gara, con l’Athletic che si allunga per cercare il pari e il Sassuolo che colpisce implacabile altre due volte, prima con Defrel e poi con Politano. La piccola e inesperta compagine neroverde schiaccia una delle grandi storiche d’Europa con un perentorio 3-0 che ben pochi avrebbero potuto immaginare.

Dal canto suo Lirola, rotto il ghiaccio nel miglior modo possibile col calcio dei grandi, ha mostrato al mondo che è un giocatore vero, che è pronto a prendersi il posto ed essere decisivo col Sassuolo e magari, chissà, anche con la Juventus. Non ci piace parlare di predestinazione, ma sarebbe bello che storie come queste avessero il lieto fine che meritano. Pol ha 19 anni, ma l’Italia e l’Europa già lo attendono.

Alex Campanelli
twitter: @Campanelli11