Adesso è ufficiale, dopo mesi di trattative e voci che si rincorrevano vorticosamente: da stanotte Paul Pogba è ufficialmente un giocatore del Manchester United....

Adesso è ufficiale, dopo mesi di trattative e voci che si rincorrevano vorticosamente: da stanotte Paul Pogba è ufficialmente un giocatore del Manchester United. Anzi, è di nuovo un giocatore del Manchester United. Più di 100 milioni di euro, che fanno del centrocampista francese l’acquisto più caro da quando nel diciannovesimo secolo nei college inglesi si cominciò a giocare con un pallone e una porta.

Ma non sono (solo) i soldi a rendere speciale la storia del trasferimento più costoso di tutti i tempi. Sarebbe sbagliato e riduttivo mettere tutti in termini di moneta, fatturato, plusvalenze, sponsor e magliette vendute. Sarebbe sbagliato e, soprattutto, fuorviante, perché non è questo che rende incredibile questo trasferimento. Il fatto è che -come sempre, del resto- anche dietro questo che potrebbe sembrare solamente un affare di mercato c’è una storia più grande, più ampia, più umana.

Già, perché è vero, i soldi in fin dei conti muovono il mondo, ma una domanda frulla nella testa a tanti, soprattutto ai tifosi juventini, almeno a quelli che hanno capito che quei 110 milioni non vanno a finire mica nelle loro tasche. Per quale motivo Paul Pogba ha scelto di andare al Manchester United proprio nell’anno in cui la Juventus sembra essere arrivata al livello delle big europee per lanciare l’assalto alla Champions League? Bè, semplice, forse perché la chiave di questa storia è in quel verbo di moto. Più che andare, infatti, è un tornare.

Il Manchester United non è una squadre come le altre, almeno non per Paul. E’ la squadra che non ha creduto abbastanza in lui. Che nell’estate del 2012 non fece niente per trattenerlo in Inghilterra, lasciandolo andare, senza rimpianti, alla Juventus. L’errore più grande della leggendaria carriera di Sir Alex Ferguson, come avrebbe ammesso lo stesso manager scozzese. Un errore che Pogba, oggi, ha fatto pagare a caro prezzo a quello United che oggi, pur di riavere in casa il prodigio francese, ha aperto i cordoni della borsa, spalancandoli.

Per questo, forse, Paul Pogba non ci ha pensato due volte. Dal punto di vista tecnico, il Manchester United è una sfida interessante, certo. Una squadra con grandi ambizioni, con uno dei migliori allenatori in panchina, un mammasantissima come Zlatan Ibrahimovic come trascinatore, e un gruppo di giovani interessanti. Ma non certo una squadra pronta a vincere tutto nell’immediato, visto che, almeno per quest’anno, il giocatore più caro del mondo dovrà accontentarsi di giocare l’Europa League. La musichetta della Champions, per ora, è rimandata al prossimo anno.

Ma allora, Paul, perché proprio lo United? Perché il francese è uno che non è avvezzo alle cose semplici e banali. E’ così che è diventato grande in campo, con la maglia della Juventus. Con la sua imprevedibilità, con le sue giocate illuminanti e le sue invenzioni fuori dall’ordinario. La sua faccia tosta e il suo coraggio di mettersi sulle spalle una maglia pesante come la 10 bianconera. Ad oggi, forse, nessuno ha ancora capito quale è il vero ruolo di Paul Pogba, se non quello di luce e faro del centrocampo. Ed è in questa sua imprevedibilità che bisogna inserire questa scelta. Una scelta di orgoglio, sicuramente. La voglia di dimostrare al Manchester che, si, quell’estate si sbagliarono, e di grosso. La voglia di far pagare a caro prezzo quell’errore, ovviamente.

Deve essere una bella sensazione veder tornare in ginocchio da te, carichi d’oro, quelle stesse persone che non ci pensarono due volte a mandarti via, valutandoti inadeguato, inadatto, scarso. Una sensazione che, umanamente, forse nemmeno tutto l’oro del mondo, per quanto tanto possa essere quell’oro, può ripagare.

Alla fine, forse, la scelta di Paul l’avremmo fatta tutti. E non per i soldi, in fondo.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro