Il 17 gennaio 1973 nasceva uno dei più grandi talenti calcistici del calcio messicano. Secondo molti addirittura il più grande. Un nome derivante da...

Il 17 gennaio 1973 nasceva uno dei più grandi talenti calcistici del calcio messicano. Secondo molti addirittura il più grande. Un nome derivante da un antico sovrano Azteco, un fisico che a prima vista parrebbe adatto a tutto meno che a calcare un campo da calcio e tanta, tantissima follia. Follia in quel rettangolo verde con gli scarpini addosso, che lo spinge a coniare un nuovo gesto tecnico la Cuauhtemiña, che consiste nel superare l’avversario saltandolo con la palla stretta tra i piedi. Follia in generale, nella vita.

Perché dietro a quei piedi onnipotenti si cela un animo burrascoso ed un uomo senza filtri alcuni. Unico calciatore nella storia del Messico ad aver segnato in 3 edizioni dei Mondiali e secondo cannoniere di sempre nella storia del paese centroamericano. Proprio oggi arriva la notizia del suo addio al calcio giocato, all’età di 42 anni.

Abbiamo pensato di tributarlo raccogliendo alcune sue frasi celebri, e spesso ingiuriose, rilasciate durante la sua infinita carriera. Perché Tèmo, el diez azteco, è sempre stato così, genio e sregolatezza. E noi lo abbiamo amato alla follia.

Ecco per voi questa collezione delle frasi più becere, pazze, delinquenziali di Cuauhtemoc Blanco.

“Conosco Rafa Marquez da molto tempo, non ha la capacità di parlare con i giocatori. In campo parla , ma gli mancano le palle: deve essere più crudele dentro lo spogliatoio.”

“Voglio solo che diciate a lui (Noe Zarate) che sono il miglior giocatore in Messico. E’ così semplice. Non mi piace parlare, li umilierò sul campo proprio come ho umiliato hector lopez, lo farò nel Clasico.”

Espulso nel 2004 per aver apostrofato la guardalinee Virginia Tovor, prima donna a fare l’assistente in prima divisione messicana con un «Ponete a lavar platos», vai a lavare i piatti. Ah, si, ha aggiunto anche un epiteto che faceva origine al mestiere più antico del mondo.

Con un’intervista al quotidiano sportivo Récord esplicita tutto il suo dissenso contro La Volpe e Campos: «Non so perché non sono stato convocato. Se mi dici di correre 20 km, lo faccio. Vorrei che La Volpe avesse il coraggio di dirmi le cose in faccia. Campos si è sempre calato i pantaloni di fronte a La Volpe, ma se lo incontrassi un giorno, gli farei tremare le gambe». Campos, per abbassare i toni, risponde con un «Si hablo, lo entierro» (serve una traduzione?).

Quel nanetto di 6 piedi ha cercato di irritarmi, non è che mi han marcato bene” riferendosi ad Israel Lopez dopouna sconfitta del suo America contro il Pumas.

“David Oteo? E’ un signor nessuno che porta le borse a Suarez e Campos”

“Secondo me i giocatori migliori sono nelle periferie povere, ma spesso i club non sono interessati”

“Ehi guarda! Abbiamo 2 occhi, 2 gambe e 2 braccia. Siamo proprio uguali l’unica differenza è che loro giocano in Europa.”

Così Blanco carica i suoi compagni di squadra del Messico prima di una partita contro degli avversari più quotati. Lui paura non ne ha.

“Non mi sento famoso . Mi sento come un inserviente o come uno qualunque che lavora per il club. Ci sono persone con fama e soldi ma senza alcun sentimento, è questo ciò che importa realmente.”