Lutz Pfannenstiel, il portiere giramondo che una volta rubò un pinguino Lutz Pfannenstiel, il portiere giramondo che una volta rubò un pinguino
Nel calcio, tante volte, le scelte vengono facili. Se ti chiama il Bayern Monaco, ad esempio, prendi e vai, senza pensarci troppo. Lutz Pfannenstiel,... Lutz Pfannenstiel, il portiere giramondo che una volta rubò un pinguino

Nel calcio, tante volte, le scelte vengono facili. Se ti chiama il Bayern Monaco, ad esempio, prendi e vai, senza pensarci troppo. Lutz Pfannenstiel, di professione portiere, non deve invece averla pensata così: nel 1993, infatti, tra l’offerta dei bavaresi e quella dei malesi del Penang FA, uno dei club più titolati della Malesia, scelse ovviamente la seconda. E da lì in poi, una carriera che gli ha consentito di ottenere un guinness dei primati: unico professionista ad aver giocato in tutte le 6 confederazioni appartenenti alla FIFA.

Un personaggio del tutto particolare, Pfannenstiel, che di normale non ha mai avuto nulla. Come un bel po’ di portieri tra l’altro. Lutz ha rischiato anche di lasciarci le penne in campo, quando difendeva la porta del Bradford: scontro terribile con un attaccante, il portiere rimane a terra per lunghi, interminabili minuti. Non si rialza, per ben tre volte, mentre stanno tentando di rianimarlo e rimetterlo in piedi, smette di respirare. Sembra che sia destinato a morire sul campo per davvero, sembra che quella sarà davvero la sua ultimar recita sul prato verde.Pfannenstiel alla fine riprende a respirare, si rialza, riesce a non rimanerci secco.

Anzi, sette giorni dopo era di nuovo a difendere la porta della sua squadra. “Gli altri giocatori erano talmente sotto choc che si misero a piangere attorno a me, con l’arbitro che se ne andò addirittura dal campo perché troppo scosso per continuare la partita. Mi risvegliai tre ore più tardi in ospedale e sette giorni dopo ero di nuovo fra i pali, anche se la mia fidanzata era incinta di sette mesi: un vero irresponsabile.”

Nel 1994, nel suo girovagare, finisce in Inghilterra, in una squadra a noi molto cara. Si,Pfannenstiel finisce a giocare insieme alla Crazy Gang di Vinnie Jones and company che terrorizzava il Regno Unito.

“Quando nel 1994 arrivai al Wimbledon, mi ritrovai in una realtà totalmente diversa da quella tedesca, ma capii subito che in quello spogliatoio si respirava un’aria speciale e cosa fosse la Crazy Gang: erano sì dei pazzi, ma a modo loro, era gente che si allenava e giocava duro e che amava divertirsi, facendone di tutti i colori, come tagliare via le dita dai guanti, fare pipì nelle bottiglie di shampoo o mettere la crema mentolata nei pantaloncini.”

Tra le esperienze da raccontare ai nipotini, il portierone può vantare anche 101 giorni in un carcere di Singapore, con l’accusa di aver truccato le partite, rivelatasi poi infondata.

E poi, tanto per finire, una storia che ha dell’incredibile: quando giocava in Nuova Zelanda, pensò bene di rubare un pinguino. Poi, però, dovette separarsi dal suo nuovo amico, una volta beccato dal presidente della squadra.  “L’ho restituito quando il presidente del club me lo trovò nella vasca da bagno e mi resi conto che non era stata una bella pensata, anche perché puzzava tantissimo.”