I 7 personaggi pericolosi che puoi trovare su un campo di provincia I 7 personaggi pericolosi che puoi trovare su un campo di provincia
Se non vi fosse ancora chiaro, adoriamo i campi di provincia, quelli in cui il bel gioco è un miraggio, un’utopia, un sogno. Quelli... I 7 personaggi pericolosi che puoi trovare su un campo di provincia

Se non vi fosse ancora chiaro, adoriamo i campi di provincia, quelli in cui il bel gioco è un miraggio, un’utopia, un sogno.

Quelli in cui la fanno da padroni personaggi incredibili, personaggi che hanno diritto di cittadinanza solo lì dove la polvere incontra i sassi.

Personaggi che avrete conosciuto tutti almeno una volta nella vostra vita. Personaggi che, diciamoci la verità, siete anche voi.

Abbiamo dunque messo insieme questa piccola collezione di balordi che potete incontrare sui campi di provincia, tra un calcione, una protesta e un tuffo. E’ un campionario di individui che popolano e colorano i nostri campi più putridi, e dai quali noi siamo morbosamente affascinati. Perchè, in fondo, descrivono l’animo umano.




Buona lettura, e cercate di capire a quale di questa categoria appartente. Perchè lo sappiamo, voi siete qui, tra noi.

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Il provocatore

In ogni squadra che si rispetti, dalla seria A fino ai campionati oratoriali, non può proprio mancare lui, il provocatore. Le sue prede vengono individuate scientificamente a tavolino, studiate in ogni minimo dettaglio in cerca di punti deboli. Ecco così che se il soggetto dovesse scoprire un giocatore della squadra avversaria dalla fede religiosa incrollabile, roba alla Legrottaglie per intendersi, non esiterà a trascorrere l’intera partita affianco a questo, tirando giù tutti i santi esistenti e non.

Riuscirebbe a far perdere le staffe anche al giocatore più mansueto sulla faccia della terra e quasi sempre riesce nel suo intento, che è quello di far finire anzitempo la partita al suo avversario. Nelle categorie inferiori è un personaggio molto a rischio , in quanto non ci sono telecamere e occhi indiscreti a proteggerlo da possibili reazioni. Succede infatti che spesso riesce sì nel suo intento di far espellere la sua preda ma  questa ,altrettanto frequentemente , uscendo gli rifila un pugno nel grugno. Quando è fortunato. Rischi del mestiere…

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Quello che protesta

Fare l’arbitro in certe categorie infime è un grandissimo esercizio di autocontrollo. E, se sopravvivete a certe partite, sopravvivete a tutto. Ma ci sono dei soggetti che metterebbero in crisi anche il Mahatma Ghandi, quei soggetti che fanno accapponare la pelle ai direttori di gara che vengono a scoprire, dalle designazioni, che quella settimana gli tocca andare ad arbitrare quel giocatore lì, proprio lui: quello che ha fatto della protesta la sua unica arma di sopravvivenza in questa arzigogolata esistenza.

Il balordo avvezzo alle proteste trascorre i novanta minuti più recupero (nelle partite più sentite inizia da un’ora prima e finisce un’ora dopo) a recriminare per qualsiasi cosa. Non importa che sia un fallo laterale invertito al primo minuto o un rigore solare negato al novantesimo. Non importa nemmeno che ci sia davvero motivo di protestare. Lui, nel dubbio, ha sempre da ridire. I veri professionisti riescono a protestare anche quando l’arbitro fischia a loro favore, o perchè “bravo, adesso te ne accorgi” oppure perchè “e quelli di prima, allora?“. Insomma, non se ne esce. L’unica via per uscire indenni da una partita con questo soggetto è avere l’anima incorruttibile.

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Il simulatore

Se nelle categorie più alte questo personaggio può avere una connotazione positiva, essendo spesso il simulatore sinonimo di giocatore scaltro, nelle categorie più becere viene visto come IL male da estirpare. Ogni minimo contatto viene ingigantito all’ennesima potenza, ogni pestone si trasforma in un intervento a cuore aperto suscitando l’odio recondito in tutti gli avversari, che non vedono l’ora di potersi sfogare su di lui. Il simulatore da il meglio di sè all’interno dell’area di rigore avversaria, dove basta un lieve venticello primaverile per farlo rovinare a terra come colpito da un cecchino.




Anche a palla lontana, quando l’arbitro è distratto e i guardalinee sono solo orpelli messi lì più per legge che per necessità, è molto pericoloso. Le sue urla ed il suo rantolarsi a terra senza motivo fingendo un colpo a tradimento attireranno l’attenzione del direttore di gara che, condizionato dal pubblico ululante, potrebbe credergli e concedergli il suo momento di gloria. Categoria da estirpare.

Il finto buono

Altro personaggio a cui è bene prestare molta attenzione è il finto buono. Solitamente il giocatore in questione è un picchiatore d’altri tempi che però ha una certa intelligenza di fondo. E’ perfettamente consapevole che la classica stretta di mano all’avversario dopo la randellata lo protegge dal 90% dei cartellini gialli, e con questo stratagemma picchia in realtà il doppio degli altri. Ogni volta che viene colto in fallo dal direttore di gara fa un cenno subdolo con l’occhiolino, come a dire “tutto ok signor arbitro ha visto bene”, salvo che il più spesso delle volte l’intervento sia meritevole del giallo, se non addirittura del rosso.

Non è visto di buon occhio dagli avversari che non aspettano altro che il momento giusto per fargliela pagare. Solitamente è l’irascibile a farsi giustizia sommaria, e a finire per questo la sua partita anzitempo, ma il finto buono riesce quasi sempre a terminare la contesa.

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Il picchiatore seriale

E’ uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare. E al picchiatore seriale piace farlo. Distribuisce randellate in maniera totalmente bipartisan, in ossequio al tanto caro principio della par condicio: a destra e sinistra, senza distinzioni di razza, sesso, religione, orientamento sessuale. Di solito gli piace mettere immediatamente le cose in chiaro dopo pochi minuti, tirando una stecca intimidatoria al primo derelitto che gli capita a tiro.

Abbina a queste doti una faccia ruvida e scavata dalle intemperie della vita, faccia che, in molti casi, lo salva dal cartellino. L’arbitro, infatti, ha molto rispetto di costui, e per ammonirlo ha bisogno di un pretesto davvero valido. C’è da dire che il picchiatore seriale è anche abbastanza onesto: consapevole delle sue malefatte, protesta giusto il minimo indispensabile e cerca di perdere la testa il meno possibile. Ovviamente qualche volta accade, è inevitabile. In tal caso, vi consigliamo di stare alla larga da lui.

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Il furbo

Attenzione al furbo ragazzi, a meno che non siate voi. Spesso questo giocatore proviene da qualche categoria superiore o comunque possiede una certa scaltrezza tale da non farsi sgamare come succede alla maggior parte di voi. Il furbo vi rifila il classico pugnetto  nei reni in mischia, quando sa che è impossibile essere visti o vi trattiene la maglia quel tanto che basta per farvi perdere l’equilibrio senza per questo venir sanzionato. Inutile dirvi che, insieme al simulatore, è la causa principale delle vostre scapocciate.




Nella connotazione più negativa il furbo può trasformarsi in vigliacco, cosa che per fortuna accade assai di rado, colpendo a tradimento l’avversario, preferibilmente voltato di spalle, per poi dileguarsi.  Il più spesso delle volte il furbo la fa franca, almeno in termini di cartellini, altre volte torna a casa con qualche schiaffone sul muso a seconda di quanto è stata sporca la sua furbata.

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L’irascibile

Soggetto che può avere migliaia di sfaccettature. Per assurdo, l’irascibile potrebbe anche avere in sé tutte le caratteristiche dei personaggi che vi abbiamo fin qui descritto, e, proprio per questo, può essere il più pericoloso di tutti. C’è l’irascibile che arriva al campo nervoso per la giornata di lavoro o perchè ha sposato una scassaminchia: costui in genere non è molto pericoloso, di solito si rende conto spontaneamente quando esagera e vi chiede scusa, durante o dopo il match.

C’è da dire che se la giornata è stata particolarmente pesante la sua vena tende a chiudersi con frequenza altissima. C’è poi l’irascibile per agonismo, che perde le staffe in seguito allo svolgimento della partita: da lui potete aspettarvi praticamente di tutto. E poi c’è l’irascibile pazzo. State attenti a lui, per favore. Assecondatelo, chiedetegli scusa anche se vi ha legnato lui, scappate veloce se leggete carogna nei suoi occhi. Fate tutto ciò e nessuno verrà a portarvi fiori sulla tomba all’indomani.