Ha vinto tutto quello che c’era da vincere con la maglia dell’Inter. Ha festeggiato lo scudetto con la Lazio a distanza di 26 anni...

Ha vinto tutto quello che c’era da vincere con la maglia dell’Inter. Ha festeggiato lo scudetto con la Lazio a distanza di 26 anni dall’ultimo titolo biancoceleste ed è primatista di presenza con la sua Nazionale. E’ stato il prototipo del centrocampista moderno in grado di abbinare quantità e qualità, il prototipo del calciatore in grado di ricoprire qualsiasi ruolo del centrocampo.

Il suo motto è e sarà sempre “Rispetto per tutti, paura di nessuno”. Di chi stiamo parlando? Ma di Dejan Stankovic, ovviamente.

1) L’esordio con la Stella Rossa a 16 anni

L’esordio di Dejan Stankovic in prima squadra avviene in occasione di una tournée in Grecia, in occasione della quale la Stella Rossa sifda l’Olympiakos di Atene. Risultato di 0-0, sarà uno dei pochi esordi in cui il centrocampista Serbo non sarà da subito decisivo.

2)Il più giovane capitano della Stella Rossa

L’11 maggio del 1996, a soli 17 anni e 8 mesi, diventa il più giovane giocatore della Stella Rossa ad indossare la fascia di capitano. Avvenne in occasione della sfida contro il Mladost in quanto sono assenti sia il capitano Milivojevic che il vice, Djokovic. Con queste parole, l’allenatore Pizon gli concede l’investitura: “Deki è uno dei nostri, è cresciuto nelle strade di Belgrado

3) La prima rissa con il compagno di squadra Pantelic

Episodio che risale agli anni in cui Dejan e Marko erano compagni nelle giovanili, in particolare ad una partita della prima squadra in cui i due stavano facendo i raccattapalle. La palla è uscita e finisce tra le mani di Deki, il quale ha la malsana idea di recapitarla direttamente al portiere della squadra. Non l’avesse mai fatto. Tutti i palloni che escono devono passare dalle mani di Marko Pantelic, un vero e proprio boss. “Perchè non l’hai passata a me”? gli dice… “E perché mai avrei dovuto farlo” la pronta risposta di Stankovic che però si prende anche un pugno sul muso. Dopo questo episodio i due diventeranno migliori amici in squadra.

4) Esordio in Nazionale con la doppietta alla Corea

L’esordio con la nazionale, allora ancora Jugoslavia, avvenne nell’Aprile del 1998 in occasione di un’amichevole contro la Corea del Sud. E’ un esordio da predestinato, in cui segna una doppietta imbeccato entrambe le volte dal sinistro fatato di Sinisa Mihailovic. Il primo gol è, per sua stessa ammissione, uno dei più belli segnati dal centrocampista serbo: cross teso dalla sinistra e zuccata feroce che trafigge il portiere.

5) Il passaggio alla Lazio, l’esordio con gol contro il Piacenza

Nell’estate del ’98 Dejan approda alla Lazio di Cragnotti ed Eriksson che stanno imbastendo una vera e propria corazzata per dare l’assalto allo scudetto che manca dal lontano ‘74. L’esordio avviene contro il Piacenza subentrando dalla panchina al minuto settantatre. Prima sfiora il gol, e subito dopo lo realizza con un bolide dalla distanza, suo marchio di fabbrica.

6) Ottavi di finale Coppa delle Coppe: Partizan-Lazio

A volte il destino decide di mettere il suo zampino, probabilmente per permetterci di raccontare episodi come questi. Ottavi di finale di Coppa delle Coppe la Lazio trova come avversaria il Partizan di Belgrado, nemico storico di Stankovic, figlio della Stella Rossa. L’andata a Roma finisce 0-0 il ritorno si gioca nella tana del Partizan, con un’accoglienza per Dejan da incubo. Non parte titolare in quanto acciaccato fisicamente, ma la sua squadra si trova sotto di un gol e sta subendo. Dejan si avvicina ad Eriksson e gli dice : “lei ora mi fa entrare, almeno un quarto d’ora”.

Intanto Marcelo Salas aveva pareggiato e Sven Goran decide di buttarlo nella mischia. Nemmeno il tempo di ascoltare fischi e insulti che piovono dagli spalti dello Stadio Partizan che Dejan ha già sfiorato il gol, che realizzerà pochi minuti più tardi. Esultanza con mano dietro l’orecchio, tipica di chi non conosce il significato della parola paura.

7) I trionfi con la maglia biancoceleste 

Con la Lazio Stankovic vince lo scudetto storico nel 2000, a distanza di 26 anni dall’ultima volta. Nello stesso anno vince anche la Coppa Italia e la Supercoppa italiana. In Europa alza la Supercoppa Europea, nel 1999 ai danni del Manchester United, e la Coppa delle Coppe. Nella sua permanenza alla Lazio totalizza 207 presenze condite da 34 gol, che lo consacrano come uno dei centrocampisti più completi in ambito internazionale.

8) L’approdo all’Inter e i gol sensazionali

Nel 2004 Stankovic si trasferisce all’inter di Massimo Moratti e vi rimarrà fino al 2013 vincendo tutto ciò che era possibile vincere. In questi 9 anni regala ai tifosi nerazzurri delle prodezze balistiche destinate a rimanere impresse nella memoria per lungo tempo. Qualche esempio? Il goal ad Amelia da oltre 50 metri di controbalzo, la rete allo Schalke da metà campo o il siluro all’incrocio per espugnare l’Olimpico in occasione della semifinale di Coppa Italia Roma-Inter. Da rimarcare anche le prodezze in occasioni dei Derby cittadini, in particolare il goal del 4-0 nel 2009, vera e propria prodezza balistica.

9)Il triplete al termine della stagione 2009-2010

Con l’arrivo di Jose Mourinho Stankovic sembra destinato ad un ruolo secondario, quasi tutti lo danno nuovamente in partenza. Bastano pochi minuti a Jose per capire che Deki sarà un perno imprescindibile del suo scacchiere tattico, uno dei pochi giocatori in grado di ricoprire tutti i ruoli di centrocampo con la medesima efficacia. Sotto la guida dello Special One Stankovic conquista il Triplete permettendo a Mourinho, grazie alla sua duttilità, differenti varianti tattiche che prevedono l’impiego di Dejan in posizioni arretrate davanti alla difesa fino alla posizione di trequartista a ridosso della punta.

Dejan è questo tipo di calciatore, può giocare in qualsiasi posizione ed in qualsiasi schema. Importa solo che lui lo voglia fare, perché ci sono anche giocatori che lo possono fare, ma sono mentalmente egoisti e preferiscono alcuni ruoli e non altri. Dejan non è così, a lui piace giocare, aiutare e vincere. E’ il mio uomo di fiducia, lo potrei paragonare ad una bottiglia di porto: più invecchia e più migliora” (J. Mourinho)

10)La tripletta in serie A nel 2010 contro il Parma

28 novembre 2010: si affrontano Inter e Parma nella quattordicesima giornata. l’Inter si impone per 5-2 e Stankovic realizza la prima tripletta della sua carriera italiana.

Il 10 marzo 2013 contro il Bologna disputa la sua ultima partita da giocatore professionista per dedicarsi alla carriera di allenatore. Prima fa il vice nell’Udinese di Stramaccioni, mentre da giugno di questa stagione è ritornato all’inter del suo amico Roberto Mancini.

Paolo Vigo
twitter: @Pagolo