Perché la Juventus quest’anno va meglio in Europa che in Italia Perché la Juventus quest’anno va meglio in Europa che in Italia
Quattro vittorie in quattro partite, la qualificazione agli ottavi di finale raggiunta con 180′ di anticipo, vittorie prestigiose e un gioco decisamente diverso da... Perché la Juventus quest’anno va meglio in Europa che in Italia

Quattro vittorie in quattro partite, la qualificazione agli ottavi di finale raggiunta con 180′ di anticipo, vittorie prestigiose e un gioco decisamente diverso da quello messo in mostra in campionato.

Quindici punti in undici partite, sconfitte pesanti in casa e fuori, la vetta della classifica sempre più lontana e una sensazione di smarrimento provata poche volte dai bianconeri negli ultimi anni.

Le due Juventus di quest’anno, quella vista in patria e quella ammirata in Europa, sono forse due tra le versioni più lontane possibili, praticamente due facce di un rebus di difficile soluzione: per quale motivo il rendimento della squadra di Allegri è così diverso tra campionato e Champions?

Non ci sono spiegazioni certe e sicure, o almeno non possiamo averle noi che ci limitiamo a osservare dall’esterno.

Si possono, però, fare ovviamente un paio di ipotesi per cercare di capire cosa c’è di diverso tra la Juve di campionato e quella di coppa.

Il primo punto è sicuramente quello dell’approccio mentale. Può sembrare banale e scontato, ma è un dato di fatto: nelle sue esibizioni europee la Juventus quest’anno ha dimostrato una maggiore determinazione, quasi una fame maggiore. Magari è una semplice coincidenza, ma nelle serate di Champions la Juventus è sembrata decisamente più concentrata.

Passando al campo, inevitabile osservare anche come la Juve vista in Coppa sia stata una squadra più votata all’attacco rispetto a quella del campionato, quasi più sbilanciata in avanti. Almeno nelle partite contro Malmoe e Zenit, visto che contro il Chelsea i bianconeri avevano vinto con quell’ormai quasi mitologico “corto muso”. In ogni caso, nelle altre partite del girone l’approccio più offensivo è stato decisamente più evidente.

E, infine, potrebbe aver avuto il suo peso anche un aspetto relativo agli avversari. La Juve, in campionato, ha trovato grandi difficoltà con squadre che l’hanno aggredita dall’inizio sul piano del pressing, facendo fatica a impostare la manovra e soffrendo l’intensità, forse conoscendo meglio i punti deboli dei bianconeri. In Europa, finora, le avversarie sembrano aver lasciato più spazio alla squadra di Allegri, che ha così potuto giocare forse in maniera più attinente al proprio piano partita.

La sfida, ora, sarà quella di provare a spostare quanto di buono fatto vedere fin qui in Europa anche in campionato, per provare a risalire, un gradino alla volta, la classifica.

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