Perchè il Senegal potrebbe essere la sorpresa di questi Mondiali Perchè il Senegal potrebbe essere la sorpresa di questi Mondiali
Il gruppo H è forse uno dei più incerti di questo Mondiale: Colombia, Polonia, Senegal e Giappone non sono corazzate ma sono squadre che... Perchè il Senegal potrebbe essere la sorpresa di questi Mondiali

Il gruppo H è forse uno dei più incerti di questo Mondiale: Colombia, Polonia, Senegal e Giappone non sono corazzate ma sono squadre che potrebbero tutte ambire al passaggio del turno nella fase a gironi.

Sicuramente le prime tre, Colombia, Polonia e Senegal, hanno qualcosa in più del Giappone, che comunque darà del filo da torcere a tutte. In molti tra gli addetti ai lavori hanno indicato nelle 3 squadre sopra menzionate le possibili sorprese di questo Mondiale: in particolare il Senegal ha ricevuto tantissimi apprezzamenti, ed è opinione comune che possa fare strada nel torneo.

Quanta? Secondo Josè Mourinho, non proprio un pirla per dirlo alla sua maniera, il Senegal passerà la fase a gironi ma c’è chi non ritiene utopistico il fatto che possa addirittura eguagliare, se non superare, il record storico ottenuto ai Mondiali di Corea e Giappone, quando alla guida del Senegal c’era il francese Bruno Metsu e la squadra arrivò fino ai quarti di finale.


Bruno Metsu oggi non c’è più, perchè un tumore al colon se l’è portato via 5 anni fa, ma lo spirito di quella squadra sembra poter rivivere nei ragazzi di Aliou Cissè, ex difensore proprio di quel Senegal che tanto bene aveva fatto nei Mondiali asiatici nonchè allenatore più giovane della manifestazione.

Cissè è in carica dal 2015 ed è riuscito a riportare la Nazionale ai Mondiali dopo 16 anni, perchè dopo quell’exploit il Senegal non solo non è riuscito a ripetersi ma aveva anche fallito la qualificazione alle tre edizioni successive.

Le carte in regola per fare bene ci sono tutte e ora proviamo ad indicarvi i motivi per cui, a nostro avviso, potrebbero essere la rivelazione di questo torneo.

Iniziamo col dire che tutti o quasi i principali giocatori del Senegal militano nei più importanti campionati europei, fatto che sicuramente li rende molto preparati da un punto di vista tattico, cosa non scontata per questo tipo di squadre, spesso ricche di talento ma molto anarchiche.

L’allenatore Cissè, a tal proposito, ha subito anche qualche critica proprio per il suo modo di giocare molto attento, focalizzato sulla fase difensiva piuttosto che sull’enorme quantità di talento a disposizione nel reparto offensivo.

Se questo, a prima vista, sembrerebbe un punto a sfavore per il Senegal in realtà potrebbe essere la vera chiave di volta per i successi dei Leoni della Teranga: puntare sulla solidità difensiva, derivante in gran parte dalla presenza del colosso del Napoli Kalidou Koulibaly, garantisce ai ragazzi di Cissè di mantenersi sempre in partita e sfruttare le invenzioni degli attaccanti, a cui bastano poche ripartenze per essere letali.

Nel corso delle qualificazioni, inoltre, sono stati provati diversi schieramenti tattici, sia con difesa a tre che a quattro, anche se la maggior duttilità disponibile è sicuramente nel reparto avanzato.

Cissè ha tantissimi giocatori in grado di ricoprire più ruoli dietro alla prima punta, che dovrebbe essere una tra Sakho e Sow; oltre a Sadio Manè del Liverpool, la stella della squadra insieme a Koulibaly, troviamo l’ex laziale Keita Balde, Niang del Torino, Ismaila Sarr, ventenne del Rennes su cui hanno già messo gli occhi i più importanti club a livello mondiale, Konatè e Diouf.

L’equilibrio in mezzo al campo è garantito da Idrissa Gueye, centrocampista dell’Everton sicuro del posto da titolare, e da uno tra Ndiaye e Kouyaté, con il primo che appare leggermente favorito sul secondo.

Il punto debole potrebbe essere il portiere, Aboulaye Diallo, che nel suo club, il Rennes, è a tutti gli effetti una riserva mentre in Nazionale è il titolare del ruolo. Dietro di lui c’è comunque pronto anche Alfred Gomis, portiere che conosciamo molto bene e autore di una buonissima stagione nella Spal.

L’ossatura della squadra, come vedete, è molto solida e l’incredibile quantità di talento davanti potrebbe fare la differenza nella partite equilibrate, come spesso sono quelle dei Mondiali.

Con il Koulibaly in versione extraterrestre apprezzato a Napoli, con la differenza che qua dovrà mettere il triplo delle pezze, visti i compagni di reparto non proprio irreprensibili, questa squadra potrebbe fare molta strada.

Fino ad ora il record di una Nazionale africana ad un Mondiale è rappresentato dai quarti di finale, raggiunti dal Camerun di Roger Milla nel 1990, dal Ghana nel 2010 e, come detto, proprio dal Senegal nel 2002. Che sia la volta buona per infrangere questo record? Noi ci crediamo.

Paolo Vigo
Twitter: @Pagolo

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