Képler Laveran Lima Ferreira, in arte Pepe Képler Laveran Lima Ferreira, in arte Pepe
Képler Laveran Lima Ferreira, in arte Pepe. Solo il nome, a leggerlo per intero, incute timore. Pepe nasce in Brasile ,dove muove anche i... Képler Laveran Lima Ferreira, in arte Pepe

Képler Laveran Lima Ferreira, in arte Pepe. Solo il nome, a leggerlo per intero, incute timore.
Pepe nasce in Brasile ,dove muove anche i primi passi calcisticamente parlando, ma si trasferisce in Portogallo che diventerà presto la sua patria in fatto di nazionale .
Non ha il classico tocco del trequartista brasiliano e questo, fidatevi, lo capiscono fin da subito anche i suoi allenatori. Possiede però altri attributi, che spesso difettano ai campioni verdeoro, attributi che lui chiamerebbe huevos.
Dal Maritimo si trasferisce al Porto, dove comincia a mettersi in mostra fino ad attirare su di sé le attenzioni dei più grandi club europei, per approdare poi definitivamente ai Blancos.

pepecucito
Normalmente per ricoprire al meglio il ruolo di Pepe servono lucidità, precisione negli interventi, capacità di autocontrollo per capire quando intervenire o quando invece è meglio temporeggiare. No ,siamo spiacenti, vale per tutti ma non per lui. Niente di tutto questo appartiene a quello che noi amiamo affettuosamente chiamare “Psycho Pepe”,che fa dell’istinto, della forza fisica, della spontaneità il proprio credo. Quel credo che spesso lo porta a strafare e a compiere gesti che lo rendono uno dei giocatori più odiati da parte degli avversari.
Esempi ? Finchè si fa notte.
Siamo nei minuti finali di un combattuto Real Madrid-Getafe, punteggio inchiodato sulla parità: il capitano della squadra ospite ,Casquero, si involta verso la porta di Casillas rincorso di gran foga da Pepe, il quale lo raggiunge e lo sbilancia fino a provocare il fallo da rigore.
Da qui in poi è storia, ben documentata, in cui la follia si mescola alla rabbia più cieca ed incontrollata. Siamo del parere che quando si usa l’espressione “gli si chiude la vena” dovrebbero mandare in mondovisione le immagini dei calcioni rifilati da Pepe al malcapitato Casquero.

pepecas

Come non citare ancora tutti i Clasicos in cui il nostro beniamino ha dato il meglio di sè? Vittima designata, sacrificale oseremmo dire, Leo Messi. Troppo tecnico e scattante l’argentino. Troppo con l’espressione da bravo ragazzo che i tipi come Pepe non possono sopportare. E infatti spesso finisce male. Messi, è vero, può anche segnare, come effettivamente spesso accade, ma per le settimane successive alla Partita la presenza di Pepe lo accompagnerà attraverso i segni dei tacchetti su tibia, polpacci, schiena e fianchi.

Ma una cosa dev’esser chiara a tutti, non si gioca nel Real Madrid per caso sotto la guida di tecnici come Mourinho o Ancelotti. La capacità di gettare il cuore oltre l’ostacolo, le qualità fisiche abbinate alla cattiveria agonistica, il tempismo nel farsi trovare anche nell’area di rigore avversaria sono tutte caratteristiche che lo rendono uno di quei giocatori che quando indossano la tua maglia è speciale.
Altrimenti per quale dannato motivo una metà di Madrid sta versando lacrime amare per la sua assenza nella finale di Champions?

Paolo Vigo
twitter: @Pagolo

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