Paulo Fonseca, l’uomo giusto per la Roma? Paulo Fonseca, l’uomo giusto per la Roma?
Il futuro della panchina della Roma, in questi giorni, è ancora molto nebuloso, anche se sembra che la tormenta sia destinata presto a diradarsi,... Paulo Fonseca, l’uomo giusto per la Roma?

Il futuro della panchina della Roma, in questi giorni, è ancora molto nebuloso, anche se sembra che la tormenta sia destinata presto a diradarsi, con un uomo all’orizzonte, pronto a salire in sella per far ripartire il viaggio giallorosso.

Sono stati tanti i nomi accostati alla Roma per il prossimo anno, ma in realtà la faccenda è molto più complicata del previsto, perché in questo momento la panchina giallorossa è davvero un posto molto delicato sul qual sedersi: una piazza in fermento dopo l’addio di De Rossi, un popolo pronto ad andare in guerra contro la sua dirigenza, un progetto lasciato a metà che anche dal punto di vista tecnico rischia di trasformarsi in una trappola mortale.

Insomma, anche per questo molti allenatori italiani, da Gasperini a Gattuso, da Conte a De Zerbi, hanno preferito tenersi lontani. In questo momento sedersi sulla panchina della Roma, per loro, è un rischio.

Proprio per questo motivo, toccherà ad un allenatore diverso dagli altri l’impresa di mettersi al comando della nuova Roma. Arriverà un uomo da lontano, qualcuno estraneo al calcio italiano e all’ambiente romano che possa guardare la situazione con occhio critico e con il giusto distacco, un po’ come successe quando a Roma arrivò Rudi Garcia.

E l’uomo giusto per questa piccola rivoluzione sembra proprio Paulo Fonseca, che potrebbe liberarsi dallo Shakhtar Donetsk e arrivare in Italia.

46 anni, portoghese, un passato da difensore, Paulo Fonseca si è fatto notare per le ultime stagioni sulla panchina degli ucraini, dove ha conquistato tre titoli consecutivi dal 2016 al 2019, e dove si è fatto rispettare anche in Champions League, incrociando il Napoli (eliminato nel girone insieme al City) e la stessa Roma, agli ottavi dello scorso anno.

Fonseca ha cominciato ad allenare presto, a 32 anni, e prima di arrivare in Ucraina ha cominciato dalla gavetta in patria, prima di approdare al Porto, nel 2013, in quello che finora è il suo primo insuccesso in panchina. Fonseca, però, è stato anche capace di vincere una Coppa di Portogallo con il Braga, impresa non semplice lì dove le grandi storiche comandano il panorama calcistico senza troppi problemi.

Paulo Fonseca gioca un calcio che può essere definito identitario. Si ispira a Guardiola, ma le sue squadre hanno un’anima e un’impronta tattica ben precisa. Il suo è un calcio organizzato, basato sul controllo del possesso palla e sulla costruzione dal basso. Il modulo di base è un 4-2-3-1 molto fluido, in cui l’organizzazione e il gioco contano molto più dei singoli: la filosofia, prima di tutto.

Un aspetto, questo, che attira molto la Roma, che vorrebbe provare a risollevarsi puntando sui giovani e su un progetto di gioco preciso, che possa sopperire la mancanza di veri top player. Insomma, fa strano dirlo, ma il modello è l’Atalanta.

Il calcio di Fonseca, per rendere al meglio, ha bisogno di ritmi alti e di una condizione atletica ottimale. E questo potrebbe essere un problema, per la Roma, in una stagione che dovrà partire a luglio, dai preliminari di Europa League. Inoltre, le sue squadre non sempre hanno dimostrato una tenuta difensiva impeccabile, un particolare che in Italia potrebbe essere più pericoloso del solito. Questi, in sintesi, i dubbi legati al progetto Fonseca.

Lui, parlando del suo gioco, è sempre stato molto chiaro: “Non mi piace vincere e basta. Mi piace vincere giocando un bel calcio, dominando il gioco”.

Un’idea affascinante, ovviamente condivisibile. Che rischia però facilmente di diventare sterile utopia. Al momento Fonseca è il candidato ideale e quello in pole position per la panchina della Roma. I prossimi giorni ci diranno di più, e se davvero dovesse arrivare in Italia, la scommessa sarebbe sicuramente intrigante.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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