Paulinho-Casemiro, la diga verdeoro Paulinho-Casemiro, la diga verdeoro
Nel giorno in cui la Germania ha salutato la compagnia mondiale in anticipo, in Brasile hanno festeggiato l’ennesima qualificazione alla fase ad eliminazione diretta,... Paulinho-Casemiro, la diga verdeoro

Nel giorno in cui la Germania ha salutato la compagnia mondiale in anticipo, in Brasile hanno festeggiato l’ennesima qualificazione alla fase ad eliminazione diretta, vincendo ancora una volta un raggruppamento che, stavolta, si è rivelato più complicato di quanto potesse sembrare.

La nazionale di Tite, però, alla prova dei fatti risulta ampiamente tra le promosse: l’unico passo falso è stato quello contro la Svizzera all’esordio, mentre la vittoria contro il Costa Rica, seppur arrivata solo all’ultimo minuto, è servita per mostrare il carattere di una squadra che, durante quella partita, avrebbe potuto rischiare il tracollo più di qualche volta.

Se non è successo, probabilmente un motivo c’è.

Perché, a differenza di tante altre edizioni della Seleção, stavolta sembra esserci qualcosa di diverso. In mezzo al campo, nello specifico.

Se Coutinho, Neymar e Willian – e le loro riserve – possono permettersi di spingere come degli ossessi, se Gabriel Jesus può permettersi di aspettare il pallone giusto per tutta la partita, se i due terzini possono salire fino all’altezza dell’area di rigore avversaria, è perché sanno di avere le spalle coperte.

Qualche metro dietro, infatti, ci sono due ragazzi che si sono presi l’ingrato compito di mantenere sulle loro spalle la nazionale brasiliana, e a quanto pare ci stanno riuscendo per davvero, con prestazioni monumentali: Casemiro e Paulinho, due brasiliani che, però, di brasiliano sembrano avere poco.

Corrono per quattro, recuperano palloni come se avessero una calamita addosso, ringhiano, vanno a disturbare la manovra avversaria, e, se necessario, segnano pure. Come successo ieri a Paulinho, che ha aperto le marcature contro la Serbia, mettendo in discesa un match che poteva anche complicarsi parecchio.

La heatmap di Casemiro contro la Serbia: un uomo ovunque.

Il calcio – come la vita del resto – si regge su fragili e complicati equilibri. E poter contare su due equilibratori come Casemiro e Paulinho può fare tutta la differenza del mondo. Anche se non tutti sono pronti a mettere la mano sul fuoco per te, anche se, come nel caso di Paulinho, sei stato costretto ad andare fino in Cina per espiare i tuoi peccati, per poi tornare da trionfatore e rinascere a Barcellona.

Più di qualche volta, nella sua storia, il Brasile ha pagato un eccesso di superbia, una sorta di hybris che ha portato la squadra a credersi invincibile, come se il talento potesse bastare per portarsi a casa i trofei.

🇧🇷⚽️ #Sara

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Chissà, potrebbe ancora essere così. Lo si può vedere, di tanto in tanto, nelle giocate che prova Neymar, a volte talmente eccessive da sembrare quasi una parodia. Ma se il numero 10 verdeoro può permettersi cose del genere, è perché sa che alle sue spalle c’è una diga pronta a mettere una pezza, in qualunque caso, a qualunque costo.

Perché Paulinho e Casemiro si sono presi il compito di portarsi il Brasile sulle spalle, fino alla fine, e questo compito l’hanno preso maledettamente sul serio: perché quelli come loro non sanno fare che così.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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