Parma-Juventus: il cuore sopra ogni cosa Parma-Juventus: il cuore sopra ogni cosa
Le vie del Pallone sono infinite, quelle del Cuore di più. Perchè non c’è altra spiegazione, se non quella che chiama in causa il... Parma-Juventus: il cuore sopra ogni cosa

Le vie del Pallone sono infinite, quelle del Cuore di più. Perchè non c’è altra spiegazione, se non quella che chiama in causa il miocardio, per dare un senso a quello che è successo allo stadio Tardini di Parma ieri pomeriggio. Perchè solo credendo alla teoria del Cuore applicata al Pallone si può dare un senso al risultato che ieri ha fatto il giro del Mondo. Parma 1 Juventus 0. Il Parma già retrocesso, fallito e Dio solo sa cosa. La Juventus che aspetta solo la compiacenza della signora matematica per festeggiare il quarto scudetto consecutivo, in finale di Coppa Italia e tra le migliori otto d’Europa. Già, se non si tira fuori il cuore, questo risultato non si può proprio spiegare.

Va bene, quello che volete, prendiamo in causa tutte le attenuanti del caso. Una Juventus imbottita di riserve, con la testa al Monaco, stanca per la vittoriosa impresa di Firenze. Un Parma che non ha niente da perdere, anzi, che ha già perso tutto, e che scende sul rettangolo di gioco solo per onorare la sua storia e per salvare il suo futuro, anche se nessuno sa ancora cosa succederà. Alle 17.59, la partita sembrava solamente una formalità. Il Parma in campo con sulla maglia uno sponsor particolare, la trattoria di Roberto Donadoni, il suo allenatore. Già, Roberto Donadoni, un uomo che sta dimostrando al mondo cosa vuol dire amare il calcio, dedicarsi alla causa. Un allenatore che molto probabilmente non avrebbe faticato a trovare un ingaggio altrove, a metà stagione, quando la barca era bella che affondata, e che invece ha deciso di metterci la faccia. Senza stipendio, solo per la gente di Parma. Solo per la maglia.

Perchè possiamo raccontarci tante storie. Parlare di modelli di business, di finanza creativa, di tribunali, giudici, istanze di fallimento. Ma poi, ogni volta che 22 cristiani si ritrovano su un prato verde, con un pallone a centrocampo e un uomo in nero (o in divisa fluo, diavolo di un calcio moderno) pronto a fischiare l’inizio delle ostilità, in campo ci va il Cuore. Il Cuore che scrive romanzi, disegna favole, inventa storie che la mente umana non può capire razionalmente. Il Cuore di una squadra di ragazzi che stanno portando a termine con dignità una stagione che non ha alcun senso logico, una stagione per cui, probabilmente, in tanti dovranno pagare, prima o poi. Perchè il calcio sarà anche diventato uno schifo, sarà anche diventata una questione di soldi, finanza, business. Ma vedere il sorriso dei ragazzi a fine partita, la loro corsa verso una curva piena, la soddisfazione e l’orgoglio sul viso di Donadoni, fa dimenticare tutto. Vedere il Parma affondare a testa alta ti fa capire che il calcio è e sarà sempre solo una questione di Cuore.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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