I luoghi dell’anima: Panama, una storia Mondiale I luoghi dell’anima: Panama, una storia Mondiale
…“Rooomaaaaaaaan goooooool!”. E così per ventuno volte di seguito, ventuno di numero. “Nos vamos al Mundial” e a seguire la voce spezzata da un... I luoghi dell’anima: Panama, una storia Mondiale

…“Rooomaaaaaaaan goooooool!”.

E così per ventuno volte di seguito, ventuno di numero. “Nos vamos al Mundial” e a seguire la voce spezzata da un pianto a dirotto.

Questo è ciò che accade al telecronista panamense, mentre racconta per la tv pubblica del suo paese, la partita tra Panama e Costa Rica, giocata lo scorso ottobre. Quella non è una gara come tutte le altre. È un match che vale la vita o forse anche qualcosa in più, per un intero popolo: la Repubblica di Panama.

Per capire il senso di tutto ciò, bisogna fare un salto indietro, bisogna riavvolgere il nastro e tornare alla fine del 2013. Allo Stadio Nazionale di Panama è in programma la partita tra Panama e USA. Ultima giornata del girone della zona CONCAF. In palio l’ultimo posto disponibile per poter partecipare ai mondiali di Brasile’14.


In realtà gli statunitensi sono già qualificati, i padroni di casa stanno battagliando a distanza contro il Messico che è impegnato in contemporanea a San Josè, in Costa Rica. Chi vince va a giocarsi lo spareggio contro la terza classificata della zona asiatica.

Al 91’ Panama è avanti due a uno in casa, mentre il Messico sta incredibilmente perdendo due a uno in Costa Rica. Los Canaleros, la Nazionale di Calcio Panamense, si trova così a due minuti di distanza da un sogno.

L’allenatore è Dely Valdes, uno che in Italia, in terra di Sardegna, per la precisione a Cagliari, ricordano tutti con tanto affetto. In quei due minuti accade, come spesso avviene nel calcio, l’imponderabile.

Gli USA senza più nulla da chiedere, già qualificati, segnano due gol, vincendo così tre a due la gara. Il Messico esce comunque sconfitto dal campo di San Josè ma, grazie al punto in più in classifica, ottiene lo stesso il pass per gli spareggi, lasciando così Panama nella disperazione e nell’incredulità più assoluta.

Quella notte per le strade e nelle case di tutta la nazione, sono state versate milioni di lacrime.

La prima storica partecipazione ad un Mondiale è svanita ed in tanti pensano che un’occasione così non ricapiterà mai più. La Repubblica di Panama è una Nazione piccola, incastonata tra Colombia e Costa Rica, meno di quattro milioni di abitanti con un tasso di povertà elevatissimo che fa da contraltare ad un tasso di disoccupazione che è il più basso tra i paesi centro americani.

Il calcio non è neanche lo sport nazionale, in quella parte del mondo la fanno da padrone il Baseball e il Pugilato. Sono passati quattro anni da quella sera del 2013, nel frattempo Dely Valdes si è dimesso e la Nazionale è stata affidata ad un tecnico colombiano di nome: Hernan Dario Gomez.

Il calcio, come metafora della vita, spesso ti regala un’altra opportunità e quest’opportunità si presenta durante le qualificazioni per l’imminente Mondiale di Russia. Los Canaleros si presentano di nuovo all’ultima giornata con la possibilità di qualificarsi.

Le Nazionali in corsa sono tre: Usa, Panama e Honduras. Una va direttamente in Russia, una agli spareggi e l’altra resta a casa. Le partite si giocano in contemporanea. Panama è impegnata in casa contro la già qualificata Costa Rica. Gli americani fanno visita al Trinidad e Tobago già eliminato, mentre l’Honduras riceve il Messico anch’esso qualificato.

Alla fine dei primi 45’ di gioco, la storia sembra ripetersi. I panamensi sono sotto uno a zero, l’Honduras perde due a uno e gli Usa perdono due a zero. Nella ripresa gli honduregni ribaltano la gara e si portano sul tre a due, Christian Pulisic per la nazionale a stelle e strisce accorcia le distanze e Panama sembra ripiombare in un incubo. 

Los Canaleros riescono a pareggiare il match con un gol fantasma visto solo dall’arbitro e da nessun altro al mondo, ma tant’è. Il pareggio però non basta neanche per andare agli spareggi.
Il minuto è l’88 esimo, dal rilancio del portiere la palla viene “spizzata” di testa e sembra poter essere controllata tranquillamente dalla difesa costaricense.

Su quel pallone si avventa Ròman Torres, Capitano della Nazionale di Panama e di mestiere difensore centrale.

Nessuno, proprio nessuno sa perché si trovi lì.

Torres inizia una corsa a perdifiato, che va detto non è la velocità la sua arma principale, anzi.

A soffiare alle sue spalle ci pensano i tre milioni e mezzo di panamensi che permettono al loro capitano di giungere per primo su quel pallone, Torres calcia con tutta la forza che ha in corpo e…
Rooooomaaaaan goooooooooool…

La Nazionale di calcio di Panama si qualifica così per la prima volta nella sua storia ad un Mondiale. Le lacrime di disperazione di quella sera del 2013, sono state sostituite da altre lacrime, ma questa volta di gioia.

Panama ce l’ha fatta e la nazione è in delirio.

Il giorno che segue la partita, viene addirittura proclamata “Festa Nazionale”, per poter permettere proprio a tutti di festeggiare. La squadra che si appresta a partecipare al mondiale è stata inserita nel Girone G, insieme a Belgio, Inghilterra e Tunisia.

Un raggruppamento sulla carta proibitivo, ma potete giurarci, questa squadra non si arrenderà mai senza combattere.

Questi i 23 scelti dal tecnico Gomez:

Portieri: José Calderón (Chorrillo), Jaime Penedo (Dinamo Bucharest), Alex Rodríguez (San Francisco).

Difensori: Felipe Baloy (CSD Municipal), Harold Cummings (San José Earthquakes), Eric Davis (DAC Dunajska Streda), Fidel Escobar (New York Red Bulls), Adolfo Machado (Houston Dynamo), Michael Murillo (New York Red Bulls), Luis Ovalle (CD Olimpia), Román Torres (Seattle Sounders SC).

Centrocampisti: Édgar Bárcenas (Cafetaleros de Tapachula), Armando Cooper (Club Universidad de Chile), Aníbal Godoy (San José Earthquakes), Luis Rodríguez (KAA Gent), Gabriel Gómez (Bucaramanga), Valentín Pimentel (Plaza Amador), Alberto Quintero (Universitario de Lima).

Attaccanti: Abdiel Arroyo (LD Alajuelense), Ismael Díaz (Deportivo), Blas Pérez (CSD Municipal), Luis Tejada (Sports Boys), Gabriel Torres (CD Huachipato).

Non ci sono campioni o nomi altisonanti in squadra.

Questi ragazzi porteranno in campo solo la voglia, l’onore, l’orgoglio e i colori della loro terra. Ventitré guerrieri che hanno scritto una storia che ti entra dentro.

Perché Panama non è una nazione, è un luogo dell’anima.

Raffaello Lapadula
twitter: @RafLapo