Il pagellone di fine anno della Serie A Il pagellone di fine anno della Serie A
Fine anno, tempo di bilanci. Anche per una Serie A che va in pausa e che rivedremo solamente nel 2017. Prima di concludere l’anno,... Il pagellone di fine anno della Serie A

Fine anno, tempo di bilanci. Anche per una Serie A che va in pausa e che rivedremo solamente nel 2017. Prima di concludere l’anno, allora, abbiamo pensato di analizzare questa prima parte di campionato, che si avvicina ormai al giro di boa del girone di andata, e di dare i voti alle 20 squadre della nostra Serie A, in questo pagellone di fine anno.

Ovviamente, i voti sono stati dati non solamente in base alla classifica, ma anche e soprattutto in base al valore della rosa, alle aspettative e a quanto fatto vedere in campo relativamente al proprio potenziale. Questo è il nostro pagellone di fine anno della Serie A: buona lettura.

ATALANTA 8,5

C’è stato un momento, poco tempo fa, in cui la banda di Gasperini si è giocata lo scontro al vertice contro la Juventus, in cui poi è uscita sconfitta piuttosto nettamente, che solo a pensarci ad inizio anno ti prendevano giustamente per pazzo.

Solo questo basterebbe per descrivere quanto epica sia stata, per il momento, la cavalcata della Dea in questo primo scorcio di campionato.
Ma c’è molto di più: i risultati sorprendenti ottenuti dai nerazzurri sono arrivati non grazie ad un calcio speculativo, di cui giocoforza spesso si avvalgono le squadre provinciali, bensì a coronamento di un gioco sempre propositivo e molto votato all’attacco.

L’Atalanta è riuscita a mettere in mostra giocatori giovani, molti dei quali italiani, di cui sicuramente sentiremo parlare in futuro: su Caldara ha già messo le mani la Juventus, su Gagliardini c’è l’interesse delle milanesi mentre su Kessiè, gioiellino della Costa d’Avorio, si è scatenata una vera e propria asta con squadra anche della Premier League.

Gian Piero Gasperini, artefice di questo, che fino ad ora possiamo definire capolavoro, ha svolto un compito praticamente perfetto, i cui risultati scintillanti sono sotto agli occhi di tutti.
Secondo il nostro giudizio, in relazione soprattutto a quelle che erano le premesse, all’Atalanta spetta il voto più alto della prima parte di campionato.

BOLOGNA 5

L’estate rossoblù è stata abbastanza travagliata, con il caso Diawara a tenere banco, le cessioni di Brienza e Giaccherini e la ricerca di qualcuno che potesse sostituire, o affiancare Mattia Destro.
In più aggiungiamoci il caso Mirante, fermato per buona parte di inizio stagione per il mancato conseguimento dell’idoneità sportiva e abbiamo già un quadro abbastanza completo del caos che regnava dalle parti del Dall’Ara.

Diawara è stato sostituito da una serie di giocatori, alcuni dei quali utili (Nagy) altri molto meno, che sono andati ad intasare un centrocampo che appare mal assortito e sotto molti aspetti, inadeguato.

La ricerca del vice Destro, rifiutandoci di considerare Simone Verdi tale, non ha dato i frutti sperati così, una volta appiedato per infortunio l’attaccante, sono cominciati i dolori.
Simone Verdi che, peraltro, era stato una sorpresa lietissima della prima parte di stagione, salvo poi essere costretto ai box per un lungo infortunio.

Il solo Krejci, tra i più positivi ma anch’esso in calo dopo un avvio sorprendente, non è bastato a rendere dignitosa questa prima metà di stagione, davvero da dimenticare per i felsinei.
Gastaldello , gravemente insufficiente, è compensato solo in parte da un immenso Mimmo Maietta, costretto ogni domenica agli straordinari, con un fisico che ormai fatica a sostenerlo.

Perplessità anche sull’eccessivo utilizzo di Torosidis, con Krafth e Masina che ci sembrano invece i due su cui puntare per il presente e, soprattuto, futuro.
Se non ci fossero squadre così disastrate nelle retrovie, il Bologna visto fino a questo momento rischierebbe parecchio.




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