La partita tra Sassuolo e Bologna, domenica, ha percorso per 89 minuti, i binari della noia, lasciando credere a tutti che le due squadre...

La partita tra Sassuolo e Bologna, domenica, ha percorso per 89 minuti, i binari della noia, lasciando credere a tutti che le due squadre avrebbero chiuso il derby emiliano sullo zero a zero.

Poi, all’improvviso, dopo l’errore da cerchietto blu di Rodrigo Palacio, nell’area piccola neroverde si è materializzato Orji Okwonkwo, che Roberto Donadoni aveva mandato in campo da nemmeno cinque minuti.

Il numero 30 rossoblu si è avventato sul pallone, facendosi trovare pronto per la deviazione in porta, e ha regalato tre punti fondamentali alla sua squadra e ai suoi tifosi.

Significativa, poi, la corsa ad abbracciare i tifosi del Bologna in trasferta: la gioia pura e semplice di un ragazzo di 19 anni che fa la cosa più bella del mondo, per lui.

Orji Okwonkwo è solo una delle tante soluzioni offensive a disposizione di Donadoni, che in queste ultime giornate sembra aver deciso di sperimentare un po’ di tutto; con Mattia Destro a riposo, un po’ per una forma non proprio abbagliante, un po’ per qualche acciacco fisico, in attacco si sono alternati Rodrigo Palacio, che però spesso va in affanno per via del fiato, Bruno Petkovic, e ovviamente tutti i vari esterni di qualità della squadra rossoblu, dal talentuosissimo Verdi al figlio d’arte Di Francesco.

Ma, per vincere la partita di Reggio Emilia, Donadoni ha avuto bisogno dell’ultima freccia del suo arco, quella venuta da più lontano. Orji Okwonkwo, fin qui, è stato un po’ un oggetto misterioso. Eppure, tra gli addetti ai lavori, il nome di Orji non era proprio sconosciuto.

Di lui, infatti, si parlava bene già da qualche anno. Più nello specifico, dal 2015, quando ai Mondiali under 17, con la maglia della Nigeria, segnò questo gol strepitoso.

Il classe 1998 nigeriano è arrivato a Bologna nell’estate del 2016, ed immediatamente aggregato alla rosa della Primavera, dove, con la sua velocità, la sua esplosività e il suo fisico si è immediatamente imposto come prospetto interessante, attirando anche Donadoni che lo ha voluto con sé in prima squadra.

Il suo ruolo naturale è quello di esterno d’attacco, dove, da destra o da sinistra, può attaccare gli spazi e partire in progressione. Da sinistra, poi, riesce anche ad accentrarsi per liberare il destro, che in più di qualche occasione si è rivelato mortifero.

Di sicuro, deve crescere ancora molto prima di diventare, con continuità, protagonista in Serie A. Ma sbloccarsi è stato importante, una tappa fondamentale per la sua carriera tra i grandi, e forse Bologna è una delle piazze in cui questo ragazzo potrà esprimersi al meglio, senza fretta e senza troppe pressioni.

Un po’ come è già successo a Diawara, ora partito verso le spiagge della Champions League con la maglia del Napoli, e come forse succederà a Donsah, sempre più a suo agio in mezzo al campo.

Orji Okwonkwo, da oggi, sa di poter dare un’altra possibilità di scelta a Donadoni, che punterà ancora su di lui per svoltare partite bloccate o complicate. Per poter correre, felice, verso i suoi tifosi, come domenica a Reggio Emilia.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro