Il nuovo inizio di Salih Uçan Il nuovo inizio di Salih Uçan
Una canzone italiana di uno dei più famosi cantanti del nostro Paese, recita: “certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”.... Il nuovo inizio di Salih Uçan

Una canzone italiana di uno dei più famosi cantanti del nostro Paese, recita: “certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”.

Ecco, queste parole scritte da Antonello Venditti chissà per chi un giorno di tanti anni, potrebbero calzare a pennello se si pensa ad un giovane turco di nome Salih Uçan. La sua storia, il suo talento e le sue giocate formano un mix che da sempre ci fa letteralmente perdere la testa per un giocatore.

Salih nasce in una città della Turchia del sud, precisamente a Marmaris. Un posto di confine, di gente che passa e che va lontano alla ricerca dei propri sogni. Uçan, legatissimo alle sue origini, gioca con la maglia numero 48, sigla automobilistica della sua città natale. Muove i primi passi da calciatore tra le fila del Bucaspor per poi passare al Fenerbahce, uno dei club più vincenti e più gloriosi del calcio Ottomano. Non ancora maggiorenne debutta in Europa e contemporaneamente arrivano le prime convocazioni in Nazionale. Salih Uçan sembra avere cucite addosso le stimmate del predestinato e del campione.

Il suo nome inizia a girare e finisce sui taccuini di tutti i talent scout del Vecchio Continente, finchè nell’estate del 2014 l’allora DS della Roma Walter Sabatini lo porta in Italia, per vestire la casacca giallorossa. Uçan sbarca all’ombra del Cupolone portandosi dietro un’enorme quantità di speranze e promesse. Il giorno della sua presentazione afferma: “il mio nome in italiano significa ‘colui che vola’. Spero di farlo anch’io”.

Il turco inizia a lavorare agli ordini di Rudi Garcia, all’epoca allenatore della Roma. Diventa immediatamente un giocatore iconico, per la sua capigliatura, con quei riccioli che affollano la sua testa, sia per la sua tecnica che appare essere scintillante. Il ragazzo ha vent’anni e con i giallorossi non riuscirà mai a dimostrare il suo valore. Il tecnico transalpino lo impiega con il contagocce, quando poi il timone passerà nelle mani di Luciano Spalletti, Salih Uçan finisce definitivamente ai margini della rosa capitolina.

La sua esperienza giallorossa termina con appena sette presenze all’attivo e un assist fornito a De Rossi, il giorno del suo esordio da titolare, nella vittoriosa trasferta della Roma sul campo del Cesena.

Salih Uçan delude, è vero. Sembra quasi essere un giocatore fuori dal tempo. Bello da vedere ma tremendamente inefficace, fuori ritmo, in un calcio, quello moderno che fa dell’intensità una delle sue maggiori prerogative. Uçan no, lui si specchia nella sfavillante bellezza dei suoi vent’anni, ma poi finisce là, non cambia mai marcia ad un motore che sembra andare sempre alla stessa andatura compassata.

Il turco torna in Patria dopo che nei due anni romani non ha imparato una parola di italiano. Per salutare la Roma si affida ad un messaggio su Instagram nel quale spiega in poche parole di aver provato a meritarsi l’affetto e l’amore della gente, ma di non esserci praticamente riuscito. Una cosa insolita per un calciatore, quasi un’ammissione di colpa, quasi a voler certificare un fallimento personale prima che sportivo.

Ad aspettarlo in Turchia c’è ancora il Fenerbahce, ma anche lì le cose non vanno come dovrebbero. Il calcio moderno sembra proprio non poter sopportare e supportare uno come Salih Uçan, che è costretto di nuovo a fare le valigie e a partire, questa volta per la Svizzera dove ad attenderlo c’è il Sion allenato dal tecnico italiano Paolo Tramezzani. Ma anche in terra elvetica, la bocciatura risulta pesante.

Fino a quest’estate, fin quando il neo promosso Empoli di Aurelio Andreazzoli non decide di metterlo sotto contratto e di dargli un’altra chance. Salih Uçan fa così ritorno in Italia, quasi tra l’indifferenza generale. Ha soli ventiquattro anni e la sua carriera sembra già essere al capolinea. Ad Empoli si porta dietro un problema fisico, nelle prime otto giornate non vede mai il campo, siede stabilmente in panchina.

È il 21’ della ripresa di Frosinone-Empoli, i ciociari sono in vantaggio per tre a due. Andreazzoli decide di mandare in campo quel ragazzo che una volta aveva la testa piena di riccioli e una marea di sogni e speranze, oggi invece si presenta quasi completamente rasato. Salih Uçan entra sul terreno di gioco del Benito Stirpe, un paio di giocate di classe e poi all’improvviso la luce che si riaccende o forse si accende proprio per la prima volta. Dagli sviluppi di un calcio d’angolo per i toscani la palla arriva al limite dell’area di rigore, il turco si coordina in una frazione di secondo e con uno splendido tiro al volo fa secco Sportiello. Gol di strabiliante bellezza che vale il definitivo pareggio per i suoi. Prima partita stagionale e prima rete in assoluto nel massimo Campionato italiano.

Salih Uçan all’improvviso sembra essere riapparso dal nulla, in un nuvoloso pomeriggio ciociaro. Sembra essersi ripreso il suo tempo, sembra aver trovato un senso alla grazia delle sue giocate. Ora solo il proseguo della stagione ci potrà dire se si tratta effettivamente di un passo decisivo verso un calcio giocato ad alti livelli.

Intanto noi ci godiamo l’amore che è tornato come le parole di quella vecchia canzone. Forza Salih, avrai sempre un posto speciale nel nostro cuore.

Raffaello Lapadula
twitter: @RafLapo