Siamo nostalgici, lo ammettiamo: erano belli i tempi in cui le maglie andavano dall’uno all’undici, e magari non c’era nemmeno il nome sopra. Ma...

Siamo nostalgici, lo ammettiamo: erano belli i tempi in cui le maglie andavano dall’uno all’undici, e magari non c’era nemmeno il nome sopra. Ma sappiamo apprezzare il cambiamento dei tempi, e gli eroi che lo interpretano a loro modo. Da quando sono stati liberalizzati i numeri sulle divise, se ne sono viste di tutti i colori. Tra numeri strani, addizioni, stravaganze varie ed eventuali, ci sono stati giocatori che sono passati alla storia quasi più per il loro numero che per le loro gesta in campo.

Ecco dunque una piccola collezione dei 10 numeri di maglia più strani della storia del calcio. O almeno di quelli che ci ricordiamo.

10. Salvatore Soviero

Sono molti i portieri che hanno giocato sulla schiena con numeri particolari. E qualcuno lo ritroveremo anche più in alto in classifica. Potremmo citare il 2 di Viviano, il 5 (e anche il 7) di Luca Bucci. Ma non ce la sentivamo di fare un torto a Sasà Soviero e al suo numero 8 indossato nella stagione 2006-07 a Crotone.

9. Bixente Lizarazu

Il terzino francese (ma di chiare origini basche) nel 2005 fa ritorno al Bayern Monaco. E lo fa scegliendo il numero 69. Purtroppo, niente di sconcio e nessuna allusione a pratiche erotiche. Solamente un riferimento al suo anno di nascita…

8. Hakan Sukur

Non è colpa nostra se sono passati tutti dall’Inter, ragazzi. Quando il bomber turco arriva all’Inter, trovando l’attacco abbastanza affollato, e dunque tutti i numeri presi, sceglie di farsi dare un numero piuttosto strano: il 54. Perchè? Era la targa della sua città di origine, Sakarya…

7. Nicklas Bendtner

Sua maestà, il Lord, non è mai stato un individuo come tutti gli altri. E, allo stesso modo, il numero che porta sulla schiena non è mai banale. Al Wolsfburg lo abbiamo visto portare con grazia e leggiadria il numero 3, senza motivo alcuno. Qualche anno fa, all’Arsenal, era il 52. Lui dice che è un numero speciale, noi crediamo che sia perchè gli piaccia molto il B52…

6. Mohamed Kallon

L’attaccante della Sierra Leone, che in Italia ha girato parecchie squadre, si fece notare nella sua avventura all’Inter scegliendo, dal nulla, il numero 3, in un periodo in cui i numeri bizzarri non erano ancora così diffusi. Un’emozione ogni volta che scendeva in campo, vedere quel furetto con il numero da terzino. In carriera, tra l’altro, ha indossato anche il numero 2, confermandosi idolo di grandissimo livello.

5. Fabio Gatti

Giocare nel Perugia di Gaucci con il proprio numero preferito, con tutto l’affollamento di giocatori di ogni parte del mondo che c’era, non doveva essere semplice. Ma poi, chi ha una marcia in più, riesce a distinguersi sempre. Così, il centrocampista Fabio Gatti scelse il numer0 44, richiamandosi alla famosissima canzone dello zecchino d’oro. In fila per sei, col reso di due.

4. Marco Fortin

Uno dei campioni indiscussi della disciplina: il portiere ex Treviso, Siena, Cagliari e Vicenza, scelse di indossare il numero 14 sulle sue maglie. Il motivo? Come si dice quattordici in inglese? Eroe.

3. Ivan Zamorano

Se, quando arrivi a Milano, in attacco ci sono Ronaldo e Roberto Baggio, non è che ci sia tutta questa possibilità per sceglierti il numero di maglia. E se hai sempre indossato il nove, non è che puoi andare dal Fenomeno a chiedere se te lo lascia. Ma Ivan “Bam Bam” Zamorano non si perde d’animo e si inventa un gran colpo da signore: prende il 18, e fa inserire un piccolo  segno + tra le due cifre. Uno più otto, nove: eccolo servito il numero preferito.

2. Hicham Zerouali

Il calciatore marocchino ( scomparso nel 2004 ) non ebbe una carriera luminosissima. Ma, al suo arrivo in Scozia, con la maglia dell’Aberdeen, decise di diventare un eroe moderno. Richiamandosi probabilmente al suo cognome, scelse infatti il numero 0. Ma, siccome il calcio non è la NBA, entro pochissimo tempo la Federazione scozzese, che forse non si era mai trovata a fare i conti con qualcosa di simile, decide di togliere la possibilità di utilizzare quel numero. La magata, comunque, rimane.

1. Cristiano Lupatelli

Zero capelli, basette lunghissime, numero 10 sulle spalle. Cristiano Lupatelli non era esattamente il vostro portiere standard. Uno degli artefici del miracolo del Chievo, poi salito agli onori della cronaca per questa scelta fantasiosa del numero. Lui dice che non c’era nessun intento filosofico, solo una scommessa (ipotizziamo vinta, a questo punto) con gli amici.