Notte da sogno al Monumental Notte da sogno al Monumental
Ci deve essere qualcosa di magico, tra quelle mura e quel prato. Soprattutto in quelle notti in cui dal cielo viene giù il diluvio.... Notte da sogno al Monumental

Ci deve essere qualcosa di magico, tra quelle mura e quel prato. Soprattutto in quelle notti in cui dal cielo viene giù il diluvio.

Nella notte del 10 ottobre 2009 Martin Palermo, con un gol all’ultimo respiro sconfisse il fantasma peruviano, e mandò ai Mondiali l’Argentina. Quell’Argentina che a breve, in un altro glorioso stadio di Buenos Aires, la Bombonera, si giocherà un altro Mondiale, ancora contro il Perù.

Ma stavamo parlando del Monumental, e stavamo parlando di notti in cui dal cielo viene giù il diluvio.

Nella notte italiana, la serata argentina, il River Plate era chiamato ad un’impresa che sembrava proibitiva: ribaltare il secco 3-0 subito in Bolivia dal Jorge Wilstermann e guadagnarsi un posto nelle semifinali di Copa Libertadores.

L’atmosfera magica del Monumental, però, ha fatto effetto sui ragazzi di Marcelo Gallardo: i Millionarios si sono lanciati in campo con una furia agonistica tremenda. Hanno fatto un sol boccone della loro preda, lanciandosi immediatamente, famelici, sui boliviani.

Il Jorge Wilstermann, consapevole del fatto che sarebbe stata una lunga nottata, aveva impostato una partita di sofferenza, sperando di portare a casa la pellaccia con un match difensivo: piano partita immediatamente saltato, perché il River Plate ha giocato la partita perfetta.

Una partita che ha richiamato alla mente i fasti della Maquina, il River Plate dei primi anni ’40 del Novecento che vinceva, dominava e incantava.

Una macchina perfetta, appunto.

Dopo diciannove minuti, il River Plate aveva già pareggiato il conto, con un 3-0 senza appello: una tripletta fulminante firmata da Ignacio Scocco, che dopo la partita di andata era stato subissato di critiche e ingiurie dai suoi tifosi.

Da quel momento in poi, è stata tutta discesa. Ma la squadra di Gallardo non si è limitata a vincere. Ha voluto stravincere, ha voluto mandare un messaggio. A tutto il continente sudamericano, a quelli che li avevano dati per morti dopo la rumorosa sconfitta dell’andata in Bolivia.

Il River non si è fermato, è arrivato a otto. 8-0, un punteggio che non si vede tutti i giorni a certi livelli, un punteggio che ha fatto impazzire di gioia il Monumental. Otto reti, cinque delle quali portano la firma di Nacho Scocco, che ha così riscattato l’opaca prestazione della gara di andata.

No, certe notti non capitano dappertutto. Certe notti, e certe storie, possono succedere solo in certi luoghi e posti magici.

Come il Monumental di Buenos Aires.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

 

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