Nostalgia Canaglia: Eupremio Carruezzo Nostalgia Canaglia: Eupremio Carruezzo
Per la mia squadra, facendo i dovuti paragoni, io ero come Ibrahimovic per il Milan: facevo quel tipo di lavoro: tutto era finalizzato a... Nostalgia Canaglia: Eupremio Carruezzo

Per la mia squadra, facendo i dovuti paragoni, io ero come Ibrahimovic per il Milan: facevo quel tipo di lavoro: tutto era finalizzato a crearmi l’azione per gonfiare la rete.   

Chi è che osa paragonarsi al gigante di Malmö così, a cuor leggero? Per qualsiasi calciatore tali dichiarazioni sarebbero da considerarsi blasfeme, ma non per lui. Non per lui che di nome fa Eupremio e di cognome Carruezzo. Noto ai più col nomignolo Tony, affibiatogli dal compagno di squadra ai tempi di Barletta, Mauro Nardini, Carruezzo nasce a Brindisi il 9 dicembre 1969.

Proprio nella squadra della sua città esordisce tra i professionisti , rimanendovi per due anni fino al 1988.

Da qui inizia un girovagare incessante per la penisola che lo porterà, in 21 anni di onoratissima carriera, a vestire la bellezza di tredici casacche differenti.  Centravanti dotato tecnicamente, dal gran fisico e con uno spirito di sacrificio tale che gli ha permesso di essere amato in tutte le piazze in cui è stato. Barletta , Salernitana ed Ancona sono le prime vetrine a metterlo in mostra. Fin da subito si capisce che l’attaccante è molto forte, ma gli dei non sembrano averlo sempre a cuore.  Già all’età di 21 anni, in forza alla Salernitana,  è costretto a stare fermo a causa di un grave infortunio.

Ciò non impedirà comunque all’attaccante di segnare goal importanti e contribuire alla promozione della squadra granata nella serie cadetta.  Si trasferisce all’Ancona dove è  protagonista di una nuova promozione, questa volta nella massima serie. Tony non segna valanghe di gol, ma corre, smista per i compagni e si danna l’anima. E quando gonfia la rete non lo fa mai in maniera banale. I suoi goal sono delle piccole perle, dei gioielli da custodire ad imperitura memoria. Il biennio a Savoia, dal ’95 al ’97, è uno dei momenti più alti della sua carriera.

Nella seconda stagione in terra campana, con 18 reti, vince il titolo di capocannoniere e trascina la propria squadra a giocarsi la finale playoff per la serie B contro l’Ancona. Ma questa volta la promozione gli sfugge, il Savoia perde e a festeggiare sono i marchigiani. Nel 1997 passa al Cagliari che ha come coppia d’attacco Roberto Muzzi e Dario Silva, non due qualunque. Il presidente Cellino affida la panchina al tecnico genovese Giampiero Ventura, uno che apprezza molto l’attaccante brindisino, che a sua volta lo considera uno degli  insegnanti migliori mai avuti.

Carruezzo un mio pupillo? È vero, ho avuto un rapporto sessuale con lui quando allenavo il Venezia. Se lo sa mia moglie…

G. Ventura

Nella sua prima stagione in terra sarda riesce a ritagliarsi comunque un buono spazio. Impiegato in ventisette partite realizza solamente 3 reti. Una di queste  arriva contro il Padova e regala la quasi matematica promozione alla squadra isolana. Tony è carico per la riconferma, per potersi finalmente confrontare con i grandi della serie A. Anche se a dire il vero, ad uno come lui, importa fino ad un certo punto. Perché parlandovi in tono dimesso vi direbbe, il calcio è calcio, a qualsiasi livello e latitudine lo si giochi. Ma ancora una volta il destino vuole metterci il suo zampino.

Quando tutto sembra pronto per l’esordio in A arriva lo stop da parte del medico sociale del Cagliari che gli riscontra una cardiomegalia. Eupremio ha il cuore troppo grande, e non solo metaforicamente. Dopo vari accertamenti il problema riscontrato sembra ridimensionato, non andando  ad influire sull’idoneità a svolgere attività agonistica. Tony scalpita per giocare, non sta più nella pelle. Ed ecco la seconda bastonata, più tosta della prima. Questa volta lo stop è obbligatorio, ernia inguinale da risolvere con intervento chirurgico. 

E non è ancora nulla, gli dei del pallone stanno per dare il peggio di sé. Tornato in campo in tempi record, infatti, è costretto nuovamente a tornare sotto i ferri del chirurgo. Rottura del legamento crociato anteriore, recita il referto al termine di una gara contro il Bari, e questa volta non c’è santo che tenga.

Questo non basta per abbatterlo, se c’è da scendere di categoria per tornare a giocare non ci pensa due volte. L’importante è tornare a calciare quel dannato pallone, è sentire il profumo dell’erba  mista a polvere dei campi di provincia. Quel profumo che ti penetra nei polmoni e ti fa sentire vivo.

Riparte da Livorno dove gli viene chiesto di provare a non far rimpiangere Igor Protti, rimasto vittima di una lunga squalifica. Provare sì, perché riuscirci, per il pubblico dell’Ardenza, non è contemplato. Ma Tony è speciale anche per questo, e sa come entrare dritto dritto nel cuore dei tifosi amaranto. Ad esempio segnando contro il Pisa ed espugnando l’Arena dopo 20 anni che non succedeva. Pisa che, tra le altre cose,  è una delle sue vittime preferite dell’intera carriera.

Nel 2000 Eupremio Carruezzo viene ingaggiato dal Como, che a fine anno festeggerà la massima serie. Dopo Salerno, Ancona e Cagliari un’ altra promozione targata Carruezzo.

L’anno successivo è una tappa fondamentale per la carriera di Tony. Si trasferisce a Lucca, per giocare nella Lucchese, squadra di cui diventerà una vera e propria bandiera. Fascia di capitano al braccio e presenza, la sua,  che vale da sola il prezzo del biglietto. Stagioni da protagonista, da re indiscusso del Porta Elisa.  Come quella del 2002, quando la serie B vola via per un soffio. Ad un palmo di mano, ma comunque troppo lontana. Fermata da un maledetto legno e da un destro a giro di Ciullo. Con la maglia rossonera saranno 6 stagioni bellissime, condite da 96 perle preziose da conservare nella mente, da tramandare ai posteri. Lascia Lucca e la Lucchese nel 2007 per terminare la carriera a San Marino. Una stagione per poi appendere le scarpette al chiodo.

Eupremio Carruezzo, un nome stupendo per uno dei calciatori più romantici del calcio italiano.

Paolo Vigo
twitter: @Pagolo

Related Posts

Luka Modric e la nostalgia di Cristiano Ronaldo

2019-03-05 08:59:39
delinquentidelpallone

18

Nostalgia Canaglia: Aimo Diana

2015-05-11 18:53:22
delinquentidelpallone

18

Nostalgia Canaglia: Kennet Andersson

2015-04-16 20:58:10
delinquentidelpallone

18

Nostalgia Canaglia: Enrico Chiesa

2015-04-14 23:09:58
delinquentidelpallone

18

Nostalgia Canaglia: Maurizio Ganz

2015-04-06 15:02:27
delinquentidelpallone

18

Nostalgia Canaglia: Tomas Skuhravy

2015-04-05 20:52:28
delinquentidelpallone

18

Nostalgia Canaglia: Pino Taglialatela

2015-04-02 17:42:37
delinquentidelpallone

18

Nostalgia Canaglia: Ibrahim Ba

2015-03-30 15:23:10
delinquentidelpallone

18

Nostalgia Canaglia: Carsten Jancker

2015-03-28 14:03:07
delinquentidelpallone

18

Nostalgia Canaglia: Alen Boksic

2015-03-27 15:37:47
delinquentidelpallone

18