Nostalgia Canaglia: Enrico Chiesa Nostalgia Canaglia: Enrico Chiesa
Chiesa mi somiglia nella velocità dell’esecuzione e nella potenza del tiro. È un giocatore completo. C’è una cosa che mi piace di lui: è... Nostalgia Canaglia: Enrico Chiesa

Chiesa mi somiglia nella velocità dell’esecuzione e nella potenza del tiro. È un giocatore completo. C’è una cosa che mi piace di lui: è un introverso, come lo ero io. Parla poco, ma ha le idee chiare.

Gigi Riva

Il Nostalgia Canaglia di oggi ci porta direttamente nell’entroterra genovese, precisamente nel comune di Mignanego, luogo dove nasce uno degli attaccanti più completi degli anni ’90 ed inizio del nuovo secolo, Enrico Chiesa.

Cresciuto nelle giovanili della Sampdoria passa i primi anni della carriera da professionista in prestito a varie società tra cui Teramo, Chieti, Modena e Cremonese. La sua completezza tecnica e la sua forza fisica hanno fatto sì che potesse essere utilizzato in varie zone del campo. Parte come esterno di centrocampo ma ben presto si accorgono che Enrico da il meglio di sé quando può avvicinarsi alla porta.

E’ in grado di mandare in gol il compagno con l’assist smarcante con la stessa facilità con cui si costruisce il tiro a giro da fuori area, buttandola inesorabilmente all’incrocio dei pali. Alla Cremonese nella stagione ’94-’95 si ritaglia un ruolo fondamentale nella salvezza della squadra. E’ l’attaccante di riferimento della compagine guidata da Gigi Simoni , colui che finalizza e rifinisce per Tentoni e Florijancic. Chiuderà da miglior marcatore della squadra con 14 reti all’attivo.

Nella stagione successiva ritorna a Genova, sponda blucerchiata, per far coppia con Roberto Mancini. I due parlano la stessa lingua calcistica, si intendono a meraviglia. Questa sarà la stagione dell’esplosione di Enrico Chiesa nel panorama calcistico internazionale e non solo. In 27 apparizioni di campionato realizza ben 22 reti, ampiamente sufficienti per finire sui taccuini degli scout dei migliori club. E’ l’epoca d’oro del nostro calcio, in cui i campioni cambiavano sì casacca ma rimanevano spesso entro i confini dello stivale. Così, per 25 miliardi di lire, Chiesa finisce a Parma a duettare con un altro bomber di cui sentiamo infinitamente la mancanza, Hernan Crespo.

Il Parma è una delle sette sorelle e può ambire, ragionevolmente parlando, alla lotta scudetto così come al bersaglio grosso in Coppa Uefa. Se la prima ipotesi rimarrà sempre un illusione altrettanto non si può dire per la seconda. Con la maglia della città ducale Chiesa vincerà infatti la Coppa Uefa, oltre alla Coppa Italia, segnando moltissimi gol pesanti nelle sfide europee.

Terminata l’esperienza a Parma ad attenderlo a braccia aperte c’è Firenze e la Fiorentina. Dopo Mancini e Crespo un altro partner d’attacco da favola, Gabriel Omar Batistuta. Nel triennio in maglia viola Chiesa realizzerà 34 reti in 59 presenze. E’ un periodo caratterizzato da alti e bassi, sia personali che di squadra. Alla vittoria della Coppa Italia si contrappone il sapore amaro della retrocessione in serie cadetta. Oltre a questo, nella stagione 2001-2002, conosce il dramma della rottura del legamento crociato anteriore, che lo terrà lontano dai campi da gioco per molto tempo.

Al rientro dall’infortunio passa alla Lazio, non riuscendo però ad imporsi come nelle altre piazze. Inizia così una nuova avventura con la maglia bianconera della neopromossa Siena. Nella sua prima stagione in Toscana riprende a segnare tornando subito in doppia cifra realizzativa. Dieci reti ed un intesa perfetta con il partner d’attacco, il gigante norvegese Tore Andre Flo. Anche le due successive stagioni sono su ottimi livelli, cambiano i compagni d’attacco (Maccarone,Bogdani, Locatelli) ma la sua presenza è sempre un punto cardine da cui ripartire. Si prende anche la fascia di capitano, a testimonianza del fatto che l’uomo più rappresentativo è lui, bomber taciturno che ha sempre preferito far parlare i fatti. Ma si sa, gli anni passano per tutti, la forma fisica non è più quella di un tempo ed anche lui è costretto ad accusare un brusco calo di rendimento non trovando la continuità degli anni passati.

Conclude la sua carriera al Figline tra la serie c2 e la c1, conquistata anche grazie alle prestazioni dell’attaccante ligure. Chiesa ha vestito anche la casacca azzurra della Nazionale, disputando 17 incontri e mettendo a segno 7 gol. Ha preso parte alla spedizione per gli Europei del 1996 e per i Mondiali di Francia del 98, quest’ultima in sostituzione dell’infortunato Fabrizio Ravanelli.

Attaccante di razza, capace di colpire in progressione così come di disegnare traiettorie imparabili sui calci piazzati. Forse quell’infortunio sul più bello della carriera non ci ha permesso di apprezzare del tutto le fantastiche doti di questo duttile goleador. In ogni caso uno di quei nomi che, solo a sentirlo pronunciare, ci fa vibrare le corde del cuore e che non smetteremo mai di rimpiangere.

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