Ha vissuto entrambe le metà della Milano calcistica, e, nè in nerazzurro, nè in rossonero ha lasciato traccia significativa del suo passaggio. Almeno sul...

Ha vissuto entrambe le metà della Milano calcistica, e, nè in nerazzurro, nè in rossonero ha lasciato traccia significativa del suo passaggio. Almeno sul campo, perchè Andrés Guglielminpietro se lo ricordano benissimo sia al Milan che all’Inter.

Nato a San Nicolàs, in Argentina, il 10 aprile del 1974, arriva a Milano, sponda rossonera, nel 1998, e subito conquista lo Scudetto, ritagliandosi anche un ruolo abbastanza importante in quella squadra. Poi Guglielminpietro, che era nel frattempo diventato Guly, lentamente si spegne, tanto da venir ceduto ai rivali nerazzurri dell’Inter, in cambio di un ragazzo che non stava mantenendo tutte le promesse: Andrea Pirlo. Da quel momento, il nome del buon Guly resterà legato, a mò di dileggio, a quello di Pirlo, per l’eternità. All’Inter non lascia traccia del suo passaggio, viene mestamente ceduto al Bologna, dove in 18 partite realizza 2 reti: la più famosa delle due è quella segnata con la mano all’Udinese.

Dopo questa triste esperienza, viene rispedito prima in patria, al Boca, poi va negli Emirati per un paio d’anni, e, a 32 anni, chiude la carriera nel 2007 con la maglia del Gimnasia La Plata.