Nostalgia Canaglia: Alen Boksic Nostalgia Canaglia: Alen Boksic
Si può entrare nel cuore della gente anche senza segnare valanghe di goal, pur essendo un attaccante. Eccome se si può. Alzi la mano... Nostalgia Canaglia: Alen Boksic

Si può entrare nel cuore della gente anche senza segnare valanghe di goal, pur essendo un attaccante. Eccome se si può. Alzi la mano chi tra di voi non ha guardato con ammirazione la coppia di attaccanti della nazionale croata a cavallo tra gli anni novanta e l’inizio del nuovo secolo. Alen Boksic e Davor Suker. Proprio al primo ci stiamo riferendo, che abbiamo potuto ammirare da vicino anche nel nostro campionato.

Alen nasce a Macarsca, Croazia, il 21 gennaio 1970. L’esordio tra i professionisti avviene all’età di 17 anni nell’Hajduk Spalato che rimarrà la sua squadra per i 4 anni a venire. Qui conquisterà anche il suo primo trofeo, la coppa dell’ex Jugoslavia nel 1991, nella sua ultima stagione prima di trasferirsi in Francia. In patria Alen si è messo in mostra per le sue doti fisiche fuori dal comune, abbinate ad una tecnica di prima fascia. Non è uno di quei goleador di razza, ma fa un lavoro inesauribile per la squadra e lo impreziosisce con giocate di qualità. In Francia approda al Cannes, ma non riesce ad incidere collezionando una sola presenza. Viene però acquistato dall’Olympique di Marsiglia, squadra allora ai vertici del calcio nazionale ed europeo. Qui le cose vanno decisamente meglio. Boksic gioca, segna e fa segnare. In Francia come in Europa dove trascinerà il suo OM a suon di goal e prestazioni fino alla conquista della Ligue 1, titolo poi revocato, e della Champions ai danni del Milan.

Arriva nel nostro campionato nel 1993 per la cifra di 15 miliardi di Lire, acquistato dalla Lazio. L’approdo nel nostro campionato è accompagnato da grosse pressioni, a cui l’attaccante croato non sempre riesce a far fronte. Gioca abbastanza ma non incide come la sua classe lascerebbe presupporre e viene anche bersagliato dalla critica per alcune facili occasioni da goal fallite.

Terminata la prima avventura biancoceleste si trasferisce a Torino, sponda bianconera. Qui la concorrenza è spietata, Alen Boksic colleziona 22 presenze e realizza solamente 3 reti. Dal punto di vista dei trofei, però, va decisamente meglio: Campionato, Coppa Intercontinentale, Supercoppa Europea. Arriva in finale di Coppa Campioni ma questa volta è costretto a stringere la mano ai vincitori ed accontentarsi del secondo posto.

A Roma però non lo hanno dimenticato, ed Alen sente di dover ripagare la fiducia di chi per primo ha creduto in lui in Italia. E’ il 1997 quando Cragnotti lo riporta alla Lazio. Saranno 3 stagioni gloriose dal punto di vista dei risultati. In questi tre anni vince due Coppe Italia, una Supercoppa Italiana, la Supercoppa Europea, la Coppa delle Coppe e lo Scudetto nel 2000. Non segna tantissimo, arriva al massimo a 10 realizzazioni, ma trova comunque il modo per farsi amare. Conclude la sua esperienza in Inghilterra, al Middlesbrough, dove rimarrà per 3 anni.

Con la nazionale croata colleziona 40 presenze, facendo parte di alcune tra le formazioni più forti mai schierate dalla propria nazionale.Per gli europei del ’96, ad esempio, accanto al già ricordato compagno d’attacco Davor Suker c’erano altri splendidi giocatori quali Prosinecki, Boban, Asanovic e Jarni. Dal 2012 è team manager della nazionale croata.

Related Posts

Il Valencia ha presentato le maglie 2019/20

2019-07-04 13:33:53
delinquentidelpallone

18

I 7 giovani talenti che tutti vorranno quest’estate

2019-05-21 08:37:05
delinquentidelpallone

18

Luka Modric e la nostalgia di Cristiano Ronaldo

2019-03-05 08:59:39
delinquentidelpallone

18

Lo stadio fantasma del Valencia

2019-03-01 11:07:38
delinquentidelpallone

18

Il Valencia ha un piccolo problema con i pareggi

2019-02-25 09:24:30
delinquentidelpallone

18

Vincenzo Millico, il talento granata che sogna in grande

2019-01-14 14:27:37
delinquentidelpallone

18