Nicolò Barella, il futuro è in buone mani Nicolò Barella, il futuro è in buone mani
In un periodo decisamente complicato per il calcio italiano e per la nostra Nazionale, abbiamo bisogno di aggrapparci disperatamente a qualcosa o a qualcuno,... Nicolò Barella, il futuro è in buone mani

In un periodo decisamente complicato per il calcio italiano e per la nostra Nazionale, abbiamo bisogno di aggrapparci disperatamente a qualcosa o a qualcuno, abbiamo bisogno di ricercare piccoli spiragli di luce che possano farci vedere – o anche solo intravedere – la luce in fondo al tunnel.

Ecco perché veder giocare Nicolò Barella, di questi tempi, è un toccasana per l’anima malandata del tifoso italiano.

Il centrocampista classe 1997 del Cagliari, infatti, si sta ritagliando un ruolo sempre più importante nella sua squadra, sta dimostrando a tutti di essere uno dei talenti più interessanti del calcio italiano, e la sua esplosione, con conseguente trasferimento in una realtà importante e prestigiosa, con tanto di palcoscenico europeo, sembra essere solo questione di tempo, qualcosa di inevitabile.

Nicolò Barella è un esempio di determinazione, talento, intensità e applicazione: un mix di tutte le caratteristiche che si richiedono, nel 2018, a un ragazzo a cui viene chiesto di tenere in mano le chiavi del centrocampo.

Qualche anno fa, prima che il ruolo e i compiti del centrocampista fossero trasformati da un calcio sempre più fluido, Barella sarebbe stato definito un centrocampista box-to-box, in grado di giocare indifferentemente davanti alla difesa o a ridosso delle punte, spesso e volentieri anche nella stessa partita, come se fosse un compito richiesto dal suo ruolo naturale.

Nicolò Barella si è messo in mostra proprio così: piedi buoni, talento naturale, intelligenza calcistica, visione di gioco e grinta da vendere. Proprio quella grinta che spesso gli procura un numero elevato di cartellini, gialli e rossi. Il centrocampista del Cagliari è infatti uno dei giocatori più ammoniti del campionato, con 9 ammonizioni portate a casa, oltre a un rosso rimediato di recente.

Poco importa, perché vedere giocare Barella oggi è uno spettacolo per gli occhi: il ragazzo corre, lotta, si fa vedere davanti, e da qualche tempo è anche diventato il rigorista della squadra, a dimostrazione che il coraggio non gli manca certo.

Elegante e tecnico, ma non certo uno che ti stende il tappeto rosso quando si tratta di fare interdizione. In un certo senso, a Cagliari, un giocatore che faceva le stesse cose di Nicolò Barella se lo ricordano bene, era belga e oggi, a Roma, viene considerato uno dei centrocampisti più forti del nostro campionato, e forse anche qualcosa in più: Radja Nainggolan.

La grinta di Barella si mescola con l’attaccamento alla maglia che lui, orgogliosamente sardo, dimostra di domenica in domenica. Una caratteristica che esalta le sue doti naturali, e che, insieme a tutte le altre, ha messo in mostra il ragazzo.

Sarebbe bello, per lui e per la sua gente, vederlo diventare una bandiera della sua squadra e della sua terra. Ma le sirene del mercato hanno già cantato, e vedere Barella in una big italiana – o forse europea, visto che anche Jurgen Klopp sembra essere un suo grande estimatore – sembra la cosa più naturale di questo mondo, solo questione di tempo.

Sì, anche in questi tempi bui per il calcio italiano, qualche speranza continua a nascere. E, a quanto pare, il centrocampo italiano, con Nicolò Barella, sarà in buone mani. Anzi, in buoni piedi.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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