Nicki Bille Nielsen: il bad boy di Vigerslev Nicki Bille Nielsen: il bad boy di Vigerslev
Articolo a cura di Il Calcio Nordico – Bjarnason figlio di Odino Leggenda narra che se pronunci per 3 volte di seguito il nome... Nicki Bille Nielsen: il bad boy di Vigerslev

Articolo a cura di Il Calcio Nordico – Bjarnason figlio di Odino

Leggenda narra che se pronunci per 3 volte di seguito il nome di Nicki Bille Nielsen, finirà per comparire davanti a te. Inutile scappare, ormai sei nei guai.

Attaccante, 31 anni, professionista da 13, attualmente svincolato.

Sarà per il carattere ribelle, per il braccialetto elettronico imposto dal tribunale o per le fucilate che l’hanno ferito, in un affare classificato dalla polizia danese come tentato omicidio? Non saprei. Ma andiamo a conoscere meglio il bad boy di Vigerslev.

Gli inizi

Nato nel distretto di Valby, in uno dei quartieri industriali, riuscirà grazie al calcio ad uscire dal quartiere ma non a cambiare vita. Lui ed il cuginetto Daniel avevano un sogno, quello di affermarsi in questo fantastico sport. Nicki ci è riuscito ma Daniel ha fatto meglio, infatti Daniel Wass negli anni è riuscito ad imporsi come uno dei calciatori più interessanti e duttili dell’intero panorama danese.

Il primo club che darà una possibilità tra i professionisti a Nielsen sarà il BK Frem. “Il ragazzo è molto talentuoso ma difficile da gestire“, frase che verrà ripetuta da chiunque abbia lavorato con lui. Dopo solo un anno, arriva già l’occasione di una vita. La chiamata viene dall’Italia, dalla Serie A ed è la Reggina di Walter Mazzarri che ingaggia il giovanissimo attaccante. In Serie A giocherà 7 spezzoni di partita, mentre in Coppa Italia segnerà contro il Chievo l’unico gol della sua esperienza italiana.

Carriera da girovago

Da quel momento in poi la sua diventerà una carriera da autentico girovago per tutta Europa. La stagione 2007/08 la passa in prestito tra Martina e Lucchese. Lucchese con la quale riuscirà durante una partita con le giovanili, prima a prendere un rosso per un contrasto durissimo, poi a farsi squalificare per 8 giornate per “atteggiamento aggressivo” nei confronti di arbitro e tifosi avversari. Poi giocherà per Nordsjælland, Esbjerg e Lyngby in Danimarca, Villareal B, Elche e Rayo Vallecano in Spagna, Rosenborg in Norvegia, Evian in Francia (esperienza che condividerà con il cugino Daniel Wass), Lech Poznan in Polonia e Panionios in Grecia, tutto questo in meno di 10 anni.

Ma quello che l’ha fatto diventare un personaggio assoluto non sono le sue azioni in campo, ma quelle fuori. Celebre il video in cui dopo aver segnato il gol del pareggio al 93′ tra Esbjerg ed Hobro, strappa una birra dalle mani di un tifoso e se la scola.

Il lato oscuro di Nicki Bille Nielsen

La rescissione con il Lyngby è arrivata dopo l’arresto per minacce nel quartiere Strøget di Copenaghen mentre quella con l’Evian, arrivò a causa di un processo che portava Nielsen verso una pena di 8 anni di reclusione. Le accuse? Il calciatore fu trovato dalla polizia di Copenaghen mentre colpiva auto e biciclette a calci, dopo una serata passata a bere con gli amici. Il ragazzo non era intenzionato a smettere, quindi il poliziotto cercò di fermarlo con lo spray al peperoncino e la reazione automatica di Nielsen fu quella di morderlo. Credetemi, questa non è neanche una delle peggiori.

L’anno scorso fu fermato a Montecarlo per violenza su una donna e possesso di cocaina. La donna si era messa tra lui e la sua compagna mentre l’uomo la stava strangolando davanti ad un pub del principato. Ma l’alibi in questo caso è di ferro. Nielsen non ricordava nulla in quanto il suo tasso alcolemico era troppo alto per essere lucido. Ciliegina sulla torta, la polizia ha trovato nel suo cellulare un video dell’uomo mentre gli viene praticato un – sì, proprio quello lì con la p – in pubblico, in mezzo ad una strada.

Ma si può fare di meglio: 2018, notte di Natale, dopo una rissa con tre persone nella zona Sydhavnen di Copenaghen, uno dei tre estrae un fucile e spara contro il calciatore ferendolo al braccio.

Un evento del genere dovrebbe portarti a riflettere e cambiare vita ma Nielsen riesce ancora a mettersi nei guai. Durante il periodo di convalescenza in ospedale aggredisce un’infermiera. Una volta uscito viene fermato per minacce ad un ciclista ed un portiere e possesso di droga. Proprio il mese scorso è arrivata l’ennesima condanna, questa volta a 4 mesi di reclusione ed obbligo a portare il braccialetto elettronico.

Insomma, tutto questo per dirvi cosa? Se incontrate Nicki Bille Nielsen per le strade di Copenaghen, pensaci due, tre volte prima di chiedergli un autografo o in caso siate pronti a “volare come una farfalla e pungere come un’ape”.

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