Nba playoffs: diario delinquenziale – 18 aprile Nba playoffs: diario delinquenziale – 18 aprile
Terza nottata di playoff, tre le partite in programma, tre gare due di diversa importanza. Nella prima, a Est, Toronto doveva disperatamente vincere per... Nba playoffs: diario delinquenziale – 18 aprile

Terza nottata di playoff, tre le partite in programma, tre gare due di diversa importanza. Nella prima, a Est, Toronto doveva disperatamente vincere per rimettere la serie in parità e non buttare all’aria tutta la regular season.

Nelle altre due, a Ovest, Rockets e Mavericks erano chiamate a battere un colpo dopo due gare 1 in cui avevano preso bei ceffoni dritti in faccia. Andiamo a vedere come sono andate le partite, dove si è delinquito, cosa ci ha fatto sorridere e cosa ci ha fatto saltare in piedi sul divano.

Toronto Raptors-Indiana Pacers 98-87 (serie: 1-1)

Toronto doveva vincere per non fare la sua solita figura di palta e mollare già dal primo turno i playoff. In effetti l’inizio non è dei migliori, poi sale in cattedra, di arroganza pura, Jonas Valanciunas, pronto a spazzare tutto quello che incrocia sulla sua strada.

Bismaccone Byombo ancora grande protagonista. Che diamine di idolo!

ATTENZIONE: anche in Canada hanno scoperto quanto sia bello avvelenarsi la vita con le polemiche arbitrali.

Oklahoma City Thunder-Dallas Mavericks 84-85 (serie: 1-1)

Si comincia con Charlie Villanueva che prova a interrompere la routine pregara (una minchiata di proporzioni ipergalattiche) di Russell Westbrook. Noi, personalmente, avremmo fatto volare i ceffoni, non ce la saremmo mica tenuta quella spinta.

Finale convulso e scatenato, ultimi sette secondi in cui non si capisce assolutamente NULLA. E poi OKC rischia di vincerla con il tap-in del delinquentissimo Steven Adams sulla sirena. Ma arriva fuori tempo massimo.

Sospirone di sollievo per Mark Cuban, poi esultanza contenuta.

Steven Adams, invece, non l’ha presa poi così bene.

stevenad

Comunque, si, prendetevi un attimo per respirare e riflettere: l’ha decisa Raymond Felton. Si, Raymond Felton. E Durant ha tirato 7-33. Sette su trentatre. Poi non rompete le palle a Kobe se prende 50 tiri nella serata di addio, orsù.

Golden State Warriors-Houston Rockets 115-106 (serie: 2-0 Golden State)

Non c’è Steph Curry? Chissenefotte, Thompson ne mette 34, Iguodala tira 4-6 da tre.

Questa un’istantanea dell’attacco dei Warriors contro la difesa dei Rockets:

goldenstaterockets

Giocata della partita: Patrick Beverley, dopo che il suo coach si è preso tecnico, prova a stoppare Klay Thompson sul tiro libero. Eroe assoluto.

L’attacco dei Rockets funziona come una gioiosa macchina da guerra. O quasi.

Sesto fallo di Howard. Steph indica l’uscita.

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